Consultazioni lampo, la giornata politica in attesa delle decisioni di Re Giorgio: un Paese in croce.

Quella a cavallo tra seconda e terza repubblica si sta dimostrando un’Italietta incapace di dare risposte ai milioni di cittadini che le pretendono. Aspetta e spera. In attesa che Re Giorgio sblocchi la situazione, e in ogni caso si andrà a sbattere contro un muro, ecco com’è andata la giornata politica odierna. Un venerdì di passione per un Paese in croce.

 

di Viviana Pizzi

PD: NO A UN GOVERNISSIMO

Il partito democratico ha risposto con un no al governissimo dopo la proposta del Pdl che aveva detto di essere disposto anche ad appoggiare un governo Bersani.

Abbiamo consegnato le nostre valutazioni – ha sostenuto Enrico Letta– in questa gestione bisogna agire in un ascolto vero del risultato elettorale. Ci porta a cercare un esito  che non sia quello tradizionale. Bisogna cercare una convenzione costituente e fare la riforma della politica. Il coinvolgimento di tutti per riforme costituzionali, legge elettorale, camere delle regioni e altre riforme necessarie al Paese. Il risultato elettorale questo impone. Occorrono riforme costituzionali a maggioranza. Puntiamo su un Governo che fosse centrato su economia, emergenza sociale e moralizzazione. A nostro avviso un governissimo non è idoneo a risolvere questa situazione. I troppi no ascoltati in questi giorni e i no a un governo istituzionale ci fanno pensare questo. Dopo aver ascoltato tanti no è con rammarico al presidente della Repubblica abbiamo espresso fiducia piena dicendo che non mancherà il nostro supporto responsabile alle sue decisioni”.

 

NICHI VENDOLA INSISTE SULLA SOLUZIONE BERSANI

italia_in_croce_gaetano_pesceAlle 18 la delegazione di Sinistra Ecologia e Libertà si è presentata da sola senza il Partito Democratico ma la linea del Segretario Nichi Vendola rimane la stessa: dare la possibilità al segretario Pierluigi Bersani di presentare davanti alle Camere.

Bersani rappresenta l’unico spiraglio – ha sostenuto Nichi Vendola –  l’unica possibilità di uscire da questa situazione ingarbugliata e pericolosa. Credo che bisognerebbe consentire al capo della coalizione di centrosinistra di portare davanti alle Camere il suo programma e la sua idea di governo. A chi ha incarnato con coraggio la necessità di un dialogo con una domanda di cambiamento. Riteniamo interdetta qualunque possibilità di immaginare governo di larghe intese. Il Pdl parla di responsabilità ma l’assedio ai tribunali e la cospirazione più vigliacca ha portato alla dimissione del ministro Terzi. Il pdl non è un alleato possibile. Dobbiamo tornare a parlare al Paese e all’esigenza di cambiamento. Ci vuole un governo qui e ora di cambiamento. E’ necessario compiere fino in fondo il tragitto. Per noi al di fuori della personalità di Bersani per la sua audacia riformista non c’è alcuna possibilità di risolvere l’intricata situazione della politica italiana”.

Ha ricordato che anche Grillo ha la responsabilità del Paese sottolineando che non può mettersi l’Italia sotto ai piedi e non permettere il cambiamento.

Da Grillo finora sono venuti solo insulti– ha sottolineato- l’eliminazione di Bersani significa indebolire ogni possibilità di dialogo con quella parte politica”.

 

SCELTA CIVICA: SI ALLA GROSSE KOALITION MA VERIFICHIAMO I PROGRAMMI

Anche i rappresentanti di Scelta Civica hanno valutato la situazione politica e hanno riferito al Quirinale. La loro è un’apertura al governo di grosse koalition ma facendo una verifica dei programmi elettorali.

La chiusura delle diverse forze politiche – hanno sottolineato –  su interessi di parte impedisce governo stabile. Bisogna invece farlo e in tempi certi. Abbiamo espresso la nostra piena disponibilità a una grande coalizione. Siamo disponibili a questo a patto che non diventi una grande contraddizione. Crediamo sia necessario che si affrontino i problemi dei cittadini e le riforme necessarie. In questo senso bisogna avviare al più presto esplorazioni per verificare le compatibilità programmatiche e capire se c’è la possibilità concreta di una convergenza. Ci vuole  la governabilità ma ci vuole un buon governo. A noi non interessano tanto gli aspetti politico organizzativi ma ci interessano i programmi

 

IL MOVIMENTO CINQUE STELLE DICE ANCORA NO A TUTTE LE IPOTESI PROSPETTABILI

Tutti attendevano Vito Crimi e Roberta Lombardi al varco. Nel primo pomeriggio sembrava che il capogruppo al Senato aprisse a un governo di scopo con maggioranza pseudotecnica. Circostanza nettamente smentita durante la classica conferenza stampa dopo la consultazione con Napolitano.

Abbiamo preso atto che non ci sono condizioni per la maggioranza politica – ha dichiarato invece – siamo disponibili a formare un governo a 5 stelle e abbiamo rilanciato a Napolitano questa opportunità. Un governo che segua i nostri venti punti programmatici basati soprattutto sul reddito di cittadinanza e sul taglio dei costi della politica. Niente fiducia a governo pseudotecnico o politico con i partiti che ci sono ora in parlamento”.

I giornalisti presenti al Quirinale hanno allora chiesto se ci fosse un premier che loro vorrebbero sostenere. Risponde Roberta Lombardi capogruppo alla Camera: “E’ il progetto politico che per noi è importante. Il nome del candidato premier non è essenziale”.

Nulla hanno sostenuto su nomi come Zagrebelski e Rodotà . “La nostra richiesta – hanno ribadito insieme-  è avere l’incarico per formare governo a Cinque Stelle. Non ci interessa altro. Se il Presidente Napolitano ci da la possibilità di procedere a consultazioni penseremo anche a questo”.


BERLUSCONI: SÌ AL GOVERNO CON BERSANI

In mattinata erano stati ascoltati anche Silvio Berlusconi e Roberto Maroni dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Anche loro due hanno ribadito la stessa posizione di qualche giorno fa ossia la propria disponibilità a un governo politico di larghe intese formato da Pd- Pdl- Lega e Scelta Civica.

Berlusconi spiazza tutti a sorpresa sostenendo di essere disponibile a sostenere anche un governo guidato da Pierluigi Bersani e di non chiedere garanzie per il Quirinale che, al momento, non è argomento di discussione tra i partiti.

Critica la posizione di Berlusconi sui governi tecnici: “Si tratta di un’esperienza tragica. La politica è professionalità ed esperienza oltre che buon senso”.

La Lega ha aggiunto: “Siamo disponibili a un governo politico che dia risposte. Diciamo di no a un governo tecnico. A quel punto sarebbero mille volte meglio le elezioni”.

Se si governa insieme – ha aggiunto per il Quirinale–  poi si discute insieme su quale possa essere il miglior presidente della Repubblica possibile”.

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