Comunali 2013, l’Italia del ballottaggio tra Pd e Pdl: da Roma a Siena ecco i risultati

In tutte le principali città si arriva al ballottaggio. Al Campidoglio era previsto, non a Siena, però, dove lo scandalo Mps consegna la città al secondo turno. Sfide tra centrodestra e centrosinistra anche a Brescia, Treviso e Ancona. Ad Avellino, terra storica del potere democristiano targato Ciriaco De Mita, il duello sarà tra centrosinistra e Udc. Il Movimento Cinque Stelle resta quindi a guardare ma ad Ancona e Siena, città dove era presente anche alle scorse amministrative, raddoppia le sue percentuali. Il Pd è primo partito ovunque mentre il flop di Pdl e Lega è senza eguali soprattutto nelle città del nord. A Roma vota un cittadino su due e Alemanno la spara grossa: “È colpa del derby di Coppa Italia”.

 

di Viviana Pizzi

elezioni-comunali-roma-2013-ecco-come-si-votaIl primo partito di questa  tornata elettorale è senza dubbio l’astensione. Sommando i dati di tutti i comuni andati al voto in Italia il calo dei votanti rispetto alle scorse amministrative è davvero sensibile. Si va dal 77,16% delle scorse comunali al 62, 38% di oggi. Tutto questo nonostante il Movimento Cinque Stelle. Una delle cause principali potrebbe essere anche il governissimo dell’inciucio che guida il Paese.


I DATI DELL’AFFLUENZA: A ROMA UN ELETTORE SU DUE DISERTA LE URNE

Ora andiamo a vedere nelle principali città italiane come si è comportata la popolazione. A Roma il calo è vistoso. Alle scorse comunali al voto erano andati  il 73,66% dei cittadini contro il 52,8% di oggi. Poco meno del 21% di votanti in meno. A Siena, città travolta dal commissariamento e dallo scandalo Mps il calo invece è stato minimo. Come vediamo qui si passa dal 76,64% delle scorse comunali al 68,39% di oggi. A Brescia, città della contestazione a Silvio Berlusconi invece dall’84,9% si passa al 65,54%.  A Treviso invece nonostante la candidatura del generale Gentilini si scende dal 79,4% fino al 63,25% Nel regno di Ciriaco De Mita, Avellino, il calo è contenuto come a Siena passando dall’82,2% fino al 76,96%.

Ad Ancona dove Pdl e Fratelli d’Italia hanno divorziato, il Pd si schiera con i centristi e Sel va insieme ai Comunisti rappresentando al meglio il governissimo dell’inciucio si scende dal 73,19 delle scorse comunali fino al 58,18%.

 

CAMPIDOGLIO: È BALLOTTAGGIO TRA MARINO E ALEMANNO

Il risultato di Roma era nell’aria. I sondaggi avevano ampiamente previsto che al ballottaggio sarebbero andati Ignazio Marino che ha raggiunto il 42,9% e l’ex sindaco Gianni Alemanno fermatosi al 30,09%.

Un distacco di dodici punti però non era previsto e tutto fa pensare che il candidato del centrosinistra che alla Presidenza della Repubblica votò per Stefano Rodotà e non disse si alla fiducia al governo quando era senatore che potrebbe fare gioco a Marino. La vittoria è quasi in tasca. Nel 2008 quando Alemanno vinse al secondo turno battendo Francesco Rutelli al primo turno il segretario dell’Api ottenne il 47,1% mentre l’attuale sindaco il 39,62%. La sfida attuale resta quindi più difficile e ardua nonostante Alemanno parli di “una nuova partita” e giustifica l’astensione dei romani con “erano andati a vedere il derby” come ha detto a Rainews 24.

Il Movimento Cinque Stelle con Marcello De Vito si ferma al 12,43 mentre Alfio Marchini al 9,38% nonostante l’endorsement di Mario Monti e Pierferdinando Casini. Sandro Medici invece raggiunge l’esigua percentuale del 2,2%.

Il primo partito è il Pd con il 26,42% mentre il secondo è il Pdl con il 19,07%. Sono questi gli unici risultati che si possono paragonare con il precedente scrutinio quando raggiunsero percentuali ben più elevate. I berluscones furono primi con il 36,57% e gli allora rutelliani al 34,04%. Certo ha su questo cambio di numeri ha influito anche la situazione governativa nazionale ma anche la frammentazione politica. Nel 2008 infatti i candidati a sindaco erano 13 mentre oggi 19. E anche il 12% del Movimento Cinque Stelle, per quanto definito risultato deludente, ha di certo contribuito al flop dei partiti tradizionali.


SIENA: L’EFFETTO MPS PORTA IL PD AL CROLLO E AL SECONDO TURNO CON IL PDL

scandalo_mps_controlli_in_tutta_italia_2Lo scandalo Montepaschi di Siena ha prodotto nella città del palio l’effetto ballottaggio. I candidati che si dovranno scontrare tra quindici giorni sono Bruno Valentini del centrosinistra che si ferma al 40, 36% e quello del centrodestra Eugenio Neri con il 23,19%. Il Movimento Cinque Stelle si ferma all’8,38% con Michele Pinassi superato anche dal concorrente dell’estrema sinistra Laura Vigni che arriva al 10,09% e che sarà ago della bilancia nel prossimo turno di ballottaggio.

Il Pd comunque resta il primo partito con il 25,69% ma i dati rispetto a due anni fa sono molto più contenuti. Infatti nel 2011 appoggiando Franco Ceccuzzi aveva raggiunto il 38,49%. Il Pdl invece appoggiando il pilota Alessandro Nannini arrivò al 14,27% mentre oggi non è presente con il suo simbolo ma con la civica Moderati di centrodestra che raggiunge l’8,4%. Il Movimento era presente anche due anni fa con lo stesso candidato ma raggiunse solo il 3,54%. Certo i senesi non hanno scelto Grillo forse perché non convinti delle sue politiche sull’Mps ma i risultati rispetto a due anni fa in termini percentuali sono più che raddoppiati.


BRESCIA: PD PRIMO PARTITO MA TESTA A TESTA CON IL PDL IN UN BALLOTTAGGIO ALL’ULTIMO VOTO

Brescia, la città che ha visto un Berlusconi contestatissimo, ha confermato alle urne la sua disaffezione verso il Pdl, che perde ovunque.  Il ballottaggio qui prevede un testa a testa tra Emilio Del Bono al 38,02% candidato del centrosinistra e Adriano Paroli con il 38.04% del centrodestra. Distante il Movimento Cinque Stelle con il 7,44% di Laura Gamba . Qui il candidato del Pdl correva insieme all’Udc di Pierferdinando Casini ma tutto questo non è bastato per la sua affermazione.

Il Pd è il primo partito con il 27,2% che rispetto a cinque anni fa quando Paroli vinse al primo turno con il 51,39% perde lo 0,7% dei voti. Il Pdl invece con il 14,27% vede dimezzati i consensi di cinque anni fa quando arrivò al 28, 31% dei voti. La lega Nord cinque anni fa aveva il 15,84% e ora si ferma all’8,77%. Anche qui il Movimento Cinque Stelle non era presente, fare quindi un confronto risulta alquanto difficile.  

 

TREVISO: GENTILINI CONTESTATO, LA FASCIA TRICOLORE LO PORTA DOPO IL CANDIDATO PD

Lo sceriffo, l’ultraottantenne Giancarlo Gentilini dovrà attendere quindici giorni per sapere se potrà indossare la fascia tricolore ancora una volta. L’uscita di ieri mattina con la fascia prima dello spoglio elettorale oltre a portargli molte contestazioni gli ha anche portato sfiga. Infatti non solo non viene eletto al primo turno, come avvenuto in passato, ma si classifica addirittura secondo. In testa c’è infatti il candidato del Pd Giovanni Manildo con il 43,62% mentre lo sceriffo si ferma al 34,14%. Il Movimento Cinque Stelle invece è quarto con il 6,91% ottenuto da Alessandro Gnocchi superato anche dai centristi di Monti con il 10,15% di Massimo Zanetti

Certo è che anche qui l’effetto amministrative ha giocato molto. Ora vediamo anche il dato dei partiti: il primo è stato il Pd con il 24,62% e seconda la lista Gentilini sindaco che raggiunge il 20,68%. Flop per Lega e Pdl che si attestano rispettivamente sul 7,79% e il 5,19%. Cinque anni fa invece Gian Paolo Gobbo, che diede a Gentilini il ruolo di vice vinse al primo turno con il 50,40%. Pdl e Lega raggiunsero percentuali a doppia cifra con rispettivamente il 16,31% e il 15,39%. Il Pd raggiunse il 18,39% e quindi guadagna oggi sei punti. Segno che le politiche da sceriffo hanno stancato e Treviso vuole cambiare.

 

AVELLINO: BALLOTTAGGIO TRA UDC E PD, PDL E MOVIMENTO FUORI DAI GIOCHI

E’ la città di Ciriaco De Mita, uno dei più grandi esponenti democristiani della prima Repubblica che ancora ha una certa influenza sui giochi politici. Per questo motivo al ballottaggio finiscono Paolo Foti del centrosinistra con il 25,91% dei voti contro Costantino Preziosi del centro udiccino che agguanta la percentuale del 22,9% .

Il Pdl finisce fuori dai giochi con il candidato Nicola Battista che si ferma al 16,71%. Il Movimento Cinque Stelle, rappresentato da Tiziana Guidi,  invece è penultimo con il 5,45% dei voti, nonostante la discesa di Grillo nella città irpina. Il risultato più basso di tutta Italia, superato anche dai candidati delle civiche Gianluca Festa con il 10,94% , Virgilio Cicalese con l’8,8% e Giordano Giancarlo con il 6%. Peggio ha fatto soltanto Sergio Trezza con il 3,18%.

Il primo partito è il Pd con il 21,21% seguito dall’Udc con il 16,59% . Il Pdl si ferma al 7,39%. E nel 2008? Il candidato del Pd vinse al primo turno con il 61% dei voti con Giuseppe Galasso. Il partito democratico arrivò al 28,03% mentre l’Udc al 16,64%. Il Pdl invece al 13,69%. Con l’unica differenza che il miglior partito cinque anni fa vinse al primo turno nonostante Pdl e Udc allora viaggiassero insieme. E ora? Tutto si deciderà fra 15 giorni.


ANCONA: È BALLOTTAGGIO TRA PD-MONTI E PDL 

montirrrNella città delle innovazioni, dove il Pd si presenta con Scelta Civica ma divorzia da Sel e dai Comunisti  e il Pdl si separa da Fratelli d’Italia si arriva al ballottaggio. In vantaggio la candidata di Pd- Scelta Civica con il 37,76% Valeria Mancinella, segue con il 20,15% l’esponente del Pdl Italo D’Angelo. Il Movimento Cinque Stelle va al terzo posto con il 15,86% di Andrea Quattrini e quarto è il candidato di Sel e Comunisti Stefano Cipriani con il 9,4%.  Il Pd con il 25,54% è il primo partito ma rispetto alle elezioni del 2009 perde tre punti perché allora si attestò con il 28,91%. Il Pdl allora vinse con il 31,07% dei voti mentre oggi si ferma al 10,76% perdendo i due terzi dei consensi.

Ad Ancona esisteva una lista Grillo già dalla scorsa elezione che ottenne il 4,86%. Da allora di strada ne ha fatta ma dal primo partito che era a febbraio ha perso consensi. Colpa della poca organizzazione sul territorio. Lo vedremo. Intanto la nuova politica dell’inciucio se la giocherà tutta.

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