COPPIE GAY/ Lega, Pdl e Udc imbarazzanti: bocciato il dl Di Pietro-Palomba contro l’omofobia.

La Commissione Giustizia della Camera ha bocciato nuovamente, così come avviene dal 1993, la norma antiomofobia che prevede l’adeguamento dei reati contro l’omosessualità a quelli previsti dalla legge antirazziale definita Mancino. Un provvedimento voluto da Pdl, Lega e Udc che grida al medioevo soprattutto perché in Francia, Spagna e Usa si sedimenta la cultura del matrimonio gay. La battaglia parlamentare verrà portata avanti dall’Idv e anche da Anna Paola Concia, del Partito Democratico. Che non si capisce su quali basi potrà sostenere un futuro accordo con i casiniani quando sui diritti civili viaggiano su binari opposti.

 

di Viviana Pizzi

berlusconi-casini-bossiAvevamo già sostenuto altre volte che l’Italia in materia di diritti degli omosessuali è molto indietro rispetto alle altre nazioni europee. Nelle scorse ore ne abbiamo avuto la conferma dalla Commissione Giustizia della Camera.

Cosa è accaduto ora a Montecitorio? I partiti dell’area conservatrice (Pdl- Udc e Lega) dopo la discutibile e rinnovata alleanza sulla legge elettorale e sul premio di maggioranza si coalizzano ancora una volta per bocciare il disegno contro l’omofobia richiesto dalle associazioni omosessuali italiane e fortemente sostenuto dall’Italia dei Valori. Non si trattava di riconoscere le nozze gay, né tantomeno di riconoscere il diritto alle coppie dello stesso sesso di vivere insieme e decidere per la salute dei propri compagni in caso di ricoveri ospedalieri; e neppure di istituire una norma che garantisca il diritto di successione della persona amata quando la sua metà dello stesso sesso ha la sfortuna di morire.

LA “VECCHIA” LEGGE E IL DISEGNO DISAPPROVATO

Niente di tutto questo, si trattava solo di riconoscere l’estensione della legge Mancino anche per i reati motivati dall’orientamento sessuale.

Che cos’è e a chi è rivolta tale normativa? Varata il 25 giugno 1993, è stata approvata allo scopo di lottare contro i crimini d’odio e incrimina tanto le violenze quanto l’incitamento alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi. Coordinandosi con la legge n° 654 del 1975 dispone specifiche e ulteriori sanzioni anche per coloro che partecipano ad associazioni, movimenti o gruppi che incitano alla discriminazione o alla violenza.

Da allora sono in tanti a chiedere che l’estensione della normativa per discriminazioni o violenze sessuali. Ci hanno provato quattordici volte a far sì che questo avvenisse ma nella civilissima Italia di Berlusconi e Prodi non è stato mai possibile. E anche stavolta è andata male.

I primi firmatari del disegno di legge contro l’omofobia sono stati i parlamentari dell’Italia dei Valori Antonio Di Pietro e Federico Palomba (eletto nella circoscrizione sarda).

Purtroppo il loro intervento è andato a vuoto per colpa della vecchia (nuova?) maggioranza composta da Lega, Pdl e Udc che si mostra ancora una volta “bacchettona” nei confronti delle tematiche dei diritti civili, al contrario dell’Idv – tra le cui fila milita, lo ricordiamo, Franco Grillini, Presidente storico di Arcigay – che non ha mai nascosto di voler riconoscere il matrimonio alle coppie gay, come avviene in altri stati europei.

Ma l’Italia è l’Italia e si sa bene che in parlamento, specialmente il Pdl e l’Udc, votano contro le leggi sulle discriminazione sessuali per dimostrare di essere un Paese cattolico e soddisfare così le richieste di Benedetto XVI e della Chiesa che non perde occasione di sottolineare che l’omosessualità è “una malattia”. Prescrizioni ecclesiastiche che cadono puntualmente nel nulla quando si parla di bunga bunga o di divorzi.

Durissimo il commento di Grillini, responsabile diritti civili e associazionismo dell’Idv.

Sembra incredibile che proprio nel giorno in cui il governo francese approva il testo di legge sui matrimoni gay, la Corte Costituzionale spagnola dà il via libera definitivo alla legge con cui si sono spostate 23mila coppie omosessuali in Spagna, e soprattutto nel giorno in cui si vincono, con ampia maggioranza popolare, ben tre referendum a favore dei matrimoni gay negli Usa, in Italia una destra reazionaria boccia, ancora una volta, un provvedimento di civiltà in vigore nella maggior parte dei Paesi europei. Grazie all’IdV e alla quota legislativa di cui dispone in quanto opposizione, il testo di legge approderà  lo stesso ai lavori dell’Aula. Lì vedremo se, di fronte ai grandi cambiamenti epocali in materia di diritti civili, ai quali stiamo assistendo in tutto il mondo occidentale, la destra italiana avrà il coraggio di presentarsi con il suo volto peggiore e omofobo”.

La battaglia del PD e dell’IDV – ha aggiunto il parlamentare Pd Anna Paola Concia –  ovviamente continuerà in Aula dove, per la terza volta, chiederemo di approvare una norma di civiltà di cui il nostro paese ha assolutamente bisogno. Ci vediamo in Aula.”

Ora è chiaro che Pd e Udc in materia di diritti civili non la pensano allo stesso modo, ci si chiede ora una probabile alleanza su cosa possa basarsi.

 

 

L’ITALIA E L’AMARA RIFLESSIONE

Mentre in tutto il mondo stanno cambiando le cose – dalla Spagna alla Francia fino agli Stati Uniti – in Italia tutto resta uguale. Il cambiamento e il riconoscimento dei diritti civili delle minoranze resterà un tema difficile da discutere. In un Paese in cui ormai si parla soltanto di tasse e vengono meno anche i diritti dei lavoratori, la riflessione su quelli civili resterà sempre un fanalino di coda, un tema di cui forse si parla tra una partita di calcio e un bollettino Imu da pagare.

Per l’italiano medio, quello pilotato dall’informazione di regime e dalla crisi, l’importante è soltanto arrivare a fine mese e riuscire a mangiare una pizza davanti alla partita della squadra del cuore.

E mentre tutto questo accade continuiamo a registrare gravi episodi in cui omosessuali vengono picchiati per strada senza che nessuno li difenda. O meglio, qualcuno c’è, ma è ancora minoranza…

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