Cittadinanza, la proposta dei Sudtiroler: regolarizzare i residenti dell’ex impero austroungarico.

Ma non i minori nati in Italia. È questo il paradosso che tende a creare il progetto di legge presentato dal movimento autonomista Sudtiroler Volkpartei, che punta a dare la cittadinanza ai residenti nei territori dell’ex impero austroungarico e non appartenenti all’Italia di oggi. Insomma, siamo alla follia o quasi. Il tutto accade mentre Borghezio viene espulso dall’Europarlamento per dichiarazioni razziste e l’Italia crolla a picco economicamente. Ma per i Sudtiroler conta l’ex impero.

 

di Viviana Pizzi

SVP-Logo-Suedtiroler-VolksparteiIus soli o ius sanguinis? È questo il dilemma che sta andando avanti in Italia sul tema della cittadinanza italiana agli immigrati o ai figli di immigrati. Si tratta di  una grande fetta di persone che vivono nel nostro Paese, ci sono magari nate, ma non riescono a vivere i nostri stessi diritti da momento stesso della loro nascita.


LA LEGISLAZIONE ITALIANA PER OTTENERE LA CITTADINANZA

Attualmente quali sono i modi per ottenere la cittadinanza italiana? La normativa attuale prevede che la si possa ottenere automaticamente, secondo lo ius sanguinis (per nascita, riconoscimento  o adozione, da anche un solo genitore cittadino italiano), oppure secondo lo ius soli (solo nati in Italia da genitori apolidi).

Secondo lo schema dello ius sanguinis  la si può ottenere su domanda,  o per aver prestato servizio militare  di leva o  servizio civile.

Bisogna farne richiesta anche se si è  residenti ininterrottamente in Italia per 10 anni.

L’inghippo allora dove sta? Risiede tutto in questa norma: infatti se si  nasce in Italia da genitori stranieri e si risiede ininterrottamente fino a 18 anni, bisogna fare domanda entro i 19 anni. E per tutto il periodo della minore età? Si vive in Italia senza essere italiani e senza poter godere di nessun diritto derivante dalla cittadinanza.

C’è di più: infatti nel procedimento per naturalizzazione dopo dieci anni di residenza legale in Italia si ottiene la cittadinanza  a condizione di assenza di precedenti penali e di presenza di adeguate risorse economiche. Insomma bisogna poter dimostrare di aver rigato dritto per tutti gli anni in cui ha abitato nel territorio italiano e deve aver ottenuto un lavoro che gli possa permettere di vivere.

LO IUS SOLI E IL DISEGNO DI LEGGE PER L’OTTENIMENTO DELLA CITTADINANZA ITALIANA PER I RESIDENTI NEI TERRITORI DELL’IMPERO AUSTRO UNGARICO

In tema di ius soli il ministro per l’Integrazione Cecile Kyenge ha annunciato che nelle prossime settimane sarà pronto un disegno di legge.

Per quanto riguarda invece il cosiddetto ius sanguinis il parlamentare Carlo Giovanardi ha presentato un disegno di legge nel quale si prevede che chi nasce nel territorio nella Repubblica italiana da genitori cittadini di paesi non appartenenti all’Unione europea, dei quali, almeno uno sia residente legalmente da un anno in Italia, se dopo la nascita risiede legalmente in Italia, può ottenere la cittadinanza italiana a partire dalla data di iscrizione al primo anno della scuola dell’obbligo.

Esiste tuttavia un altro modo per ottenere la cittadinanza italiana: risiedere nel territorio dell’ex Impero Austro Ungarico. Ed è in questa direzione che va il disegno di legge presentato dal senatore Franco Panizza (eletto nelle liste del Sudtiroler Volkpartei) e Fausto Longo del Pd per eliminare i termini entro i quali è possibile la richiesta della cittadinanza per chi risiede in quei territori.

sen_franco_panizza_sudtirolerQuesto significa comunque un paradosso. Persone figlie di stranieri residenti in Italia dalla nascita che non possono essere chiamati italiani contro altre che vivono nel territorio dell’ex impero Austro Ungarico, che non coincide con quello italiano attuale che invece  possono chiamarsi italiani. A dispetto della storia che ha liberato i territori della Lombardia da quel dominio proprio per iniziare il processo di costruzione dell’Italia unita. A dispetto dei moti carbonari, del viva VERDI (Vittorio Emanuele Re D’Italia) e delle guerre d’indipendenza per liberarci dall’oppressore austriaco.


L’ITER CHE PREVEDE UNA VECCHIA LEGGE DEL DUEMILA E COME ANDREBBE MODIFICATA 

Il progetto attuale nasce, come viene spiegato nella sua illustrazione, proprio dagli effetti della legge del 14 dicembre  14 dicembre 2000, n. 379, riguardante il riconoscimento della cittadinanza italiana alle persone nate e già residenti nei territori  dell’ex Impero austro-ungarico.

Dopo la proroga avutasi con il decreto-legge 30 dicembre 2005, n. 273, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 febbraio 2006, n. 51, i termini per la richiesta  sono scaduti con il 31 dicembre 2010.

I legislatori hanno notato che da quel momento, dunque, coloro che pure  avrebbero le prerogative per ottenere la cittadinanza italiana  grazie a una  normativa sostanzialmente riparatrice, non usufruiscono di alcuno strumento per far valere i loro diritti.

E allora cosa hanno pensato di fare per ovviare a questa falla del sistema legislativo? Introdurre una modifica alla legge che sopprime i termini entro i quali bisogna presentare domanda per ottenere la cittadinanza italiana.

Infatti come recita l’unico articolo del disegno di legge : “Al comma 2 dell’articolo 1 della legge 14 dicembre 2000, n. 379, le parole: «entro cinque anni dalla data di entrata in vigore della presente legge» sono soppresse”.

Tutto questo non significa altro che una cosa: qualunque cittadino residente nel territorio dell’ex Impero Austro Ungarico, qualora questo disegno di legge dovesse venire approvato, potrà chiedere a ruota libera di diventare cittadino italiano.

austrunghstjpgNon sappiamo quanti siano davvero interessati a farlo ma il disegno dei gruppi autonomisti altoatesini del Sudtiroler Volkspartei potrebbe di certo puntare ad aumentare i propri consensi con altri cittadini italiani che arriverebbero da territori affini all’Alto Adige e rafforzare quindi la loro posizione autonomista all’interno dello Stato Italiano.

E nel frattempo i bambini che nascono in Italia da genitori stranieri restano stranieri. Un paradosso che il ministro dell’integrazione di certo proverà a risolvere ma che tuttora esiste e fa parte del sistema legislativo italiano.

E considerando i tempi lunghi degli iter per le approvazioni delle leggi possiamo pensare che resisterà ancora per molto.

Fino al 31 dicembre 2016 puoi attivare una copertura per il rischio terremoto con sconti fino al 50%.