BOSSI vs BERLUSCONI/ Il voto su Cosentino è solo l’ultima crisi di un coppia “scoppiata” da tempo…

di Giacomo Cangi

L’eventuale voto favorevole all’arresto del parlamentare del Pdl Nicola Cosentino – oggi a Montecitorio la “Lega voterà secondo coscienza” – sarebbe solo l’ultima di molte iniziative del Carroccio, che si distacca sempre più dal Pdl con cui fino a poco tempo fa governava il paese. Eppure non è una novità, la storia della Lega è piena di ripensamenti rispetto all’ex Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, che una volta giurò di non voler prendere mai più neanche un caffè con Umberto Bossi…

Berlusconi_Cosentino_BossiAltro che Beppe Grillo, Marco Travaglio o Antonio Di Pietro, in Italia c’è un altro che a Berlusconi gliene ha dette di tutti i colori senza risparmiarsi. Il suo nome? Umberto Bossi. Esatto, proprio quell’Umberto Bossi che ha governato dal 2001 al 2006 e dal 2008 al 2011 con lo stesso Berlusconi. Ma è stato un amore scoppiato in ritardo. Oggi molto si stupiscono per dichiarazioni come quella del leader del carroccio secondo cui Berlusconi adesso “è con i comunisti”(12 dicembre 2011). Ma sarebbe stato più opportuno stupirsi prima, cioè quando erano alleati.

Era il 18 luglio 1994 quando Umberto Bossi disse “L’Uomo di Arcore mostra le stesse caratteristiche dei dittatori, perché insiste nella sua volontà di non ritirare l’infame decreto Biondi che mette in libertà i peggiori ladri, concussori, corrotti, ricettatori”. E non era neanche la prima volta che parlava così del Cavaliere. Precedentemente infatti il senatur si era lasciato andare a dichiarazioni come…

Ma chi si crede di essere, Nembo Kid? Tratta lo Stato come una società per azioni” (4 maggio 1994 );

“Attenti, quello ci vuole regalare un altro Ventennio” (9 maggio 1994 );

È un kaiser in doppiopetto” (12 giugno 1994 );

“Ma vi pare che uno che possiede 140 aziende possa fare gli interessi dei cittadini? Quando lui piange, fatevi una risata: vuol dire che va tutto bene, che non ha ancora trovato la combinazione della cassaforte. Ogni tanto io a questo Berluscosa gli afferro il polso: pum, fermo lì!, perché sta per mettere le mani sulla cassaforte. Ci prova in continuazione: la Rai, la magistratura, il condono per i suoi amici palazzinari, le pensioni. Altolà, dove vuoi andare, Berluscosa?” (8 agosto 1994 ).

Ma era solo l’inizio.

Il 12 settembre 1998 sempre Bossi dichiara che “C’è qualche differenza tra noi e lui… Peccato che lui sia un mafioso. Il problema e’ che al Nord la gente è ancora divisa tra chi sa che Berlusconi è un mafioso e chi non lo sa ancora” ma anche “E’ un palermitano che parla meneghino, è il meno adatto a parlare di riforme. L’unica riforma che veramente sta a cuore a Berlusconi è che non vengano toccate le sue televisioni. Invece io dico che bisogna portargliele via, perché le sue televisioni sono contro la Costituzione. La prima riforma da attuare e’ quella di mettere in circolazione l’informazione. Berlusconi è tutto tranne che un democratico” per concludere con “Ci risponda: da dove vengono i suoi soldi? Ce lo spieghi, il Cavaliere. Dalle finanziarie della mafia?”.

Durante il suo intervento al Congresso Federale della Lega a Brescia il 27 Ottobre 1998 Bossi parlava così: “La Fininvest ha qualcosa come trentotto holding, di cui sedici occulte. Furono fatte nascere da una banca di Palermo a Milano, la banca Rasini, la banca di Cosa Nostra a Milano” per poi andare giù con l’affondo più pesante “Berlusconi è l’uomo di Cosa Nostra”.

Il 24 febbraio 1999 rincara la dose con “Un massone piduista come l’arcorista non poteva che usare quel linguaggio. In fondo Berlusconi è sempre stato un problema di “cosa sua” o “cosa nostra” ”.  Naturalmente anche gli atteggiamenti di Berlusconi nei confronti di Bossi cambiarono: si passa da “Nonostante atteggiamenti volutamente devastanti, il Bossi è un buon italiano: è diverso dai vecchi e nuovi marpioni della politica. E in questo me lo sento fratello” (Panorama, 4 febbraio 1994) a “Bossi, un disastro, una mente contorta e dissociata, un incidente della democrazia italiana, uno sfasciacarrozze con il quale non mi siederò mai più allo stesso tavolo (la Repubblica, 20 gennaio 1995).

Oppure “Io non mi siederò mai più ad un tavolo dove ci sia il signor Bossi. Non sosterrò mai più un governo che conti su Bossi come sostegno. È una persona totalmente inaffidabile. Mi meraviglio come anche i mezzi di comunicazione, senza nessun senso critico, diano ospitalità a tutte le sue esternazioni che non hanno né capo né coda” (ANSA, 2 febbraio 1995).

Poi ritrovarono la pace, e governarono insieme. Bossi che prima lo definiva “massone piduista” poi disse che “è mio alleato, mi ha dato i voti per fare il federalismo, che vale molto di più di tutte le altre cose, e, quindi, può chiederci di aiutarlo e noi lo aiutiamo, non siamo traditori” (11 maggio 2011).

Per poi ritornare alle parole di Roberto Maroni “Noi siamo in opposizione, voi siete in maggioranza. L’alleanza e’ finita” (29 novembre 2011). Chissà, forse adesso che si sono liberati di Berlusconi, potrebbero ritornare a fare una serie lotta, fra le tante cose, anche alla corruzione. Senza alleati che hanno processi per corruzione e concussione potrebbe essere più facile…

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