CRISI ECONOMICA/ La ricetta di Passera: puntiamo sul dialogo coi sindacati

Il ministro per lo Sviluppo Economico ha sottolineato la necessità di un grande patto per la produttività per rilanciare le sorti economiche del Paese. Con chi dovrebbe collaborare il governo perché ciò accada? Nnaturalmente con le forze sociali e sindacali, puntando a realizzare quanto è avvenuto in Germania negli anni scorsi.

di Gina Lazzaro

PasseraCrisi, spread e difficoltà varie. La ricetta per sconfiggere tutto ciò arriva dal ministro per lo Sviluppo Economico Corrado Passera. “Per il Paese – ha annunciato il ministro – è necessario subito un grande patto per la produttività“.

C’è un altro problema terribile – ha aggiunto Passera –, cioè il gomitolo di norme che avvolge famiglie e imprese”.

Il ministro ha negato successivamente l’esistenza di una fase due per il salvataggio dell’economia italiana. “L’agenda per la crescita – ha sottolineato – è nata insieme al ‘Salva Italia’. La messa in sicurezza dei conti e la creazione delle condizioni per la crescita, fin dal primo giorno dell’esistenza di questo governo, sono in parallelo“.

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La competitività in economia è stata persa e Passera ha spiegato così quanto accaduto:In quindici abbiamo perso dieci punti di competitività rispetto alla media dell’Europa. La produttività del lavoro più che nelle mani della politica è nelle mani delle parti sociali, è una situazione da affrontare tutti insieme con grande urgenza: il rischio di uscire dal mercato in moltissimi settori è elevato“.

Quale la ricetta per rimanere competitivi fino alla fine? Secondo il ministro è necessario collaborare con i sindacati.La mia esperienza sia nell’industria sia in banca sia alle Poste – ha proseguito – mi dice che quando si distribuiscono i sacrifici, il sindacato c’è“.

Lo Stato – ha detto ancora Passera – può accompagnare questo sforzo con normative e incentivi adeguati, ma prima di tutto dobbiamo convincerci che anche il nostro Paese ha la volontà di realizzare in poco tempo un grande recupero del tipo di quello che dieci anni fa la Germania ebbe il coraggio di fare“.

La crescita sostenibile – ha dichiarato il ministro dello Sviluppo economico – ha bisogno non solo di competitività, ma anche di coesione sociale. Il welfare è fondamentale: deve sapersi adattare ai mutamenti demografici come è stato necessario fare per la previdenza. È una conquista di civiltà da rafforzare in tutti i campi: dalla sanità all’assistenza, dalle politiche per la famiglia a quelle per rendere occupabile chi il lavoro non ce l’ha ancora o non ce l’ha più. Il terzo settore può giocare un ruolo crescente e sempre più qualificato“.

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