Berlusconi über alles: scippa il seggio al Molise. E il centrodestra locale resta senza rappresentanza

Silvio Berlusconi ne combina un’altra delle sue. Una marachella che potrebbe costargli l’appoggio del partito molisano, cui ha scippato – per l’ennesima volta – il seggio al Senato. Ma stavolta il centrodestra, che non ha eletto altri rappresentanti, resta col naso all’insù. E per la democrazia questo, sicuramente, non è un bene.

 

di Viviana Pizzi

Foto di Altromolise.it

ulisse_e_silvioChi è rimasto fuori dai giochi? L’ormai ex senatore Ulisse Di Giacomo che è anche il coordinatore regionale del partito del Cavaliere. Fuori da Palazzo Madama nonostante abbia mostrato ampia fedeltà a Berlusconi facendosi molti chilometri per raggiungerlo a davanti al Tribunale di Milano e prendere parte alla manifestazione di protesta davanti al Tribunale a cui hanno partecipato tutti gli eletti.


DI GIACOMO FUORI: ECCO PERCHÈ

Evidentemente i rapporti con i senatori delle altre regioni d’Italia erano più stretti. Ci sono però anche altre ipotesi che si affacciano sul panorama politico.

È nota a tutti la vicinanza tra il Cavaliere e l’ex presidente Michele Iorio. La netta sconfitta  del Governatore che ha garantito al Pdl dodici anni di dominio assoluto in Regione probabilmente non è stata affatto gradita dal numero uno del partito. Che potrebbe aver punito in questo modo un coordinatore regionale “reo di non essersi impegnato a fondo” per evitare strappi importanti.

Come quello dell’europarlamentare Aldo Patriciello, che in campagna elettorale ha appoggiato ufficialmente Paolo Di Laura Frattura (il nuovo governatore del Molise eletto col centrosinistra) ma a Bruxelles continua a rappresentare il partito di Silvio Berlusconi. Con molta probabilità anche questo non è piaciuto ed ecco che è arrivato il responso che punisce ufficialmente una regione che sarà ufficialmente rappresentata solo da tre parlamentari di origini molisane : il senatore Roberto Ruta e i deputati Danilo Leva e Laura Vennittelli tutti esclusivamente in quota Pd.

I 37.081 molisani che hanno votato il Pdl eleggendo di fatto un Senatore da chi verranno rappresentati? Niente poco di meno che da Silvio Berlusconi che ha già dimostrato in passato, quando era il rappresentante alla Camera, di conoscere poco i problemi dei molisani.

Ulisse Di Giacomo per ora non ha commentato questo dato amaro. Né sulla bacheca facebook e neppure al telefono ha espresso alcuna parola su quanto accaduto.  Lo hanno fatto molti suoi sostenitori gridando ad alta voce: “Silvio questa volta hai sbagliato”.

Non ci meraviglierebbe però se dopo questa ulteriore scelta tattica di Silvio Berlusconi il Pdl molisano implodesse e diminuisse di molto i propri consensi. Oltre a Ulisse Di Giacomo, lo ricordiamo, è rimasta fuori anche Sabrina De Camillis per un gioco di resti che di fatto ha tolto un rappresentate parlamentare al Molise.  Nessun rappresentante a Roma, regione bistrattata per la terza volta di seguito. Non sarebbe una cosa astrofisica pensare che se si tornasse al voto subito e con la legge elettorale attuale il Pdl possa dimezzare i suoi consensi. Andiamo ora a vedere quante volte il Molise è stato penalizzato dal porcellum tutto in salsa Pdl

 

IL CASO 2008: BERLUSCONI TRADISCE PALLANTE E VA A RAPPRESENTARE IL MOLISE ALLA CAMERA

Era il 2008 e Berlusconi aveva stravinto le elezioni. Anche in quella occasioni si era candidato in tutte le regioni d’Italia ma alla Camera dei Deputati. I seggi acquisiti dal Pdl molisano allora furono 2. E come oggi, anche allora i molisani speravano che Berlusconi scegliesse la Lombardia, sua regione d’origine.

Invece ecco che arrivò la sorpresa: Berlusconi scelse il Molise togliendo di fatto a Quintino Pallante, in quota ex An nel Pdl e candidato al terzo posto, la possibilità e l’ebbrezza di sedere a Montecitorio. Allora, al contrario di oggi, il partito di Berlusconi si piazzò al primo posto arrivando al 36,5% di preferenze staccando di nove punti percentuali quello che allora in regione fu il secondo: l’Idv di Antonio Di Pietro che si fermò allo storico risultato del 27,7%.

La rabbia dei pidiellini molisani fu forte anche allora. Quintino Pallante, defraudato della possibilità di entrare alla Camera, si allontanò di fatto dalla politica di partito scegliendo di uscirne definitivamente quando Gianfranco Fini ha deciso di separarsi da Berlusconi e fondare il partito politico di Futuro e Libertà. Fu eletto sindaco di Frosolone (il suo comune di origine) ma rinunciò anche a quella carica quando nel novembre 2008 Michele Iorio, per risarcirlo dalla beffa del Parlamento, fece un rimpasto di giunta permettendogli di rientrare nel consiglio regionale del Molise dove aveva mancato l’elezione per soli 8 voti nel 2006 a vantaggio della consigliera Angiolina Fusco Perrella.

Ora cosa toccherà al nostro Ulisse Di Giacomo? Forse la candidatura a sindaco di Isernia nelle elezioni del 26 e 27  maggio. Essendo isernino di origine.

 

IL CASO 2006: ENRICO LA LOGGIA (FI) LASCIA A SECCO ROSARIO DE MATTEIS

Non solo Silvio Berlusconi ha defraudato il Molise di un parlamentare. Anche nel 2006 fece lo stesso Enrico La Loggia candidato alla Camera dei Deputati sia in Trentino Alto Adige che in Molise defraufando il molisano doc Rosario De Matteis.

Allora il partito non si chiamava Pdl ma Forza Italia. Alla Camera era stato eletto un deputato ma Enrico La Loggia era inserito in lista dopo Berlusconi che in quella occasione non scelse il Molise ma la Lombardia. Che fece allora La Loggia eletto anche in Trentino Alto Adige? Scelse l’elezione a Campobasso togliendo sogni e speranze all’attuale presidente della Provincia di Campobasso che ebbe di che lamentarsi. Allora Forza Italia si affermò con il 26,7% delle preferenze.

Chi fu la prescelta che prese il posto che Rosario De Matteis credette suo fino alla fine? La trentina Michela Biancofiore rimasta un fiore all’occhiello di Silvio Berlusconi. La stessa che ha avuto il coraggio di dire un’amenità come questa ai giornalisti de “La Zanzara” : “Berlusconi ha resistito più del Papa. Lui non ha mollato. È assolutamente meglio di Benedetto XVI. Il Papa è stato eletto da un’elite – prosegue Biancofiore – da un conclave che non è democratico. Berlusconi invece dal popolo. Perché dovrebbe ‘abdicare’ Silvio, non ha 87 anni come il Papa?“.

Riconoscendo di essere stata miracolata dal Silvio nazionale che fece di tutto per farla diventare parlamentare da consigliere provinciale di Trento quale era. De Matteis venne però risarcito prima con l’elezione a consigliere regionale nel novembre 2006 e poi con quella di presidente della Provincia nell’aprile 2011.

A Di Giacomo ora oltre al Comune di Isernia potrebbe essergli dato ben poco. Il centrodestra è all’opposizione in Molise e quindi non può sperare in assessorati esterni. La Provincia di Isernia potrebbe scomparire qualora il nuovo governo dovesse decidere di dare attuazione al decreto della spending review che la cancellava. Il coordinatore quindi rischia di rimanere la persona più delusa dal Popolo della Libertà. E quello meno risarcibile. Cosa farà? Ai posteri l’ardua sentenza.

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