COMUNALI CATANZARO/ Cresce la tensione per le”ombre” sul voto: busta con proiettili al prefetto Reppucci

Le elezioni di Catanzaro continuano a far discutere. Oramai i brogli sono più che certi. E mentre la Procura di Catanzaro ha aperto un fascicolo su una presunta compravendita di voti, poche ore fa l’inaspettato: tre lettere intimidatorie (una delle quali con un proiettile) sono state intercettate. Erano dirette a due quotidiani calabresi e al prefetto Antonio Reppucci. La situazione comincia a farsi incandescente.

di Carmine Gazzanni

Tre buste. Una con un proiettile di pistola calibro 7,65. Erano indirizzate, secondo quanto sta trapelando in queste prime ore, al Prefetto di Catanzaro e a due giornali, Il Quotidiano della Calabria e la Gazzetta del Sud. Le tre lettere sono state intercettate al centro meccanografico delle Poste di Lamezia Terme.

La notizia è cominciata a trapelare soltanto verso le 22,00. Per gli inquirenti, stando alle prime informazioni, non ci sarebbero dubbi: l’atto intimidatorio è strettamente legato a quanto sta accadendo nel capoluogo calabrese dopo la tornata elettorale dello scorso 6 e 7 maggio. Se prima infatti il rischio brogli era solo una possibilità, ora è più che mai una certezza. Una triste certezza. Ci sono le carte del verbale dell’ufficio elettorale a confermarlo. E c’è, soprattutto, l’inchiesta della Procura su una presunta compravendita di voti, inchiesta nata contro ignoti, ma che ora vede indagati tre persone, una delle quali – Francesco Leone – eletto in una lista civica collegata al Pdl.

Ma torniamo alle tre lettere. Nei plichi sarebbero state trovate le foto di alcuni esponenti politici che, secondo quanto trapela, sarebbero stati favoriti dall’atteggiamento del prefetto. “Un’assurdità” per il prefetto, che, nonostante tutto, si è detto tranquillo.

Le elezioni di Catanzaro, dunque, continuano a far parlare. A rimanere nel pieno delle polemiche. Anzi, cominciano a tingersi di un colore inquietante. In una terra come quella calabrese un atto del genere richiama alla mente – giocoforza – la possibilità di infiltrazioni mafiose. Non a caso il capogruppo capogruppo del Pd in Commissione antimafia, Laura Garavini, ha chiesto l’intervento della stessa Commissione.

Accanto al rischio brogli, insomma, se ne aggiunge un altro. Che risponde al nome poco rassicurante di ‘ndrangheta.

 


Fino al 31 dicembre 2016 puoi attivare una copertura per il rischio terremoto con sconti fino al 50%.