COMUNALI ROMA/ AleDanno contro tutti, centrosinistra e 5 Stelle fanno le primarie: assalto Capitale

Gianni AleDanno tenterà nuovamente la scalata in Campidoglio, nonostante i bilanci comunali in rosso e il fallimento nel garantire la sicurezza dei cittadini romani. Il centrosinistra risponde con le primarie, che si svolgeranno il 7 aprile prossimo, per trovare un candidato abile e arruolabile. Tra i papabili persino Carlo Verdone. E il Movimento Cinque Stelle intanto ripropone le primarie on line. Gli altri? Nei “casini” o “fini-ti” …

 

di Viviana Pizzi

Il 26 e il 27 maggio nella prossima tornata delle elezioni amministrative c’è un comune che più degli altri potrebbe fornire gli scenari della nuova politica. Che si potrebbe utilizzare come esempio in caso il Governo nazionale non sappia dare le proprie risposte ai cittadini. Sono le elezioni del Comune di Roma, che coinvolgono più di 3 milioni di elettori. Un buon campione, forse migliore di quello del Friuli Venezia Giulia dove si tornerà alle urne il prossimo 21 aprile.

Certo si sa che le amministrative non sono mai le politiche. Lo ha detto anche Massimo D’Alema sottolineando che proprio nella Regione Lazio in molti hanno scelto il Movimento Cinque Stelle per le elezioni politiche e il Pd per quelle amministrative che hanno portato alla vittoria Nicola Zingaretti. Gli schieramenti comunque vanno costruiti bene. E se il centrodestra archivia, in linea con quanto avvenuto sul nazionale, l’ipotesi primarie rilanciando la candidatura del sindaco Gianni Alemanno, il centrosinistra è pronto a farle anche perché Zingaretti è stato eletto alla Regione e alla coalizione manca quel nome forte in grado di ribaltare la situazione come è avvenuto per la Pisana. E il Movimento Cinque Stelle? Per ora tutto top secret. Ma andiamo a vedere ora schieramento per schieramento quello che sta per succedere nella capitale.


IL CENTRODESTRA PUNTA SULL’ALEMANNO BIS

I conti al Campidoglio sono in rosso da anni. L’attuale primo cittadino, che nella scorsa campagna elettorale aveva puntato tutto sulla sicurezza della Capitale,  ha fallito il suo obiettivo. Nei primi anni del suo governo, dal 2008 al 2010, non solo furti, stupri e delinquenza locale sono aumentati ma lui stesso non è riuscito a garantire quello che aveva promesso.

Per questo in un primo momento il centrodestra romano aveva puntato sulle elezioni primarie. Alle quali Alemanno avrebbe dovuto partecipare come competitor e non come candidato sindaco.

Cosa è accaduto però? Che non ci sono stati altri nomi spendibili per la corsa al Campidoglio. Giorgia Meloni, fondatrice insieme a Crosetto e La Russa del partito “Fratelli d’Italia” ha detto no all’eventuale partecipazione alle primarie definendo una boutade quella che la voleva come principale sfidante dell’attuale primo cittadino. Un sindaco che tra l’altro ci tiene molto alla riconferma e sta lavorando in tale direzione già da un po’ di tempo. L’ultima manovra, quella di chiedere al Governo 4,5 milioni di euro di “rimborso conclave” la diceva chiara sulla volontà di Alemanno di schiodarsi dalla poltrona più alta del Campidoglio.

La versione ufficiale la da il coordinatore regionale del Pdl Vincenzo Piso sostenendo che “Alemanno si è reso disponibile da luglio fino ad oggi ad un confronto sulle primarie, senza però trovare nessun competitore di peso deciso a scendere in campo. Ora siamo fuori tempo limite, persino per improvvisare una polemica. Se l’onorevole Meloni vuole proprio far scuola sulle primarie, può cominciare da Catania, dove un altro sindaco uscente non è parso disponibile a mettersi in discussione come invece ha fatto Alemanno per mesi. Magari a Catania uno sfidante vero c’è. Basta provare, senza paura”.

campidoglio_comunali_roma_2013Quali saranno i partiti disposti a sostenere la candidatura di Alemanno? Certamente il Pdl e anche Fratelli d’Italia. Dovrebbe dire di sì anche la destra di Storace in linea con quanto avvenuto alle scorse regionali proprio dove l’ex governatore è stato sostenuto dalla coalizione di centrodestra. Ci dovrebbero essere anche il Mir di Gianpiero Samorì e Grande Sud. Escluso invece, almeno  per il momento l’apparentamento con le liste dell’estrema destra come Casapound e Fiamma Tricolore che dovrebbero presentarsi al Campidoglio con loro candidati.

Gianni Alemanno saprà riconquistarsi la fiducia dei romani? I sondaggi non hanno ancora una risposta certa a questo quesito. Anche perché bisogna ancora capire contro chi andrà a scontrarsi.


IL CENTROSINISTRA ORFANO DI ZINGARETTI PUNTA SULLE PRIMARIE

Innanzitutto bisogna specificare quali sono i partiti che possono entrare a pieno titolo nell’alleanza. Di certo quelli che hanno appoggiato la coalizione a livello nazionale ossia Pd- Sel- Centro Democratico e Partito Socialista. Trattative ci sono per inglobare anche l’Idv di Antonio Di Pietro e quel che resta dell’estrema sinistra.

Chi li guiderà? Questo è il dilemma che occupa le menti del centrosinistra orfano di un Nicola Zingaretti che avrebbe posto la conquista del Campidoglio nelle mani della coalizione senza colpo ferire. L’emergenza “Pisana” però lo ha sottratto al novero dei candidati sindaco che ora verranno posti al giudizio dei cittadini con lo strumento delle primarie.

Una competizione che verrà aperta non soltanto ai tesserati di partito ma anche agli esponenti della società civile che si riconoscono nella coalizione. Non per niente si era pensato anche alla candidatura dell’attore Carlo Verdone (come riporta il quotidiano on line “Nuovo Paese Sera” )  per attirare l’attenzione di chi vota ancora per il centrosinistra.

Come avverrà la scelta? Dovrà seguire le regole dettate durante gli incontri avvenuti nella sede del Pd cittadino. Alle 14 del 18 marzo scadranno i termini della presentazione delle firme necessarie a partecipare alle primarie. Dal 20 marzo in poi, ufficializzata la griglia dei partecipanti, scatterà la campagna elettorale che si chiuderà il 6 aprile. Il giorno successivo ci saranno le consultazioni che decideranno una volta per tutte chi sarà lo sfidante ufficiale di Gianni Alemanno.

Quali sono i nomi? Spuntano quelli di David Sassoli, Umberto Marroni (di espressione bersaniana) e Paolo Gentiloni (di espressione renziana) seguiti anche da Ignazio Marino. Tutti sembrano voler partecipare e vincere ma il Pd nazionale ha ordinato di scremare al meglio le candidature per non arrivare all’appuntamento con le primarie in una situazione di vero e proprio caos. Questi sarebbero nomi forti ma hanno tutti altri incarichi politici dai quali dovrebbero dimettersi in caso si elezione. Enzo Foschi, della dirigenza Pd, aveva infatti sottolineato la necessità di trovare un candidato che si presenta e che voglia dimettersi da altre cariche politiche.

Un altro nome, che però non ha tessera Pd, che potrebbe svettare su tutti è quello di Alfio Marchini. L’unico che finora si è rivolto al Movimento Cinque Stelle intimandogli di scendere tra la gente a fare campagna elettorale e non chiudersi negli spazi della rete. Il suo nome potrebbe portare all’interno della coalizione di centrosinistra anche la parte montiana del panorama politico. Infatti è appoggiato anche da Pierferdinando Casini che aveva detto il suo sì però molto prima della batosta subita alle politiche.

E Sel nel frattempo che fa? Resta guardinga mentre il candidato Paolo Cento, di espressione vendoliana, ha invitato i suoi a sospendere la raccolta firme perché “ci sono troppi candidati e poche idee di Governo per la città”.

Un nome forte serve per dare almeno la speranza di arrivare, il 9 giugno prossimo, in forze a un eventuale ballottaggio. In gioco, è idea comune di tutti i candidati, c’è il futuro di Roma. Che essendo la Capitale d’Italia ha certamente un peso specifico più forte rispetto alle elezioni comunali di un’altra città qualsiasi.


MOVIMENTO CINQUE STELLE E LE PRIMARIE ON LINE

Come è avvenuto anche alle elezioni politiche, quando il Movimento di Beppe Grillo ha scelto i suoi parlamentari on line, anche al Comune di Roma avverrà la stessa cosa.

La scelta del candidato sindaco infatti verrà effettuata attraverso le primarie di rete alla quali potranno partecipare soltanto gli attivisti del Movimento che hanno diritto di voto nella Capitale. Visti i grandi risultati ottenuti alle elezioni politiche Beppe Grillo ha deciso di usare lo stesso sistema anche per il Campidoglio. Verranno scovati attraverso il voto on line anche i candidati consiglieri che dovranno formare la lista per partecipare alle elezioni.

Finora risultano 57 i profili di candidato scovati dai rappresentanti dei vari municipi che compongono il Comune di Roma. Sulla data e sulla modalità di voto vige anche il più stretto riserbo. Probabilmente, visto che non riguarderà tutti i romani ma soltanto quelli iscritti al Movimento, verrà comunicata soltanto qualche giorno prima dell’effettivo svolgimento della consultazione.


MONTI WANTED E L’INCOGNITA RIVOLUZIONE CIVILE

Che fine farà la coalizione dei centristi al Comune di Roma? Una domanda alla quale si potrà rispondere soltanto dopo la consultazione delle primarie del centrosinistra. Del resto per arrivare al termine ultimo per la presentazione delle liste ci vuole ancora tempo visto che i termini scadranno a fine aprile.

Se il vincitore delle primarie dovesse essere Alfio Marchini non è escluso che si riesca a trovare l’accordo con il centrosinistra che potrebbe inglobare, in una coalizione allargata anche Udc, Scelta Civica e Fini. In altri casi con molta probabilità il centro dovrà presentare una terza ipotesi di candidatura la quale è ancora sconosciuta ai più. Infatti la coalizione è ancora al lavoro per riprendersi dalla sconfitta elettorale del 24 e 25 febbraio.

Stessa risposta per Rivoluzione Civile di Antonio Ingroia. Prima delle politiche si pensava a una candidatura autonoma dal centrosinistra ma le defezioni di Antonio Di Pietro e Luigi De Magistris di fatto hanno indebolito un movimento già debole.

Del resto Sandro Ruotolo, candidato alla presidenza della Regione Lazio, ha di poco superato il muro del 2%. Il Movimento è ancora in fase di organizzazione e non si sono nomi di probabili papabili al Campidoglio.

Dire ora come si andrà a comporre lo scacchiere risulta molto difficile. La data fatidica resta il 7 aprile quando il centrosinistra eleggerà il suo candidato e molti equilibri verranno ben definiti.

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