CASTA REGIONI/ Soldi per tutti. E la diaria per i molisani è più alta di quella dei parlamentari

Dopo il caso Fiorito i Governatori hanno parlato chiaro: ridurremo il numero dei consiglieri. Ma non è questo il primo e unico problema degli sprechi regionali. Infiltrato.it si è avventurato nell’ingarbugliato mondo dei benefit e dei privilegi dei “parlamentarini”. Il quadro che ne esce è da far rizzare i capelli …

di Carmine Gazzanni

casta_regioni_governatori_pdlIl caso Fiorito ha messo tutti davanti al fatto compiuto: di caste ce ne sono tante. Troppe. Quanto accaduto in Lazio non è altro che uno dei casi più eclatanti degli sprechi e dei privilegi di cui godono presidenti di giunte regionali, assessori, consiglieri. Senza dimenticare, peraltro, i presidenti di commissione. Fino ad arrivare all’assurdo: una regione piccola come il Molise fa percepire ai suoi “parlamentarini” una diaria ben più alta di quella degli onorevoli di Montecitorio (3.500 euro al mese contro i 4.558 euro dei molisani).

“TAGLIAMO I CONSIGLIERI”, DICONO LE REGIONI. MA LA LEGGE CHE LO DICE GIÀ C’È: È DEL 1968 – Due giorni fa, dinanzi allo scandalo Fiorito, la Conferenza delle Regioni si è rimboccata le maniche e ha proposto una drastica riduzione del numero dei consiglieri regionali. “Saranno oltre trecento in meno”, hanno detto. Sicuramente è un inizio dato che, negli anni, il numero dei consiglieri è cresciuto sistematicamente. È Pierfrancesco De Robertis, nel suo libro dal titolo non casuale La casta invisibile delle regioni, a ricordarlo. Ad oggi sono ben 1.201 gli amministratori regionali (1.113 consiglieri più 88 assessori) che gravano – ovviamente – sulle tasche dei cittadini. E pensare che i parlamentari sono molti di meno (si fermano a 945). Un numero, come detto, che negli anni è cresciuto: basti pensare che nel 1968 ci si fermava a 1.070 amministratori. Più 43 nel giro di 44 anni. Uno in più ogni anno, insomma. Peccato, però, che la legge 108 del 1968 avesse fissato un tetto ben preciso, nella maggior parte dei casi – ça va sans dire – disatteso. È il caso dell’Abruzzo che, con i suoi 45 consiglieri, ne ha 5 in più del previsto; o della Puglia che ne ha dieci in più (da 60 a 70 dell’attuale legislatura). Fino al Lazio: 14 in più rispetto ai 60 previsti dalla legge. In totale, 49 consiglieri in eccedenza rispetto a quanto disposto dalla legge.

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CONSIGLI REGIONALI: IL LORO MANTENIMENTO UNA TASSA PRO CAPITE – C’è tuttavia un ma. Tagliare sul numero non basta se poi le spese pazze delle regioni rimangono sempre le stesse (Fiorito docet). Basta andare a vedere a quanto ammonta il costo ordinario del sistema regione per rendersi immediatamente conto che il problema non può essere senz’altro risolto (solo) con un taglio di 300 consiglieri. Secondo i dati forniti dalla Corte dei Conti nella relazione 2011, se nel 2002 le regioni dovevano affrontare una spesa complessiva pari a 109 miliardi di euro, nel 2010 hanno speso ben 131 miliardi di euro. Un aumento, nel giro di dieci anni, del 21%. Quasi 23 miliardi in più. Senza dimenticare le regioni a statuto speciale: Sicilia, Sardegna, Trentino, Friuli e Valle D’Aosta hanno speso nel 2010 circa 43,9 miliardi di euro (nel 2008 “solo” 45,9). La spesa annuale complessiva dei consigli regionali è da far rizzare i capelli: 1.059.321.745 euro.

In alcune regioni i calcoli hanno dell’incredibile. Un caso su tutti: ogni singolo valdostano paga 124 euro pro capite per mantenere il suo consiglio regionale (totale spesa annuale: 15 miliardi di euro circa). Una piccola tassa in più nelle tasche degli italiani.

STIPENDI PER TUTTI – Ma come vengono impiegati questi soldi? Innanzitutto – com’è ovvio che sia – negli stipendi di tutto quell’esercito burocratico e amministrativo che lavora nei palazzi di regione. Non solo presidenti, assessori e consiglieri dunque, ma anche dirigenti, uffici stampa, portaborse. Basta consultare il sito parlamentiregionali.it per rendersi conto delle incredibili cifre di cui stiamo parlando. Prendiamo lo stipendio degli amministratori regionali per capire meglio. Per quanto riguarda i governatori, lo stipendio mensile varia dai 3.718 euro di Catiuscia Marini, presidente dell’Umbria, ai 10.293 dell’ex governatore siciliano Raffaele Lombardo. Poi ci sono gli assessori (per la provincia autonoma di Bolzano il compenso supera gli otto mila euro mensili). E poi via a scendere: vice presidenti di consiglio, vice presidente di giunta, presidente commissione consiliare, presidente giunta per le elezioni, vice presidente e segretario giunta per le elezioni, presidente commissioni speciali, vice presidente commissioni permanenti, vice presidente commissioni speciali, consigliere segretario e segretario questore, consigliere segretario commissioni permanenti, presidente collegio revisore dei conti, capigruppo gruppi consiliari. E, infine, i consiglieri regionali che, pur essendo – per così dire – l’ultima ruota del carro, non se la passano affatto male: 5.390 euro in Sicilia, 4.971 in Puglia, 3.940 in Calabria. Imbarazzante il Molise: la piccola regione italiana è la terza in graduatoria per le indennità mensili dei consiglieri. Per loro la bellezza di 4.464 euro.

Tutto qui? Assolutamente no. Non bisogna dimenticare, infatti, le valanghe di benefit di cui godono consiglieri e assessori. Nelle Marche, ad esempio, nonostante il modesto stipendio che si aggira sui tremila euro, ecco piombare – come racconta Pierfrancesco De Robertis – il telepass gratuito, il permesso di parcheggiare nel centro di Ancona (gli assessori, addirittura, dispongono di un garage ad hoc), telefonini gratis, assicurazione contro gli infortuni. In Campania, addirittura, per non farsi mancare niente il consiglio ha garantito ad ogni consigliere Ipad, computer e, in certi casi, finanche l’utilissimo frigobar.

DIARIA ANCHE IN REGIONE: IL MOLISE BATTE MONTECITORIO – Il vero privilegio, però, si chiama diaria. Si dirà: ma non sono i rimborsi a cui hanno accesso i parlamentari? Esatto solo in parte dato che esiste una diaria anche per i parlamentarini: un tot di soldi, ovviamente esentasse, che vengono corrisposti praticamente a tutti – dai presidenti agli assessori, dai consiglieri fino ai presidenti di commissione – sia che le spese vengano effettuate, sia che non vengano effettuate. La curiosità è che spesso questo rimborso arriva ad essere più alto anche dello stipendio mensile “base”, col bel risultato che i soldi che entrano nelle tasche di ogni consigliere, presidente e assessore sia molto più alta del previsto. Ed ecco che, come per magia, gli stipendi di tutti i consiglieri regionali tendono a lievitare incredibilmente: oltre diecimila euro in Veneto, Sicilia, Sardegna, Puglia, Molise e Lombardia (in quest’ultimo caso, per via di un rimorso che può superare anche i nove mila euro, lo stipendio netto arriva a 12.665 euro).

Emblematico, su tutti, il caso molisano: per governatore, assessori, consiglieri e presidenti di commissione (sia consiliare che speciale), viene corrisposta una diaria pari a 4.558 euro. E pensare che i nostri parlamentari hanno diritto ad un rimborso di soli 3.500 euro mensili. Insomma, nei fatti meglio aspirare ad essere consiglieri nel piccolo Molise che onorevoli. Strano Paese l’Italia.

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