Comunali Roma, domenica via alle primarie del centrosinistra: lotta a sei, tra veleni e alleanze.

Sono oltre duecento i seggi tra sedi di partito e gazebo che saranno aperti domenica sette aprile per scegliere il candidato sindaco di Roma del centrosinistra che sfiderà ufficialmente il primo cittadino in carica Gianni Alemanno. Al termine delle elezioni che si svolgeranno tra le 8 e le 20 inizieranno direttamente le operazioni di spoglio delle schede. Nella tarda serata di domenica si dovrebbe già conoscere il nome del nuovo leader del centrosinistra capitolino che tenterà la scalata al Campidoglio. Si potrà votare in tutte le sedi dei venti municipi della Capitale. Sei i competitor in lizza. La curiosità: votano anche i minorenni.

 

di Viviana Pizzi

comunali_roma_2013UNA SFIDA A SEI TRA RITIRATI E OSTINATI: TUTTI CONTRO DAVID SASSOLI E I SUOI MANIFESTI ABUSIVI

Sono solo sei i candidati scesi in campo per la competizione. Si tratta dell’insegnante di Sel  Gemma Azuni che ci prova nonostante il suo leader di partito Nichi Vendola l’abbia invitata a desistere e ad appoggiare la candidatura del secondo competitor il democratico Ignazio Marino sul quale dovrebbero convergere anche i voti di chi si riconosce nell’elettorato dell’Italia dei Valori.

C’è poi anche il superbersagliato democratico di area bersaniana David Sassoli, giornalista ex Tg1, contro il quale si sono scatenate anche le ire di Paolo Gentiloni quarto candidato democratico di area renziana in lizza per la candidatura a primo cittadino del Campidoglio. La scelta di Sassoli di tappezzare Roma di manifesti elettorali sconfinando nell’abusivismo ha scatenato le ire non soltanto di Gentiloni ma anche dello stesso Marino. Sassoli è stato accusato di aver mentito ai romani per aver dichiarato in un primo momento di non voler utilizzare manifesti per la pubblicità elettorale e poi di essere ricorso agli stessi per farsi conoscere dagli elettori.

Tuttavia non è circoscritta solo a loro quattro la sfida per il Campidoglio. La quinta competitor si chiama Patrizia Prestipino assessore alla Provincia di Roma per il turismo e renziana doc nota per il suo sostegno alle lotte animaliste. Secondo outsider è il giovanissimo socialista Mattia Di Tommaso che dedica la sua campagna elettorale ai più poveri e sfortunati che punta tutto sulla istituzione nel Comune di Roma del registro delle unioni civili.  Si ritirano invece Luigi Nieri di Sel che fa suo l’appello di Nichi Vendola di convergere su Marino e il capogruppo Pd attuale Umberto Marroni che invece si metterà a servizio di David Sassoli.

 

TRA GLI ELETTORI ANCHE I MINORENNI TRA I 16 E I 18 ANNI

Ed è proprio l’outsider più giovane a essere felice di una delle regole fissate dal comitato delle primarie “Roma Bene Comune”. Per votare infatti, oltre a dover firmare una carta di intenti che andremo ad esaminare più tardi, non occorre aver raggiunto la maggiore età ed essere iscritti nelle liste elettorali ufficiali ma basta averne 16 e presentarsi ai seggi con una carta d’identità valida.

L’apertura ai giovani – affermano in una nota congiunta Marco Miccoli (Segretario PD Roma), Giancarlo Torricelli (Segretario SEL Roma) e Atlantide Di Tommaso (Segretario PSI Roma ) – è il riconoscimento della loro crescente emancipazione. Siamo convinti che dare loro la possibilità di scegliere il futuro della propria città sia necessario per rafforzare il rapporto con essa e riconoscere il valore che questo ha per la loro formazione”.


GLI OTTO MACROTEMI DELLA CARTA D’INTENTI

Ancora una volta sarà il numero 8 a caratterizzare l’azione del centrosinistra. Dagli otto punti di Pierluigi Bersani per un governo del Pd arriviamo agli otto macrotemi della carta d’intenti che ogni cittadino romano dovrà firmare se vorrà votare per uno dei sei candidati alla poltrona del Campidoglio. Sperando che questi secondi otto abbiano più fortuna di quelli a livello nazionale e possano portare uno dei sei candidati alla carica più importante del Comune di Roma.

Quali sono gli otto macrotemi? Si parte dall’idea di un nuovo modello di sviluppo per una “Roma città sostenibile”. C’è poi l’intenzione di lavorare per una “città di tutte e di tutti” a partire dalla parità di genere negli organi amministrativi. Che si dovrebbe tradurre in una massiccia candidatura di donne nelle liste del centrosinistra e di un inserimento di tante donne quanti uomini in caso di vittoria elettorale. C’è poi una “ricetta anticrisi per la Roma del futuro” è invece individuata nella cultura, nella conoscenza e nei saperi. La coalizione ritiene i “beni pubblici” come “patrimonio strategico” della Capitale e punta ad una città “dei diritti e della pace”. Altri punti base si dirigono verso “una nuova stagione dell’etica e della legalità”. Per arrivare “dalla città dei palazzi alla città dei bit”.


LA CAMPAGNA ELETTORALE: TRA CONFRONTI E TEST DI ROMANITÀ

Come ogni campagna elettorale che si rispetti la campagna elettorale si sta svolgendo prima di tutto tra la gente. Sono partiti in queste ore sulla tv on line del Pd Youdem.tv i confronti tra i candidati. Domani 5 aprile il confronto verrà trasmesso anche su Sky tg 24. Le domande saranno poste in tempi stretti e uguali per tutti. L’obiettivo del confronto sarà quello di permettere agli indecisi di scegliere per chi votare.  

L’idea più originale di tutte è di Ignazio Marino. Nella trasmissione radiofonica di Radio 2 si sottopone al test di romanità. Che consiste nel rispondere a tutta una serie di domande riguardanti la città. Indovina il nome del capitano dei giallorossi (sbagliare il nome di Totti sarebbe stato imbarazzante) ma sbaglia quello dei cugini laziali e non conosce il numero della superficie del Colosseo. La sua è una campagna elettorale contro Alemanno e non contro i suoi competitor. Come riporta “Nuovo Paese Sera” sottolinea che “purtroppo è in una situazione di incandidabilità di fatto. Non è nelle condizioni di poter discutere di trasporti, rifiuti, asili nido, perché ogni giorno deve discutere dei problemi dei cittadini che lo circondano, accusate di corruzione, concussione e parentopoli”.

David Sassoli si becca invece il richiamo formale per la questione manifesti abusivi. Le prodezze dei suoi sono dimostrate nel video pubblicato dal blog “Degrado Esquilino”. Nei giorni scorsi gli è toccato anche giustificarsi a “Striscia la Notizia” per quanto successo ma poi rilancia la sua azione incontrando pazienti e operatori dell’ospedale San Filippo Neri.

Paolo Gentiloni ha infine giurato di rinunciare alla pensione da giornalista in caso di vittoria alle primarie. Ma al contrario di Marino che pensa ad attaccare Alemanno il renziano porta avanti la sua campagna elettorale contro Marino stesso e contro Sassoli definendoli “espressione della vecchia politica”.

Al socialista Di Tommaso l’onere di promettere il registro delle unioni civili. Gemma Azuni invece punta sul buon vivere con lo stop al consumo di suolo ma dalla sua pagina facebook si scaglia contro i suoi rivali di primarie sostenendo che “alcuni copiano il suo programma elettorale”. E’ Patrizia Prestipino a incassare invece la simpatia di Marino che dichiara a Radio 2: “Se non votassi per me voterei per la Prestipino”. Una promessa di alleanza post primarie? C’è chi ci giurerebbe visto che la cavalcata fino alle vere elezioni, quelle di fine maggio, è ancora lunga. E che per battere Alemanno, nonostante i vari scandali, non bastano le chiacchiere. 

Fino al 31 dicembre 2016 puoi attivare una copertura per il rischio terremoto con sconti fino al 50%.