CONCLAVE/ L’incontro segreto dei cardinali contro Benedetto XVI

Al Conclave vota Turkson’, cita così uno dei manifesti affissi a Roma. La febbre da elezioni sta contagiando tutti, anche il Vaticano che si prepara alla ‘fumata bianca’ non senza strategie per la vittoria. Tra i 116 cardinali del Conclave siede anche il futuro Papa, che sarà eletto con la nuova e  difficile riforma firmata Ratzinger, il ‘Motu Proprio’. Intanto tra impresentabili, dimessi e screditati, i cardinali italiani – solo dopo un’ora dall’annuncio di ‘addio’ di Benedetto XVI – si sono riuniti a casa del cardinale Angelo Sodano per un summit segreto contro l’omofobo papa Ratzinger.

 

di Maria Cristina Giovannitti

Fervono i preparativi per le elezioni papali. La febbre da Conclave sale e spuntano anche dei fake affissi per Roma che citano così: “Al conclave vota Turkson” sotto alla foto del cardinale Peter Kodwo Appiah Turkson. La voglia di occupare la sede vacante è così forte che, come per le elezioni politiche, si comincia a ragionare sui numeri e ci si incontra in summit segreti.

 

LA RIFORMA ELETTORARE DI BENEDETTO XVI – È stato definito ‘Motu Proprio’ ed è la riforma del Conclave firmata da Ratzinger nella sua ultima settimana di pontificato. Il nuovo cambiamento rientra nel ‘Norma Nonnullas’ e prevederà una votazione più complicata rispetto a quelle precedenti. Tra i 116 cardinali che presiederanno al Conclave ci sarà anche il futuro papa, il quale – però – sarà eletto in modo nuovo: per avere la fumata bianca serviranno necessariamente i due terzi della maggioranza, quindi  quasi 77 ‘papabili’. In realtà il ‘Motu Proprio’ di Benedetto XVI stravolge – e rende più difficile – il sistema di Papa Giovanni Paolo II che prevedeva, dopo il tredicesimo giorno di conclave ancora da fumata nera, di considerare la semplice maggioranza. Lunedì ci sarà il pre-Conclave in cui saranno gettate le base per i nuovi accordi, anche se già c’è stato il primo summit segreto contro il ‘papa uscente’ Ratzinger.

 

conclave_segreto_contro_papa_ratziL’INCONTRO SEGRETO DEI CARDINALI ITALIANI – Il Papa annuncia le dimissioni. E subito dopo un’ora ci sarebbe stato il primo incontro segreto tra i cardinali italiani, nella dimora del cardinale Angelo Sodano. Tema del summit sarebbe stato quello di far quadrato intorno alla matrice italiana e cominciare a prendere accordi sul nuovo Papa, decidendo chi votare. Questo, però, violerebbe il segreto di voto. Tutti contro Ratzinger e contro il suo pontificato: il favorito sembrerebbe il cardinale Bagnasco, presidente della CEI. Perché proprio lui?

Sembra che ai cardinali italiani non sia proprio piaciuto il modo di fare di Benedetto XVI che ha creato un pontificato troppo omofobo e denunciatario. A quanto pare Angelo Bagnasco, cardinale di Genova, continuerebbe la linea di papa Giovanni Paolo II, quella per cui i casi di pedofilia erano roba ‘inter nos’ ma vi era più tolleranza verso l’omosessualità. Una guerra interna, quella papale, in cui si ‘gioca sporco’ e dove le lobby italiane farebbero di tutto pur di sconfiggere il ‘blocco pro Ratzinger’ il quale, dal canto suo, prima ha emanato il ‘Motu Proprio’ e poi ha inviato delle lettere ai vari seminari inducendo a scegliere come futuro Papa qualcuno che mantenga la linea intransigente verso l’omosessualità, mai piaciuta alla Chiesa e per questo da sostenere.

La riunione segreta è servita per sostenere Angelo Bagnasco e cercare di opporsi ai ‘pro Ratzinger’ che in realtà, in Conclave, sarebbero già 80 quindi i due terzi della maggioranza, proprio come ha voluto Benedetto XVI con il ‘Motu Proprio’.

Comincia così la corsa verso la fumata bianca fatta da impresentabili, come abbiamo già detto,  tra strategie e calcoli sui numeri. Lotte interne che continuano e di cui Ratzinger ha avuto conferma fino alla fine dei suoi giorni da Papa: secondo delle indiscrezioni, infatti, i cardinali Juliàn Heranz, Jozef Tomko e Salvatore De Giorgi avrebbero consegnato al Papa un rapporto in cui vengono descritti tutti i conflitti interni al Vaticano. La curia ne esce lesionata e sporca di peccati e conflitti d’interesse.

Ci sarebbe bisogno, sempre secondo i tre cardinali, di favorire un pontificato breve con una personalità che riesca a cambiare tutto.

E per la serie “liste pulite” anche nel Vaticano, ci sono state anche le dimissioni del cardinale Keith O’Brein, più alto prelato del Regno Unito ed  accusato di “comportamenti inappropriati” risalenti agli anni ’80. Il cardinale è il primo di una serie di ‘impresentabili’ da Conclave che, per il momento, siederanno nella Cappella Sistina.

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