CORRUZIONE REGIONI/ La mappa degli sprechi e le furbate di chi vuole essere rieletto

Dopo l’arresto di Franco Fiorito nel Lazio che si difende con la frase “meglio in carcere che nel Pdl”, ecco cosa accade in Piemonte, Campania, Sicilia, Sardegna e Basilicata. Spese pazze sopra al milione di euro in territori dove la crisi dilaga e i cittadini devono far fronte a tasse difficili da pagare. 

di Viviana Pizzi

franco_fiorito_1Finora abbiamo parlato di Lazio ed Emilia Romagna dove le azioni dei finanzieri contro i costi delle Regioni sono più recenti. Ma anche in altre cinque regioni d’Italia si sta indagando per scoprire  eventuali sprechi e spese non giustificate. Noi abbiamo scandagliato caso per caso mettendo in luce un’Italia a due volti: i politici che spendono e spandono anche senza giustificare come lo fanno e i cittadini strangolati dalle tasse del Governo Monti. Ecco il nostro viaggio tra gli sprechi delle Regioni.

PIEMONTE: UN’INCHIESTA SENZA INDAGATI

Le inchieste sui rimborsi ai partiti non si ferma soltanto a Lazio ed Emilia Romagna. Un altro filone è partito anche nella Regione Piemonte. L’incursione degli uomini dalla Guardia di Finanza per acquisire documentazione utile è stata effettuata alla fine di settembre. Per ora non ci sono indagati ma il procuratore capo di Torino Giancarlo Caselli vuole vederci chiaro e capire se il fenomeno Lazio si esteso anche alla sua regione di competenza. Sotto controllo anche in questo caso le fatture dei partiti e dei gruppi consiliari. Si vuole scongiurare a tutti i costi un effetto “Fiorito”.

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CAMPANIA: AUTOCERTIFICAZIONI DI SPESE SENZA PRESENTARE LE RICEVUTE

Anche in Campania le fiamme gialle sono intervenute per accertare eventuali illeciti nei rimborsi ai partiti. Ma qui il comportamento scorretto potrebbe allargarsi in men che non si dica. Secondo quanto riferito da “Il Mattino” bastava un foglio A4 o una semplice autocertificazione per avere accesso ai rimborsi spese. In più di un caso è avvenuto senza presentare nemmeno la ricevuta di quello che era stato speso. Ma i forzieri della Regione venivano aperti lo stesso smuovendo migliaia e migliaia di euro per spese che venivano definite “attività istituzionali”. Nelle mani dei finanzieri è finito un fac simile di autocertificazione. Ma la pietra dello scandalo è un’altra: si tratta di un’ammissione firmata nella quale viene dichiarato che le spese non sono state erogate al coniuge, al convivente e parenti o affini entro il quarto grado. Ora tocca alla Guardia di Finanza andare avanti negli accertamenti incrociati tra spese non giustificare e ammissioni di varia natura. Il reato ipotizzato, anche in questo caso come è avvenuto nel Lazio e nell’Emilia Romagna, è il peculato. La procura di Napoli ha davanti a se diverse ipotesi di illecito: si lavora su patrocini per attività culturali, ma anche su interventi in spazi autogestiti nelle emittenti locali e sui quotidiani (che in gergo giornalistico vengono definiti “prevenduti”) oltre alla gestione di consulenze esterne. Si pensa a una spesa di oltre cinque milioni di euro all’anno. In un territorio povero in cui la maggior parte delle persone non arriva alla quarta settimana.  Ma la cosa che può destare un po di sgomento è che non soltanto la consiliatura Caldoro è nel mirino dei giudici. Infatti sono da analizzare anche i bilanci di partiti e gruppi politici appartenenti alla cosiddetta “era Bassolino”.

BASILICATA:  I RIMBORSI CHILOMETRICI PESANO SULLA SPESA REGIONALE 13 MILA EURO L’ANNO

Di recente un’inchiesta simile è stata aperta anche in Emilia Romagna e riguarda il consigliere del Pdl Alberto Vecchi, che vive a Bologna ma dichiara di essere a residente a 75km di distanza per ottenere dalla Regione il cosiddetto “rimborso per i viaggi. Ma in Basilicata di questo già si parlava nella scorsa legislatura del consiglio Regionale. Le indagini sono state portate avanti dal pm Woodcock nel 2009. Riguardava in particolare i rimborsi chilometrici per chi non era di Potenza. In quattro sono già stati rinviati a giudizio. Si tratta del presidente del Consiglio Regionale Prospero De Franchi (Federazione popolare di centro) , i due vicepresidenti Franco Mattia (Pdl) e Giacomo Nardiellp (Pdci) e Franco Mollica (Centro popolare). Tutti e quattro avevano dichiarato di risiedere in comuni isolati del Potentino ma in realtà vivevano nel capoluogo di regione e vedevano anche il palazzo dell’assemblea regionale dalle proprie case. Mollica e Mattia sono stati rieletti anche in questa legislatura. Per loro le accuse sono di truffa e falso. Quanto ricevevano in un anno i consiglieri per spostamenti inesistenti: tredicimila euro: poco più di mille euro al mese solo per l’autovettura. Molto in una regione dove la disoccupazione aumenta di mese in mese.

SARDEGNA:BOLLETTE VIAGGI E CENE CON I SOLDI DELLA REGIONE

Un’inchiesta per peculato è aperta anche nella Regione Sardegna: per venti consiglieri regionali si profila il rinvio a giudizio. La procura di Cagliari contesta a esponenti politici in carica dal 2004 al 2008 di aver speso 253mila euro all’anno prese dal capitolo di bilancio “attività politico istituzionale” per auto, vestiti, bollette, viaggi e cene. Per diciassette di loro l’udienza gup per peculato è prevista il 24 ottobre. Tre le posizioni stralciate. Altri due consiglieri verranno giudicati il 15 novembre mentre il senatore del Pdl Silvestro Ladu, ex assessore, il processo è previsto il 5 novembre.

In totale il valore delle spese contestate si aggira sul milione di euro all’anno. Alla faccia degli operai della Alcoa Sulcis  che lottano ogni giorno per il proprio lavoro e dei pastori, che subiscono ogni giorno sempre più,  gli effetti della crisi dilagante sul nostro Paese.

 

SICILIA: NELLA REGIONE DEGLI SPRECHI LE INDAGINI PENALI PORTANO AL TAGLIO DELLE SPESE

Per ora si parla soltanto di inchiesta conoscitiva così come avviene in Piemonte. Se ne occupa il procuratore aggiunto di Palermo Leonardo Agueci. In queste ore sta ricevendo i documenti contabili che riguardano il trasferimento di spese dall’assemblea regionale siciliana ai gruppi nei prossimi giorni. Stando alle prime cifre sono 12,65 milioni di euro versati ai gruppi: una cifra destinata ad aumentare visto che nel bilancio triennale 2012-2014 è previsto anche un aumento di 100mila euro. Il Pd è il partito che ha beneficiato di più di questi trasferimenti incassando 2,5 milioni di euro. Circa 1,9 milioni invece sono andati al Pdl e 700 mila euro a Fli e Grande Sud. L’Udc ha usato 200 mila euro per i portaborse. Ma la Regione Sicilia tenta di metterci una pezza provvedendo a una tabella risparmi così distribuita:  indennità di carica (riduzione del 30%): da 944.969,88 a 283.490,96; eliminazione rimborso (908.625,60) trimestrale spese viaggi; indennità di trasporto su gomma (riduzione del 50%): da 1.153.577 a 576.788,52; riduzione contributo di funzionamento gruppi parlamentari: riduzione 750 euro per ciascun deputato (da 3.750 a 3.000) con un risparmio annuo di 810.000 euro; rimborso spese per l’esercizio del mandato (riduzione di 1.000 euro per ciascun deputato – abrogazione della quota erogata al gruppo parlamentare – e il rimborso deve essere per intero erogato e rendicontato dal deputato e ciò ridurrebbe l’attuale spesa pari a 4.514.400 di 1.080.000 euro; eliminazione del rimborso mensile spese telefoniche e rimborso integrativo per i membri del Consiglio di Presidenza ed ex Presidenti dell’Assemblea e che ammonta a 396.895,68 euro. Il totale risparmi annui  è pari a 4.055.800,76 euro. Ce la faranno i nostri eroi politici a riconquistare la fiducia dei cittadini in vista del voto d’ottobre. Staremo a vedere.

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