Camera al Centrosinistra per poco più di centomila voti: il fallimento di Bersani, la nostalgia per Renzi

Il vero vincitore è Beppe Grillo che con il suo movimento Cinque Stelle diventa il primo partito d’Italia. Il resto dei numeri dice che il centrosinistra è riuscito a polverizzare gli otto punti di vantaggio che aveva nei sondaggi rispetto al centrodestra vincendo con uno scarto dello 0,4% che in termini numerici significa poco più di centomila voti su un totale di oltre 35 milioni di italiani che si sono recati alle urne su tutto il territorio nazionale.

 

di Viviana Pizzi

Il ministero degli Interni alle 3.48 di questa mattina ha assegnato i seggi alla Camera. Dopo un sostanziale pareggio al Senato che non consente di governare serenamente la nazione a patto che non si arrivi a un maxiinciucio tra centrosinistra, Monti e Movimento Cinque Stelle la Camera è stata assegnata alla coalizione conosciuta come l’Italia Giusta alla quale con il premio di maggioranza al 55% sono andati 340 seggi sui 630 a disposizione. Tuttavia il Partito Democratico, con una percentuale del 25,41% non è il primo partito a livello nazionale. Seppur di un soffio il Movimento Cinque Stelle ha avuto una vittoria oltre le attese, contro qualsiasi tipo di sondaggio attestandosi su un dato nazionale del 25,55% diventando di fatto il primo partito in Italia. Tuttavia viene penalizzato dalla legge elettorale perché non si è presentato in coalizione con nessun altro simbolo non permettendogli di conquistare la maggioranza assoluta.

 

LA RIPARTIZIONE DEI SEGGI: 340 AL CENTROSINISTRA

Ottenere voti alle proposte di legge che verranno presentate alla Camera non sarà un problema per il centrosinista. Con oltre dieci milioni di voti infatti l’intera coalizione si è aggiudicata il 29,54% delle preferenze arrivando ad incassare il premio di maggioranza di 340 seggi.

Come saranno tuttavia suddivisi? Con il 25,41% delle preferenze il Pd porterà a Montecitorio 292 deputati. Sel, che è arrivata al 3,20% ne avrà 37. Centro democratico (il partito di Bruno Tabacci) rientra tra il migliore dei perdenti conquistando 6 deputati nonostante abbia raggranellato soltanto lo 0,49% delle preferenze. Stesso discorso per la formazione trentina Svp che con lo 0,43% su scala nazionale riesce comunque ad ottenere 5 parlamentari.

 

AL CENTRODESTRA VANNO 124 SEGGI

La coalizione di Silvio Berlusconi se l’è giocata fino all’ultimo. Soltanto verso le 2 di questa mattina si è capito che non poteva recuperare quel gap di oltre centomila voti che la colloca al secondo posto. Con poco meno di dieci milioni di voti si è infatti classificata seconda ottenendo una percentuale del 29,18% che gli ha permesso di aggiudicarsi 124 seggi.

camera_dei_deputati_elezioni_2013Al Pdl che è arrivato al 21,56% dei consensi sono toccati 97 deputati. Secondo partito di coalizione è la Lega Nord che incassa il 4,08% delle preferenze conquistando 18 seggi. Migliore dei perdenti è la lista Fratelli d’Italia che nonostante l’1,95% va a Montecitorio con 9 dei suoi uomini.

Restano invece fuori La Destra di Storace, Grande Sud- Mpa, Mir Moderati in Rivoluzione Partito dei Pensionati, Intesa Popolare e Liberi per un’Italia Equa. Le formazioni hanno incassato percentuali che vanno dallo 0,07% fino allo 0,64% del partito del candidato della Regione Lazio.

 

IL FENOMENO GRILLO PORTA A CASA 108 DEPUTATI

Il vero vincitore di questa tornata elettorale è lui: Il Movimento Cinque Stelle di Beppe Grillo. I sondaggi non lo davano a più del 20% ma ha sorpreso tutti diventando il primo partito in assoluto alla Camera dei Deputati. La penalizzazione gli arriva però dal sistema elettorale perché non coalizzatosi con altre forze politiche. Per questo come coalizione arriva soltanto terzo con il suo 25,55% delle preferenze. Cosa che lo porta in parlamento soltanto con 108 deputati nonostante i quasi nove milioni di voti aggiudicatisi. Non saranno certamente però decisivi quando si tratterà di votare delle leggi e la stabilità del Governo. La legge elettorale invece ha voluto che fossero più importanti i 54 che sono riusciti ad entrare al Senato.

 

MONTI FLOP SI AGGIUDICA SOLTANTO 45 SEGGI

La coalizione vicina alla Lista Scelta Civica con poco più di tre milioni e mezzo di voti ha ottenuto l’ingresso a Montecitorio di 45 deputati portandosi su una percentuale del 10,56%. Con l’8,3% dei voti 37 deputati sono andati proprio alla lista Monti mentre l’Udc di Casini raggiungendo l’1,78% delle preferenze riesce ad entrare per il rotto della cuffia piazzando 8 dei suoi uomini.

Gli alleati saranno orfani di Gianfranco Fini che con lo 0,46% resta fuori dal parlamento con la lista “Futuro e Libertà”.


TUTTI GLI ALTRI RESTANO FUORI

Fuori dal Parlamento anche la lista Rivoluzione Civile di Antonio Ingroia che porta a casa soltanto il 2,24% dei voti andando ben al di sotto delle attese dei sondaggi. Fuori anche il partito “Fare per Fermare il Declino” che arriva all’1,12% dei voti. Insieme a loro anche le liste minori del Partito Comunista dei Lavoratori, Forza Nuova, Lista Pannella e tutti gli altri simboli presentatisi che si sono aggiudicati tutti delle percentuali inferiori all’1%.

Ora a tutti questi partiti non resta che riorganizzarsi in vista di future consultazioni amministrative e politiche. Essendo simboli non coalizzati avrebbero dovuto raggiungere tutti il 4% dei voti per sperare di varcare la porta di Montecitorio. Con l’ingovernabilità alle porte il rischio che si torni alla urne prima di quanto si possa credere è molto reale. Quindi, per tutti, la speranza è l’ultima a morire.

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