CRISI ECONOMICA/ Draghi contro Monti: “I dati smentiscono il Professore.”

Economia, politica, tasse ma soprattutto previsioni di ripresa per l’anno 2013. Sono questi i temi che hanno visto lo scontro di Natale tra i due Mario più potenti della nazione: l’ormai ex presidente del consiglio Mario Monti e il presidente della Banca centrale europea Mario Draghi.

 

di Viviana Pizzi

Il primo, in vista di una candidatura voluta fortemente dal Bilderberg (le prove di questo si fanno sempre più consistenti) ora cerca di cambiare sistema. Ha compreso forse, leggendo i recenti sondaggi sull’ipotesi di un eventuale Monti Bis, che puntando su tasse e sacrifici non riesce ad accattivarsi le simpatie degli italiani, soprattutto del suo elettorato naturale (quello del centrodestra) abituato alle bugie di Silvio Berlusconi.

Come fare per accontentare allora l’associazione segreta dei 130 più potenti al mondo? Iniziare ad imitare il modello Cavaliere, addolcendo la pillola e iniziando a dire cose che forse non rispondono proprio alla verità sulla situazione economica del Belpaese cercando di portare a termine quello che i banchieri più potenti del mondo gli hanno chiesto nella riunione romana.


IL MESSAGGIO DI NATALE DI MARIO MONTI AGLI ITALIANI

draghi_contro_montiQueste parole verranno trasmesse su Radio Uno e fanno parte di un messaggio più ampio che il presidente del Consiglio dimissionario manderà agli italiani in questi giorni.

Le sue parole sono molto diverse anche da quelle usate a Melfi in cui sosteneva che il piano di risanamento del Paese era “per persone forti di cuore”  e che i sacrifici imposti finora agli italiani “non vanno assolutamente vanificati”.

Monti in questo caso ha virato e ha parlato da politico non tralasciando però di lodare se stesso.

Abbiamo messo in sicurezza il paese nel 2012 e ora dobbiamo ripartire. Occorreranno sempre più persone preparate, serie, capaci di leggere il cambiamento e di saperlo guidare. Dobbiamo scommettere sul futuro, dobbiamo voler essere attori protagonisti del rinnovamento nazionale e chi, più dei giovani ha interesse a prendere le redini del proprio futuro. Io osservo con attenzione la disillusione con cui molti di voi affrontano le sfide della vita quotidiana”.

Fin qui niente di anormale. Parole che qualsiasi presidente del consiglio rivolge ai suoi cittadini. La contraddizione con quello che ha propagandato negli ultimi tredici mesi inizia da questo punto in poi. Quando ammette che rinunciare a qualcosa è davvero grave per tutti i cittadini Italiani, soprattutto quelli che hanno rinunciato al panettone e ai regali di Natale per pagare l’Imu.

Oggi – ha aggiunto Monti – bisogna essere consapevoli che ogni rinuncia è una perdita grave. Non possiamo e non dobbiamo permettercela, bisogna reagire, non dobbiamo essere rinunciatari neanche nelle circostanze più difficili”. Insomma il premier sostiene che l’Italia ormai è al riparo da ogni pericolo. Forse sarà vero, ma a che prezzo? Con una pressione fiscale alle stelle e con le famiglie italiane che hanno dovuto pagare l’Imu rinunciando alla tredicesima”.

 

MARIO DRAGHI RIBATTE: NOI SIAMO IN SICUREZZA, SI PREVEDE UN 2013 DIFFICILE

Gli italiani stremati dal pagamento dell’Imu vorrebbero credere a Mario Monti. Di tasse e sacrifici ne hanno le tasche piene. Di soldi e possibilità per sperare in un futuro credibile hanno invece le tasche non vuote ma vuotissime.

A bloccare le speranze degli italiani però ci pensa il presidente della Bce Mario Draghi secondo i quali i sacrifici per i cittadini non sono certo terminati. Dichiarazioni che arrivano dallo studio di freddi numeri che parlano di una ripresa lontana e di un abbassamento delle condizioni di vita degli italiani.

Sono frasi, soprattutto, che non derivano certamente dalla voglia di essere eletto come politico alla presidenza del Consiglio. Dette da un tecnico che era tale tredici mesi fa e lo continua ad essere anche oggi.

L’economia resterà debole nel 2013 – ha sostenuto Draghi –  e l’outlook a medio termine dell’attività economica resta complicato. Le riforme economiche funzionano, sono il cammino giusto e i governi dovrebbero proseguire su questa via, anche se nel breve termine, il prezzo per i cittadini è elevato“.

Tutto questo cosa significa? Certamente che  per arrivare al cosiddetto “ pareggio di bilancio” non sono bastate le tasse imposte nel 2012. Ce ne vorranno altre e forse anche più salate nel 2013. E questo anche Mario Monti lo sa benissimo visto che aveva previsto un’Imu triplicata rispetto ai valori del 2012 proprio per l’anno che sta per arrivare.

 

ECCO I DATI AI QUALI FA RIFERMENTO MARIO DRAGHI

I numeri ai quali fa riferimento Draghi sono stati pubblicati di recente da uno studio del Sole 24 ore e sono riferiti all’Economia Italiana tra il 2011 e il 2014.

Secondo gli studiosi per il 2013 si parla di una debolezza del mercato del lavoro (con una disoccupazione in lieve ma costante aumento).

I margini compressi delle imprese e la necessità di recuperare competitività inoltre manterranno la dinamica delle retribuzioni di fatto sul basso profilo. Tutto questo significa che anche per chi continuerà fortunatamente a mantenere un posto di lavoro sono previsti tagli.

Tutto questo produce un divario dei prezzi al consumo del 4,5% nonostante l’inflazione si dimezzi del 3,1% di quest’anno all’ 1,6% tra due.

L’unico valore che salirà e la componente dell’export che registrerà una variazione positiva in tutto il periodo accelerando dal + 0,6% nel 2012 al + 2,8% nel 2014. La caduta verticale dell’import è riuscita a determinare il miglioramento del saldo dei conti con l’estero.

Si parla comunque di una ripresa lenta e ritardata che provocherà i suoi effetti dal 2014 e non certo dal 2013 come ha sostenuto Monti. Infatti il deficit effettivo nel 2014 sarà ancora all’1,8% ma il rapporto tra Pil e debito pubblico calerà proprio nel 2014 scendendo al 121,4%.

La pressione fiscale rimarrà prossima ai massimi storici e insostenibilmente elevata, specie quella effettiva (53,9% del PIL nel 2014 tolto il sommerso dal denominatore). Tutto questo significa una cosa sola: gli italiani saranno chiamati ad ulteriori sacrifici anche nel 2013 perché l’emergenza non è ancora passata. E lo sa bene anche Mario Monti che, una volta eletto, continuerà a imporre agli italiani tasse e tributi per permettere alle banche (sue vere alleate) di arrivare ai dieci miliardi di utili previsti nel 2013.

E gli italiani ormai sanno anche questo. Ora a loro scegliere se credere al “Monti politico” o al “Draghi tecnico”.

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