BERLUSCONI vs MAGISTRATURA/ Legittimo impedimento, il 12 Gennaio la resa dei conti

Si sta avvicinando il 12 gennaio, giorno nel quale la Corte Costituzionale sarà chiamata ad esprimersi sul legittimo impedimento. E, come era facilmente immaginabile, Silvio Berlusconi, da alcuni giorni, è tornato a fomentare quel clima d’odio nei confronti della magistratura italiana. Alcuni giorni fa, infatti, collegandosi telefonicamente con la trasmissione diretta dal fido Signorini, aveva affermato…

di Carmine Gazzanni

 berlusconi_leggittimo_impedimento“Non hanno perso il vecchio vizio di mistificare la realtà e di demonizzare l’avversario e calunniarlo cercando di farlo fuori, come fanno con me. Utilizzando per questo i magistrati a loro vicini, perché mi considerano un ostacolo da eliminare assolutamente per arrivare al potere”. Silvio Berlusconi – è evidente – è tornato alla carica, attaccando preventivamente quanti hanno i mezzi per metterlo in difficoltà. Appunto i magistrati.

Cerchiamo, a questo punto, di precisare alcune questioni. Il legittimo impedimento, norma concepita dal Ministro Alfano in seguito alla bocciatura del Lodo (sempre ad opera della Corte), ha carattere temporaneo: 18 mesi di validità. “Perché mai?”, ci si potrebbe chiedere. Presto detto: questa è, sostanzialmente, una “norma-ponte” che dovrebbe consentire al Governo di mettere in piedi un nuovo scudo costituzionale – si pensa ad un Lodo, appunto, costituzionale – che tenga lontana la magistratura da Silvio Berlusconi. E, nel caso di sentenza favorevole della Corte il 12 gennaio, il Governo avrà tempo fino a settembre 2011 per far approvare un nuovo “salvavita” per il premier (essendo stato il legittimo impedimento approvato nel marzo 2010) .

Come molti ricorderanno il verdetto era previsto inizialmente il 14 dicembre, ma, siccome per lo stesso giorno il Parlamento aveva fissato il voto di fiducia in Camera e Senato, la Corte Costituzionale ha rimandato tutto, appunto, al 12 gennaio. Ma cosa potrebbe accadere tra meno di una settimana? In un articolo de “La Repubblica” si espongono in maniera esauriente le possibili alternative che i 15 giudici della Corte avranno davanti:

La prima: il consesso dei giudici si riunisce la mattina di martedì 11 gennaio e, in udienza pubblica, ascolta cos’hanno da dire i difensori. Poi, subito dopo pranzo, gli stessi 15 si chiudono in camera di consiglio e di lì non escono finché non viene scritto il dispositivo della sentenza che, com’è avvenuto per la decisione sul lodo Alfano, viene subito diffuso alla stampa. Ma c’è una seconda ipotesi di lavoro. In cui si prevede di esaminare la questione martedì pomeriggio e rinviare però la decisione a giovedì. Nel frattempo, mercoledì, sarà trattato il caso dei referendum proposti da Antonio Di Pietro – acqua, nucleare, lo stesso legittimo impedimento – per cui la Corte deve decidere l’ammissibilità. A quel punto, giovedì, contestualmente, entrambe le scelte verrebbero rese pubbliche. É una road map che non convince chi, sulla legge che tiene congelati i tre processi milanesi del Cavaliere, chiede una pronuncia presa e resa ufficiale nel corso dello stesso pomeriggio, per evitare qualsiasi pressione o possibile fuga di notizie. Ma poiché il verdetto sulla costituzionalità del legittimo impedimento influisce anche sul referendum, il rinvio a giovedì troverebbe una sua giustificazione”.

Dunque, ammesso e non concesso che la Corte mantenga in vita la norma, dovrebbe prospettarsi la strada del referendum abrogativo. E, a questo punto, sarà la società civile chiamata ad esprimersi. Ma, come detto, è difficile pensare che il legittimo impedimento superi lo scoglio della Corte Costituzionale. Capiamo perché.

L’eccezione di incostituzionalità è stata formulata dai giudici del tribunale di Milano che si occupano del processobilancia_394474337 sul caso David Mills, nel quale Silvio Berlusconi è imputato (processo che spaventa il premier perché in dirittura d’arrivo). Secondo i magistrati milanesi, il legittimo impedimento è in contrasto con il terzo articolo della Costituzione – “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali” – e con l’articolo 138 che stabilisce le regole per l’approvazione delle leggi costituzionali (“Le leggi di revisione della Costituzione e le altre leggi costituzionali sono adottate da ciascuna Camera con due successive deliberazioni ad intervallo non minore di tre mesi, e sono approvate a maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera nella seconda votazioni”, cosa che non è avvenuta per il legittimo impedimento).

Se la Corte Costituzionale dovesse accogliere i rilievi sollevati dal Tribunale di Milano, Silvio Berlusconi non potrebbe più far ricorso al legittimo impedimento e dovrebbe dunque affrontare subito il processo. Anzi, dovrebbe affrontare subito i processi: oltre al caso Mills, il Tribunale di Milano ha anche in mano le carte del processo su Mediatrade (appropriazione indebita e frode fiscale) e sui diritti Tv Mediaset (frode fiscale, falso in bilancio e appropriazione indebita). 

Prepariamoci ad un 12 gennaio di fuoco.

 

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