Berlusconi vince ancora, la gente è scoglionata: che fare, allora? Sentite Jacopo Fo…

I nativi americani Seminole hanno resistito 500 anni perche’ non hanno mai smesso di lottare e di trattare. Le due cose contemporaneamente. Ecco perche’ ci siamo messi a raccontare la storia Seminole. Se vogliamo uscire dal pantano tocca essere disposti a combattere fino in fondo e mediare.


JACOPO_FOLibera Universita’ di Alcatraz, 13 novembre 2010. Stamattina mi sono svegliato storto, anzi molto storto. Ieri abbiamo avuto una serie di problemi tecnici. E poi c’era la tensione del momento fatidico. Si’, perche’ non e’ che il solo fatto di mettere insieme 18 attori, cantanti, musicisti, scrittori, ballerini e fumettari basti per far uscire qualche cosa di buono. Non e’ automatico. Puo’ quagliare o non quagliare, dipende dal caso, dalla fortuna, da quel che hai mangiato. E ovviamente io stavo molto in tensione. Su questa storia abbiamo messo 8 mesi di lavoro nel collettivo web sul mio blog privato (jacopofo.com).

Quello che e’ successo oggi e’ stato grande. Mio padre che improvvisava insieme a grandissimi cantori, Sergio Laccone, i Modena City Ramblers, i Sud Sound System, Imad Zebala. E abbiamo trasmesso in diretta la nascita di un paio di canzoni improvvisate con dei livelli musicali altissimi. abbiamo centrato al 100%. Abbiamo immortalato un momento magico, lo abbiamo pure vissuto con grande emozione.
Cosa c’entra questo con la situazione politica e le elezioni? Tantissimo, e cerco di spiegare il perche’.

Questa iniziativa sui Seminole mi ha fornito un quadro che reputo molto realistico della situazione del movimento progressista oggi: la maggioranza della gente e’ scoglionata. Scoglionata a un punto tale che anche se organizzi un evento veramente di grandissimo livello non ci crede, si sta occupando d’altro. Intendiamoci, il nostro obiettivo non era fare grandi numeri. Quelli li faremo quando quel che abbiamo fatto andra’ in televisione. Non quella italiana che da tempo rifiuta di trasmettere qualunque cosa realizzata da Franca e Dario, questo prodotto e’ destinato a paesi civili dove ci sono tv che fanno cultura, andremo in onda nei paesi scandinavi, in Francia e in Canada.

Ma comunque mi ha sinceramente stupito il poco interesse che un evento cosi’ potente ha trovato nella stampa nazionale, solo il Fatto Quotidiano ci ha dato lo spazio per parlarne. E mi ha stupito ancor di piu’ che poche migliaia di persone siano interessate a quel che stiamo realizzando.
La situazione era ben diversa qualche anno fa. Quando mandammo in onda Ubu Bas va alla guerra fu visto da 2 milioni di persone. 150 mila solo sul web, su Virgilio, durante la diretta.
Certo c’era la grande emotivita’ dell’inizio della guerra in Iraq e ci fu una mobilitazione di migliaia di siti web e singoli che si scatenarono a scrivere mail a chiunque conoscessero. Per questa iniziativa ci hanno linkato 400 siti circa, che non e’ certo poco, ma rispetto a Ubu c’e’ un baratro.

Stamattina ho passato un’ora al telefono con Michele Dotti, che insieme a Marco Boschini si sta impegnando allo stremo per cercare di organizzare una consociazione di associazioni della societa’ civile per fare una lista alla francese, di grande unita’ ecologista. Ecologie Europeenne ha preso alle ultime elezioni il 16% dei voti, e qualche cosa di simile e’ accaduto in Germania e altri Paesi.
In Italia pare impossibile riuscire a mettere insieme un fronte di volonterosi. Ancora prima di iniziare c’e’ chi chiede di tirar fuori distinguo, linee di confine, tabu’ e dogmi. E la cosa e’ in salita.

Oltretutto, sfoderando la proverbiale rissosita’ italica, gia’ c’e’ chi accusa Marco e Michele di essere due furbastri con chissa’ quale obiettivo recondito. Forse vogliono solo farsi eleggere.
Ma cavolo, sono due ragazzi che da sempre si fanno in quattro per missioni in Africa, iniziative ecologiche, comuni virtuosi, eccetera. Io li benedico se hanno ancora la voglia di provare a far politica in modo corretto. Ma la nevrosi pessimista vuole le sue vittime da sacrificare sull’altare del nichilismo, dello sfascismo.

Ora, porca patata zozza, mi chiedo: ma la vediamo la situazione in Italia? I dogmatici dovrebbero chiedersi: cosa succederà? Cioe’ cavolo, crolla Pompei, intere regioni sono sott’acqua, e’ uno scenario da caduta dell’impero romano! Io vedo che se va su di nuovo Berlusconi (improbabile, ma possibile) siamo morti. E siamo morti anche se va su un inguacquo Pd, Udc, Fini.

Abbiamo poche possibilita’ di fare qualche cosa di meglio ed evitare anni di sudore e sangue per milioni di italiani che gia’ oggi sono in difficolta’. E, ahime’, anche se ci uniamo tutti insieme a Grillo, se andiamo da soli contro il Pd, abbiamo un successo travolgente e prendiamo il 7%, spingiamo il Pd tra le braccia dell’Udc, lasciamo Di Pietro a rappezzare qualcosina… E moriamo poveri e democristiani.

L’unica possibilita’ di salvare l’Italia dal tracollo totale e’ quella di trovare qualche cosa di meglio. Non la cosa perfetta. Quella realizzabile.
Io credo che Travaglio abbia centrato il discorso: bello Vendola, bravissimo, ma possiamo star certi che il Pd non accettera’ mai un candidato che e’ di un partito che non sia il Pd. E mi sembra anche logico. Travaglio cosa dice? Concentriamo la nostra forza su un candidato che sia Pd e contemporaneamente abbia caratteristiche di onesta’ e spirito innovativo. E schieriamoci dietro a questo candidato pretendendo pero’ alcuni impegni essenziali.

Ad esempio, io porrei come condizione primaria che il Pd rinunci a candidare inquisiti. E poi io vorrei anche che il Pd giurasse che nei primi 30 giorni di governo il Parlamento approvera’ quella cinquantina di leggi elementari ed essenziali che cambierebbero il volto della giustizia e della spesa della pubblica amministrazione. Una cinquantina di leggi che sono tutte gia’ scritte e presentate in Parlamento da tempo. Tutte firmate anche da esponenti del Pd, quindi dovrebbe condividerle. Ma sono leggi che finora non si ha avuto il coraggio di portare in aula quando la sinistra aveva la maggioranza. Beh, vogliamo che si giuri che il Parlamento le approvera’ subito.
Questo non vorra’ dire che se vinceremo le elezioni avremo il governo che sogniamo. Vuol dire che riusciremo pero’ a togliere dai binari alcune grosse pietre che stanno per far deragliare la nazione Italia.

Questo e’ il mio obiettivo fondamentale e sono disposto a allearmi anche con il Pd per arrivarci. Capisco che l’idea di ritirarsi puri e perfetti oltre il disgusto per l’inciucio abbia il suo fascino. Ho sentito dire: dobbiamo toglierci da questo pantano, costruire lentamente, magari ci metteremo 10 anni prima di creare un partito che possa vincere le elezioni.

10 anni? Ma avete calcolato quanti morti e quanto dolore causerebbe il tracollo italiano? Si’, morti. Non e’ un gioco. L’Italia e’ veramente al collasso come dice Beppe Grillo. Ha ragione. Ma proprio perche’ ha ragione non possiamo rinunciare a costruire un salvagente. Non posso limitarmi a dire: Ora guardate come questa Casta inciuciona porta l’Italia al massacro e la prossima volta fate meglio i vostri conti quando votate.
Non me la sento. C’e’ di mezzo il posto di lavoro di milioni di persone, l’assistenza medica, l’aria velenosa delle citta’, il disastro geologico, la distruzione di un patrimonio artistico incredibile.

Non posso ritirarmi dalla battaglia in purezza. Non ce la faccio. Io sono disposto a combattere e a trattare. Le due cose insieme possono ammortizzare i colpi piu’ duri e ottenere risultati anche se circoscritti. Quelle 50 leggi che il Pd ha presentato e mai approvato, se fossero attuate, creerebbero, con costi ridicoli, nuovi posti di lavoro (piu’ di un milione li porterebbe solo una saggia politica energetica e mica i posti di lavoro di B. a fare docce fredde e saltare sul lettone di Putin, posti veri).

Teoricamente potremmo mettere insieme un 16% alla francese che ci dia il peso per indurre il Pd a fare il bravo. Entro certi limiti.
Io credo che un simile progetto potrebbe perfino funzionare. Ma servirebbe mettere insieme un paio di migliaia di attivisti concreti che si dedicassero a cucire insieme i contatti fra terzo settore (cooperative sociali), movimento etico, gruppi di difesa del territorio e delle minoranze. Esistono ancora? Io credo di si’, sono lo zoccolo durissimo, gli incrollabili, quelli che continuano a tirare la carretta negli organismi di base. Ma sono un pochettino stanchi. E li capisco. Gli ultimi 10 anni sono stati duri.

Ancora non vedo moltissima gente disposta a sbattersi per un sogno. Per questo, per inciso, abbiamo deciso di raccontare la storia dei Seminole. In questo momento di scoramento e scazzatura e’ utile ricordarsi di quanto grande puo’ essere la determinazione degli esseri umani e di come sempre, alla fine, questa determinazione trionfi. Magari ci metti 500 anni ma ci riesci. Se non tu i tuoi figli.
E noi non dobbiamo neanche resistere 100 anni nascosti nelle paludi mangiando solo coccodrilli crudi, senza neanche poter avere una casa.

Noi dobbiamo solo riuscire a mettere su una cavolo di alleanza tra gente di buona volonta’, con obiettivi chiari e semplici che ormai sappiamo a memoria, e riuscire a spostare un po’ il Pd verso il buon senso individuando un candidato che possa incarnare un sano borghese razionalismo, legalitarismo, efficienza, innovazione.
Beh, non e’ poco. Ma non e’ neanche come scalare il Monte Bianco con le scarpette da ballo. Il primo passo in questa direzione e’ contarci. Ci servono una montagna di firme, sotto la dichiarazione di intenti di questo nuovo movimento dei movimenti, dobbiamo fondare una cosa basata sulle buone pratiche invece che sulle chiacchiere. Ma non riusciamo neanche a partire se non ci mettiamo un minimo di attivismo. Cioe’, sto parlando di raccogliere un paio di milioni di firme. Le buone vecchie sane firme. Abbiamo bisogno di dimostrare che ci siamo!

Se lo facciamo tutto il resto e’ in discesa. Perche’ se raccogliamo 2 milioni di firme vuol dire che si sono svegliati i guerrieri e perche’ se raccogliamo 2 milioni di dichiarazioni di voto possiamo convincere la parte abulica e la parte pessimista del movimento che si puo’ immaginare qualche cosa di leggermente diverso. Ma tocca darsi una mossa. E senno’ accontentatevi della soddisfazione di aver gridato: Affonda!, mentre la nave affondava.
Poi pero’ non vorrei sentire lamentele.
E vorrei concludere in modo proporzionato alla reale gravita’ del momento con la poesia che sostenne Mandela nei momenti piu’ duri dei suoi 27 anni di prigionia.

Invictus
Dalla notte che mi avvolge
nera come la fossa dell’inferno
rendo grazia a qualunque Dio ci sia
per la mia anima invincibile.
La morsa feroce degli eventi
non m’ha tratto smorfia o grido
sferzata a sangue dalla sorte
non si e’ piegata la mia testa
di la’ da questo luogo d’ira e di lacrime
Si staglia solo l’orrore della fine
ma in faccia agli anni che minacciano
sono e saro’ sempre imperturbato
Non importa quanto sia stretta la porta
quanto impietosa la sentenza
Sono il padrone del mio destino:
il capitano dell’anima mia.
William Ernest Henley

 

Tratto da La Voce delle Voci di Dicembre 2010

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