Dalle hot line allo sviluppo: il nuovo ministro Paolo Romani

La lista dei ministri ambigui e improbabili (Carfagna, Brambilla, Gelmini, Alfano, La Russa, Brunetta ecc. ecc.) si arricchisce di una nuova personalità, ancora più ambigua e alquanto improbabile.Il quattro ottobre 2010 finisce l’interim di Silvio Berlusconi nel Ministero dello sviluppo, al suo posto è stato nominato Paolo Romani,   già Vice Ministro allo sviluppo economico con delega alle comunicazioni. Diciamo che le cose sono rimaste in famiglia.

 

RomaniIl parlamentare della maggioranza vanta nel suo curriculum notevoli esperienze nel campo televisivo, infatti, sin dal 1976 quando è direttore generale di Rete A, la sua carriera nelle televisioni locali è rimasta legata alla comunicazione, al giornalismo e all’imprenditoria televisiva.

Un’esperienza che rimane negli annali (e che forse lo ha reso così stimato dal premier) è quella di Lombardia 7, nella quale  il direttore fece  del porno  il punto cardine  del palinsesto dell’emittente.

Accompagnato da Maurizia Paradiso (noto/a trans) e dall’hot-line, Romani guidò la squadra di Lombardia 7 per ben cinque anni (1990-1995), fino al fallimento. Per la serie se non sono porconi non li vogliamo. Indagato per bancarotta, negando qualsiasi coinvolgimento, il ministro è stato costretto a pagare una multa di quattrocentomila €, salvandosi però grazie alla nuova legge sul falso in bilancio.

Diventa deputato con Forza Italia, viene eletto successivamente con il Polo delle Libertà e La Casa delle Libertà, fino a diventare sottosegretario alle comunicazioni. Nel 2007, viene duramente criticato per i favoritismi, in campo di urbanistica, alla famiglia Berlusconi per l’affare Milano4.

Il suo legame con Mediaset è sempre stato molto stretto, famose, infatti, sono le proposte nel decreto che porta il suo nome per quanto riguarda i tentativi di danneggiamento verso Sky (è banale dire che di riflesso favorisce Mediaset, unico rivale di Sky,ma voglio dirlo comunque,… o, sarebbe meglio dire Sky unico rivale di Mediaset) .

Guarda caso Paolo Romani ha come primo compito quello di assegnare cinque frequenze sul digitale (circa un mese fa Mediaset ha ricevuto come regalo il canale 58 per testare l’alta definizione, come se IO ricevessi in regalo una qualsiasi proprietà dello Stato).

Nella faccenda ovviamente è entrata Sky, unico concorrente di Mediaset (ecco l’ho detto), che attraverso l’occupazione di quelle frequenze risulterebbe minaccioso al Biscione digitale. Il bando di gara è pronto già da maggio ma non è stata presa nessuna decisione. Ora che c’è il nuovo ministro … a chi andranno le frequenze? Mah

Per ora Sky si può accontentare dei regalini ricevuti dal governo: il raddoppio dell’Iva per le pay tv, lo stop agli spot Sky sui canali Mediaset e gli ostacoli del digitale.

E, infine, per distruggere completamente Sky, gli spediscono pure Minzolini.

 

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