Ddl ammazza blog, Scelta Civica piazza la mordacchia al web: obbligo di rettifica e multe pazzesche

La mala erba non muore mai. Come la voglia dei lorsignori di mettere la mordacchia al web e obbligare le testate online alla rettifica immediata, in seguito a richiesta dell’interessato, pena una multa che va da un minimo di 8mila euro fino a 16mila euro. La brillante idea è targata Scelta Civica, che evidentemente non ha di meglio a cui pensare. Ecco tutti i rischi cui andranno incontro gli editori telematici, qualora il ddl dovesse passare.

ddl_ammazza_blog_giugno_2013

Rispunta alla Camera la cosiddetta ammazza-blog. La norma è contenuta in una proposta di legge depositata da Scelta civica, sulle modifiche alla legge sulla stampa del 1948 per quanto riguarda le disposizioni sulla diffamazione. Il testo, a prima firma di Stefano Dambruoso, è stato depositato il 6 giugno e assegnata lo scorso venerdì alla Commissione Giustizia dove già si è avviato l’iter sulla riforma della diffamazione a mezzo stampa. Di una iniziativa simile si era fatto promotore nel 2011 anche il governo Berlusconi nell’ambito della sua campagna per limitare la pubblicazione di intercettazioni telefoniche.

La proposta, sottoscritta da altri 13 deputati centristi tra cui Andrea Romano Mario Marazziti, estende l’obbligo di rettifica, su richiesta di chi si ritiene offeso, alle testate telematiche. Il comma, che contiene la norma anti-blog, reca modifiche all’articolo 8 della legge del ’48 e recita così: “per i siti informatici, ivi compresi i blog, le dichiarazioni o le rettifiche sono pubblicate entro quarantotto ore dalla richiesta, in testa alla pagina, prima del corpo dell’articolo, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono”. Per chi non rispetterà l’obbligo di pubblicazione della rettifica scatterà una multa da un minimo di “euro 8.000” a un massimo di “euro 16.000”.

L’obbligo di rettifica viene esteso anche alla stampa non periodica, includendo quindi anche i saggi e i libri: la pubblicazione dovrà avvenire entro sette giorni dalla richiesta su due quotidiani a tiratura nazionale e nelle successive edizioni e ristampe con chiaro riferimento allo scritto ‘incriminato’. La proposta di legge Dambruoso, anche per le testate tradizionali, prevede che la rettifica venga pubblicata “senza commento”. Il testo cancella la pena del carcere in caso di diffamazione a mezzo stampa per un fatto determinato prevedendo solo la multa da “euro 5.000 a euro 50.000”.

Ora bisognerà vedere se la nuova proposta sulla riforma della diffamazione verrà abbinata alle altre due (una firma Costa e una a firma Gelmini del pdl) già all’esame della Commissione Giustizia di cui sono relatori Enrico Costa (Pdl) e Walter Verini (Pd).

Lo stesso Dambruoso nega però che lo scopo della sua proposta sia quello di “ammazzare” i blog. “La valorizzazione del momento della rettifica coglie da un lato l’esigenza di salvaguardare le persone che hanno un interesse alla correzione di dati inesatti, quando non addirittura diffamatori, e dall’altro introduce un correttivo che avrà ricadute significative nella determinazione del danno, il quale, dopo la pubblicazione della rettifica non potrà che risultare ridotto e in alcuni casi persino esaustiva”, spiega il deputato di Scelta Civica. “E’ dunque errato – aggiunge – denominare la proposta che introduce per blog e libri l’obbligo della rettifica come uno strumento ‘ammazza blog'”.

 

LEGGI DALLA FONTE ORIGINALE – Repubblica.it

Fino al 31 dicembre 2016 puoi attivare una copertura per il rischio terremoto con sconti fino al 50%.