Comunali Roma, il nodo Imu: facili promesse o dura realtà?

Da Alemanno al Movimento Cinque Stelle passando per Marino e Marchini il coro è unanime: abolire o ridurre la pressione fiscale dell’Imu togliendola ai più poveri. Nessuno sembra pensarla diversamente. Pura demagogia, realtà o convinzione politica?

 

di Viviana Pizzi

imu_roma_comunali_2013Tutti insieme appassionatamente anche se con qualche distinguo. Così possono essere riassunte le posizioni sull’Imu dei quattro principali candidati a sindaco di Roma che i sondaggi danno  con percentuali a due cifre. Sandro Medici, almeno sul suo sito ufficiale e in altri rilevamenti sulla questione merita il cosiddetto non classificato.

Ossia non ha introdotto nulla per quanto riguarda le politiche della casa. Tutti gli altri invece, almeno sulla prima abitazione sembrano essere d’accordo sull’abolizione dell’odiata tassa. Come se potesse bastare ad eliminare le iniquità sociali presenti. E questa volta nel tritacarne ci finiscono tutti dall’attuale primo cittadino Gianni Alemanno fino al candidato del Movimento Cinque Stelle Marcello De Vito.

 

IL SINDACO IN CARICA: ABOLIZIONE DELL’IMU SULLA PRIMA CASA E PER LE FAMIGLIE A BASSO REDDITO

È tutto scritto nel programma elettorale.

Gianni Alemanno ha previsto, nell’ambito delle politiche sulla casa, l’attività di revisione dei classamenti delle unità immobilitai urbane nel territorio di Roma Capitale. Il tutto verrà effettuato ai fini della rimodulazione dell’Imu.

Finora risultano esaminate 223.407 case delle quali nel 78,3% dei casi è stato variato il classamento. Con gli stessi criteri posti per la stima del gettito dell’imposta municipale sulla casa la stima di incremento di gettito è pari a 116,2milioni di euro.  

Attualmente è prevista una detrazione di 200 euro a famiglia a cui si aggiunge l’ulteriore detrazione di 50 euro per ogni figlio, fino al quarto. Applicando, invece, il Quoziente Roma all’IMU si estende l’agevolazione, esentando del tutto dal pagamento di questa odiosa tassa circa 376mila famiglie che presentano nel nucleo familiare persone disabili, disoccupate o inoccupate, equivalenti al 36% delle prime case di Roma.

L’obiettivo di Alemanno è certo toglierla del tutto ma questo è compito del Governo centrale. Anche se la posizione del sindaco di Roma è chiara.

 

IGNAZIO MARINO: BENE LETTA CHE TOGLIE L’IMU DALLA PRIMA CASA

marino_bacia_zingarettiIl candidato di centrosinistra al contrario di Alemanno non ha inserito nulla nel suo programma in merito al gettito Imu sulla prima casa. Però la sua opinione è rintracciabile lo stesso sul suo sito internet.

Si tratta di una dichiarazione secca che plaude a Enrico Letta in caso dovesse riuscire a togliere una tassa iniqua come l’Imu. Ha anche ricordato che a volerla è stato il governo presieduto da Silvio Berlusconi.

Alemanno tenterà di intestarsi una vittoria che non è sua – ha sottolineato Marino- d’altra parte è commovente lo sforzo del Pdl di abbassare le tasse che hanno inventato loro così come quello del primo cittadino di ridurre quelle che ha quadruplicato lui”.

Chi deve invece continuare a pagare l’Imu? Le fasce di reddito più alte. Come utilizzare quelle risorse? Darle alle famiglie in difficoltà dando ai poveri per togliere ai ricchi.

MARCELLO DE VITO: L’IMU È INCOSTITUZIONALE

Il candidato del Movimento Cinque Stelle Marcello De Vito si rifà invece a uno scritto condiviso da tutti i pentastellati.  

L’Imu è incostituzionale per violazione degli articoli 53, 3 3 47 della Costituzione.  L’articolo 3 introduce il cd. principio di uguaglianza. L’art. 53 impone l’obbligo di concorrere alle spese pubbliche in ragione della propria capacità contributiva (cd. Progressività). L’art. 47 cost. infine sancisce: “la Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme” e “favorisce l’accesso … alla proprietà dell’abitazione”.

Questi principi a mio avviso, non sono rispettati dall’IMU. In particolare: si prescinde dalla situazione patrimoniale/reddituale dei titolari degli immobili ; a parità di immobili la tassazione può essere differente, tenuto conto delle sperequazioni insite nelle valutazioni catastali, che spesso sono del tutto incoerenti rispetto alla realtà: molti immobili del centro storico di Roma, ad esempio, hanno rendite catastali ridicole;  proprio per i predetti profili, da ultimo l’IMU è contrario anche al citato art. 47 (tutela del risparmio e dell’accesso alla proprietà dell’abitazione) . Infatti depaupera annualmente il risparmio e non fa salva la proprietà dell’abitazione. Costringe infatti, in una situazione di crisi economica, alla vendita (sarebbe meglio dire svendita) degli immobili per far fronte al tributo. Io invierò domanda di rimborso al Comune di Roma entro il termine del 28.2.2013. In ogni caso penso che l’IMU sulla prima casa dovrebbe essere abrogata o, ove ciò non sia possibile, ridisegnata secondo criteri di progressività che rispettino l’effettiva capacità del contribuente”.

 

ALFIO MARCHINI: NO ALL’IMU SULLA PRIMA CASA

roma_arfioLa sua posizione è sinteticamente compresa nei punti del programma che ha pubblicato sul suo sito.

Nell’ambito dei suoi interventi a favore dei più deboli ha sostenuto che l’Imu sulla prima casa sia completamente da abolire. Tutto questo per permettere ai cittadini di vivere con meno pressione fiscale e creare invece agevolazioni per chi crea nuovi posto di lavoro. Oltre a togliere l’Imu dalla prima casa punta anche alla carta di credito di 200 euro al mese per le famiglie in difficoltà. Bruscolini che certamente non risolveranno il problema della povertà ma ci mettono soltanto un tampone.

Fatto sta che sui diritti sull’abitazione sembrano essere tutti d’accordo. Servirà per salvare Roma?

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