Capezzone aggredito. Un pugno sul faccione del portavoce

E questa volta si è fatto sul serio. Niente fischi, niente vuvuzela, niente fumogeni. A beccarselo, il pugno in faccia, è stato Daniele Capezzone, aggredito da uno sconosciuto.

 

pugno-in-facciaMolti – o nessuno? – avrebbero tirato un pugno al portavoce (i sondaggi di strada dicono che la percentuale dei favorevoli a tirare un pugno in faccia a D. C. sarebbe molto, ma molto più alta dei difensori), ma finora nessuno aveva mai osato.

Un doppio colpo, uno al petto e uno al viso, l’attacco dell’aggressore con la giacca grigia e  il giornale in mano,  visto scappare da Capezzone e un cameriere. Sulla scena del raid (così definito da Gregorio Fontana, deputato Pdl) giunge dopo pochi attimi  Denis Verdini,  tra i primi soccorritori, insieme a Fontana, dell’amico e malcapitato. Il ko tecnico è stato inflitto nel tardo pomeriggio a Roma, tra via dell’Umiltà e via del Corso in pieno centro e a due passi dalla sede nazionale del partito. La tensione accumulata nel mese di agosto, venuta a galla nel mese di settembre, si è scatenata nel finale di ottobre su un facile bersaglio del centro destra.

Preoccupazioni dal mondo della politica per l’accaduto: il suo collega stretto Paolo Bonaiuti “indignato di fronte l’ignobile aggressione”. Alfano pensa già alla punizione. Bersani si augura che “i responsabili siano subito individuati e perseguiti” (da Alfano?). Casini, “che il paese, con la lotta politica degradata a violenza, sta messo veramente male”.

Capezzone, dall’ospedale dice: “Ora voglio solo riposare”.capezzone

Telespettatori preparatevi all’assenza di Capezzone almeno per i prossimi giorni, e preparatevi anche al gran ritorno. Quella sarà la volta in cui farà il portavoce di se stesso.

Cosa c’entrerà mai. Che cosa avrà fatto di male per beccarsi un pugno in faccia, chi sarà stato? Queste le domande che attorniano la notizia. Qualche fanatico del centrosinistra? O un pazzo scatenato autonomo? Pannella? Una ritorsione per il passaggio dai radicali al Pdl? Un complotto studiato a tavolino? Un messaggio a Berlusconi? Un pugno comunista? È tutto ancora da verificare.

La digos indaga, la maggioranza fa quadrato accusando la solita sinistra di istigazione alla violenza. L’atto è tragicomico, d’altronde chi non ha mai preso un pugno in faccia e questa volta Capezzone provoca tenerezza.

L’infiltrato esprime la propria solidarietà al deputato.

Esprime, inoltre, la propria vicinanza anche all’aggressore, sicuramente spompato e con il fiatone e con la mano frantumata dopo il colpo sul faccione di Daniele Capezzone.

 

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