CRISI/ I ‘compromessi’ di Autogrill Spa: “O ti trasferisci (per 500 euro) o ti licenzio”.

L’Autogrill Spa, controllata al 59,3% dalla famiglia Benetton, leader mondiale della ristorazione e con un fatturato annuo di 5 miliardi di euro, continua a sforbiciare il personale. La denuncia accorata è dei sindacati che non contestano solo i molti licenziamenti – ultimo in ordine di tempo è il prossimo taglio di 140 dipendentima anche le assunzioni con contratti di 15 giorni. A tutto questo si aggiungono, per la Cgil, Cisl e Uil, strani compromessi: l’azienda riduce le ore di lavoro, pena il licenziamento oppure impone il trasferimento nei ‘locali limitrofi’ – a ben 80 chilometri di distanza – e tutto questo per soli 500 euro. Una situazione insostenibile per i lavoratori, che in tutti i modi – con proteste, scioperi addirittura boicottando i prodotti – cercano di difendere i loro diritti.

 

di Maria Cristina Giovannitti

È il grande impero Benetton, tramite la finanziaria Edizione s.r.l,. a dominare anche l’azienda leader nella ristorazione, l’Autogrill Spa con il 59,3% delle azioni. Luciano Benetton-padre è stato alla guida della multinazionale di famiglia e con un passaggio di testimone oggi è nelle mani del figlio Alessandro, detto l’Illuminato, per via delle sue illuminanti e a quanto pare poco proficue – innovazioni lavorative. In realtà con Alessandro-figlio le cose non vanno poi così bene per i lavoratori a discapito di un fatturato che, invece, non conosce crisi. Autogrill Spa conta 9 mila dipendenti in Italia e 60 mila unità impegnate all’estero e registra delle entrate pari a 5,84 miliardi di euro l’anno, di cui 4 miliardi solo nella ristorazione. L’Autogrill Spa non è in crisi considerando che nel 2011 l’azienda ha chiuso con un ben più 4% rispetto al 2010 ed un utile netto al più 26,7%. Nonostante tutto sono mesi che arrivano ondate di licenziamenti da tutte le regioni, un taglio frammentato ma costante che, oltre a incentivare il numero di esodati, presenta non poche anomalie.

 

crisi_autogrill_licenziaESTERNI CON CONTRATTI A 15 GIORNI – Dopo mesi ed episodi simili, arriva l’ultima stangata: è previsto il licenziamento di altri 140 dipendenti dell’Autogrill Spa perché l’azienda è in esubero di 79 lavoratori full-time e 61 part-time. Nonostante i lauti guadagni dell’azienda – 5 miliardi di euro l’anno – l’Autogrill Spa spende per questi 140 lavoratori circa 3 milioni di euro, una spesa esigua rispetto alle continue entrate, nonostante la crisi. Eppure ‘padron Alessandro l’illuminato’ a breve manderà queste persone a casa.

La prima anomalia, denunciata dai sindacati Cgil, Cisl e Uil è da un lato il licenziamento di massa e dall’altro l’assunzione di ben 92 persone che avranno un contratto ‘a termine’ di 15 giorni: una strategia sbagliata che lede i diritti dei lavoratori, oltre che il dovere da parte dell’azienda di riassorbire – in caso di necessità – il proprio personale. E così mentre molti lavoratori tornano a casa, l’illuminazione della Benetton è far aumentare questi contratti brevissimi.

Così i sindacati si chiedono – e chiedono soprattutto all’Autogrill Spaperché si continua a licenziare e contemporaneamente ad assumere ‘esterni’ senza tenere in considerazione i propri lavoratori? A quanto pare nessuna risposta è stata ancora data, mentre continuano i licenziamenti.


TRASFERIMENTO IN ALTRI LOCALI A 80 KM PER 500 EURO AL MESE – Altra nota dolente per lavoratori e sindacati è lo strano compromesso  obbligato dall’Autogrill dove il gioco vale la candela e, in questo caso, la candela è il lavoro. Accade che il timore non è più solo essere licenziati in tronco ma essere messi nella condizione di licenziarsi: l’azienda di ristorazione impone ai lavoratori di passare da un lavoro a tempo pieno 40 ore settimanaliad un part –time di 20 ore, pena il licenziamento.

Oltre alla riduzione del lavoro ai dipendenti, s’impone anche il trasferimento verso altri locali di ristorazione disposti ad accettare il personale in esubero, dirottato a destra e manca. I nuovi posti di lavoro, però, possono essere anche ad una distanza massima di 80 chilometri e tutto questo per uno stipendio part-time di 500 euro al mese, soldi investiti per la maggior parte in benzina per gli spostamenti.

Piovono le lamentele e le paure dei lavoratori che vedono rischiare il loro posto di lavoro – anche solo per 500 euro – mentre l’impero Benetton e l’azienda Autogrill Spa fanno orecchie da mercante e aggiungono altri 140 dipendenti a quelli già mandati a casa negli scorsi mesi.

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