Da Fini a D’Alema, da Letta a Frattini, i trombati si consolano nelle fondazioni di Stato: e io pago.

Gianfranco Fini, Massimo D’Alema, Franco Frattini, Gianni Letta, Livia Turco, Emma Bonino. Sono solo alcuni dei tanti esclusi dal nuovo Parlamento (alcuni non candidati, altri non rieletti). Ma niente paura: tutti loro – uno per uno – siedono nei comitati direttivi (anche in più di uno) di fondazioni, enti e associazioni spesso sovvenzionate dallo Stato e dai partiti stessi. Insomma, i trombati non sono poi così trombati.

 

di Carmine Gazzanni

Due giorni fa la notizia: Massimo D’Alema è diventato ambasciatore in Italia e nel mondo del tartufo. Appena uscito dal Parlamento, ecco immediato un altro ruolo di prestigio dunque. Primo punto all’ordine del giorno per l’ex onorevole: la candidatura del pregiato fungo per il riconoscimento dell’Unesco.

Insomma, non si fa in tempo ad uscire dal Parlamento che subito si liberano posti nei comitati e nei direttivi di enti, associazioni e fondazioni lautamente sovvenzionate dallo Stato e dai partiti. Anche Franco Frattini, ad esempio, ha deciso come “baffino” di non tornare nell’arena politica dopo aver ricoperto l’incarico di ministro degli Esteri nell’ultimo governo Berlusconi. Poco male dato che Frattini è presidente della SIOI (Società Italiana per l’Organizzazione Internazionale), ente che ha appena ricevuto dalla Farnesina  ben 92 mila euro per la propria “attività di studio, di ricerca e di formazione nel campo della politica estera o di promozione e sviluppo dei rapporti internazionali”. Nella stessa società, peraltro, siede anche Giulio Terzi Sant’Agata, titolare ancora per qualche giorno del ministero degli Esteri. Un altro ex, insomma. Ma torniamo a Frattini. Già, perché l’addio alla politica non gli dev’essere costato troppo. Oltre ad essere presidente della SIOI, infatti, presiede anche la Fondazione De Gasperi (anche questa sovvenzionata per 18.400 euro dalla Farnesina) ed è membro del comitato esecutivo dell’Aspen Institute, altra fondazioni che pullula di altri “ex”, di oggi e di ieri: Romano Prodi, Giuliano Amato, Gianni De Michelis, Gianni Letta (il quale, peraltro, è vicepresidente anche di un altro ente, la Società Dante Alighieri, che ha ricevuto qualche tempo fa un finanziamento pubblico di 555 mila euro).

dalemix_fondazionePer gli ex della politica, dunque, poltrone ci sono eccome. Un buon modo per digerire il boccone amaro dell’esclusione da Montecitorio o da Palazzo Madama. E così, tra gli altri, anche per Luca Barbareschi, membro del comitato esecutivo dell’Ipalmo (altro ente finanziato lautamente poco tempo fa con oltre 50 mila euro) insieme all’ex vice di Elsa Fornero, Michel Martone. Altro autorevole escluso è Adolfo Urso. Anche lui, però, troverà consolazione nel suo posto nel direttivo dell’IAI (Istituto Affari Internazionali), in compagnia di altri trombati come gli ex onorevoli Pdl Alfredo Mantica e Margherita Boniver e la radicale Emma Bonino (sempre che non venga scelta per il Quirinale).

Un esercito di trombati, dunque. Tutti già più che sistemati. Che dire, ad esempio, di Luciano Violante. L’ex onorevole – si ricorderà – ha rinunciato sua sponte a chiedere la deroga al partito per una possibile candidatura. Un gesto importante per il ricambio nel partito, si era detto. Poco male.

I prossimi giorni li trascorrerà tra la Fondazione Lelio e Lisli Basso (siede nel comitato insieme a Giuliano Amato e all’ex ministro Fabrizio Barca) e Italianieuropei (nel comitato tanti politici, trombati: ancora Giuliano Amato, Massimo D’Alema, Franco Marini, Francesco Profumo, Andrea Riccardi).

Una galassia di fondazioni, insomma, che accontentano tutti i desiderata degli ex. Ma questi organismi geneticamente modificati restano un mondo inesplorato. Un labirinto di nomi che paiono slogan, dove le parole ‘fare’, ‘futuro’, ‘Italia’, ‘libertà’ sono le più gettonate.

Ormai tanti esponenti politici o aspiranti trovano rifugio (e, come abbiamo visto, non solo quello) in questi enti: da Gianfranco Fini (Farefuturo) a Luca Cordero di Montezemolo (Italiafutura), fino a Claudio Scajola il quale, dopo aver fatto il solito passo indietro, dimentica di dire una sola parola sulla sua associazione Cristoforo Colombo per le libertà.

Davvero ogni politico ha una fondazione, specie se trombato: Fabrizio Quagliariello ha la sua Magna Carta (anche questa sovvenzionata dallo Stato), Carlo Vizzini il circolo dei Riformisti Europei, Walter Veltroni Democratica. Poi ecco Astrid, dell’ex ministro Franco Bassanini, dove ritroviamo, tra gli altri, Amato (siamo a quota tre) e Giulio Napolitano (stimato professore universitario, figlio del Presidente Giorgio, presente anche in Italianieuropei).

Una rete sicura per i trombati che ha dell’incredibile. Un salvagente sicuro. A conti fatti, dunque, a qualcosa si può rinunciare. Meglio evitare la ribalta del Parlamento e dedicarsi tacitamente ad una delle tanti fondazioni profumatamente sovvenzionate. Altro che esclusi. Altro che trombati.

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