Casta salva Casta: arriva il disegno di legge dell’Onorevole medico per tutelare i…medici

Un disegno di legge presentato in questa legislatura, e un altro nella precedente, molto simili tra loro anche se con previsioni di spesa diverse, mirano a far recuperare agli specializzandi che hanno studiato tra il 1983 e il 1991 il denaro loro non corrisposto per le prestazioni negli ospedali. Gli artefici di quella che sembrerebbe una proposta sensata sono il senatore ex pidiellino oggi Gal Lucio Barani e il collega Stefano De Lillo. Entrambi specializzati nel settore della medicina sportiva. E il dubbio che l’interesse sia quello di tutelare se stessi sorge spontaneo.

 

di Viviana Pizzi

barani_e_de_lilloIn un momento in cui si tagliano cattedre nel settore dell’istruzione primaria e secondaria c’è chi pensa al passato. Si tratta del senatore del Gruppo Autonomie Locali Lucio Barani noto anche per aver detto nell’agosto 1997 che il comune di cui era diventato sindaco, Aulla, era dedipietrizzato ossia depurato da Antonio Di Pietro.

Cos’altro ha pensato di fare ora? Presentare un disegno di legge che punti all’ottenimento della corresponsione di borse di studio ai medici specializzandi ammessi alle scuole di specializzazione negli anni dal 1983 al 1991. Persone che ad oggi svolgono la professione come minimo da venti.

Un progetto  che nasce dopo che il legislatore afferma che le “direttive 75/362/CEE del Consiglio, del 16 giugno 1975, che avevano prescritto che le attività di formazione, sia a tempo pieno, sia a tempo ridotto, dovevano costituire oggetto di «adeguata remunerazione», non erano state rispettate fino al 1991”.

Fatto che ha portato i medici specializzatisi in varie discipline ed iscritti ai corsi tra gli anni 1982 e  1991 a non percepire alcuna remunerazione durante l’espletamento  delle attività di formazione ed in dipendenza delle stesse e delle correlate prestazioni mediche.

IL RISARCIMENTO CHE PREVEDE IL DISEGNO DI LEGGE: 11MILA EURO PER TUTTA LA DURATA DEL CORSO DI SPECIALIZZAZIONE

Come far fronte a queste mancanze? Lo si spiega  tutto nel primo articolo. E’ il Ministero dell’istruzione, dell’Università e della ricerca che deve pensare a corrispondere, una remunerazione annua onnicomprensiva di importo pari a 11.000 euro. Che servirà a coprire tutta la durata del corso, a titolo forfetario, a tutti  medici ammessi alle scuole di specializzazione in medicina istituite presso le università dall’anno accademico 1982-1983 all’anno accademico 1990-1991.

C’è un ma compreso nel secondo punto del primo articolo. Nel quale si spiega che chiunque abbia beneficiato di sentenze passate in giudicato, con le quali è stato riconosciuto il diritto alla remunerazione, deve essere loro corrisposta una somma pari a quella stabilita dalle sentenze medesime. In caso di sentenze a loro sfavorevoli gli tocca comunque una somma pari alla metà di undicimila euro ossia 5.500.

Quanti soldi occorrono per coprire l’ennesimo carrozzone finanziario? Lo dice il secondo articolo del disegno di legge secondo il quale a disposizione del ministero per l’economia ci devono essere 100 milioni di euro.

facciata_MEFSi dovrebbe provvedere mediante la riduzione dello stanziamento del fondo speciale ai fini del bilancio triennale 2013- 2015, nell’ambito del programma «Fondi di riserva e speciali» della missione «Fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno 2013.  Allo scopo bisognerebbe utilizzare anche l’accantonamento relativo al Ministero della pubblica istruzione.

Nonostante tutto si lascia al dicastero  dell’economia e delle finanze l’autorizzazione ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.


UN DISEGNO DI LEGGE PRESENTATO PER SALVAGUARDARE LA PROPRIA CATEGORIA

Non è nel  nostro intento dire che i medici che hanno studiato e prestato la loro opera in quegli anni non debbano ottenere i rimborsi. Undicimila euro all’anno non sono una cifra astronomica che entra nelle tasche di quelli che oggi sono professionisti a tutti gli effetti. E’ meno di mille euro al mese.

Cento milioni di euro per un ministero diventano però una cifra rilevante che, se destinata altrove, potrebbe salvare anche  più microimprese in crisi.

Tuttavia c’è un’altra circostanza che ci pone davanti a una riflessione dovuta. Lucio Barani, l’antidipietrista e il berlusconiano per eccellenza, che ci guadagna?

Lui che passando dal Pdl al gruppo Grandi Autonomie e Libertà è  diventato  capogruppo ed è stato nominato Segretario della Presidenza del Senato ed è entrato nella  commissione Giustizia.

I rimborsi andranno tutti a persone che ora fanno i medici. Stessa professione intrapresa proprio dal senatore Barani che secondo la sua biografia autorizzata risulta essere laureato in medicina e chirurgia e medico distrettuale Asl, specialista in medicina dello sport e in medicina del lavoro e responsabile U.O. dipartimentale di medicina dello sport.

La sua data di nascita è il 27 maggio 1953 mentre il primo anno compreso nel suo disegno di legge è quello accademico 1982-1983. Non è sufficiente questo dato per sapere se lui per primo avesse seguito i corsi di specializzazione in quegli anni in cui non sono state pagate le borse di studio. Anche se più di un sospetto c’è su questa cosa.

La cosa però che possiamo dire per certa è che un medico ha proposto una legge che va a favore della sua stessa categoria. Un classico esempio che se non è proprio un provvedimento ad personam è quantomeno uno di una casta che salva se stessa. Ora non possiamo sapere in quanti, qualora il disegno di legge presentato venisse approvato, beneficeranno della borsa di studio. Pensando però che riguarda tutte le facoltà di medicina che esistevano allora sul territorio italiano si può pensare a migliaia di medici.

Tuttavia Barani non è il primo medico che prova a far passare questo disegno di legge. Già nella sedicesima legislatura ci aveva provato Stefano De Lillo anche lui specializzato in medicina dello sport. Eletto con il Pdl e nato nel 1962 è un probabile beneficiario delle borse di studio che si intendevano recuperare.

medicina_dello_sportL’unica differenza tra le due proposte è che quella presentata nel 2011 e non tramutata in legge prevedeva un rimborso di 20mila euro annue  per ciascun specializzando non pagato tra il 1983 e il 1991.

La spesa autorizzata doveva essere invece di  50 milioni di euro per l’anno 2011, di 100 milioni di euro per l’anno 2012, di 150 milioni di euro per l’anno 2013 e di 200 milioni di euro a decorrere dall’anno 2014.

Lucio Barani ha certamente ridotto le pretese e le aspettative ma la possibilità che anche questo disegno di legge resti inattuato, nonostante l’assegnazione alla commissione cultura del Senato, è nettamente alto.

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