BERLUSCONI RITORNA/ Il nuovo cerchio magico: maîtresse, analfabeti, faccendieri. E Scilipoti

Berlusconi ri-scende in campo. Una trovata grottesca per risollevare le sorti di un partito, il Pdl, ormai defunto. E quale miglior modo di farlo se non attraverso un altro partito, Forza Italia, anche questo morto e sepolto? Un’idea farlocca, così com’è farlocco il cerchio magico intorno a B: donne del bunga bunga, parlamentari con gravi problemi di ortografia, vecchi e nuovi faccendieri. E l’outsider Domenico Scilipoti.

di Carmine Gazzanni

berlusconi_ritornaSembra una barzelletta: Silvio Berlusconi vuole tornare in politica. Proprio lui. Il protagonista politico indiscusso per vent’anni, dopo aver causato con le sue politiche dissennate un dissesto finanziario che ha portato il nostro Paese sull’orlo del baratro, dopo averlo nascosto ad una popolazione intera con la favola dei “ristoranti pieni”, ha deciso di tornare a calcare la scena politica. E lo fa nelle vesti dell’unico super-uomo capace di risollevare le sorti del nostro Paese. Malattia e cura ad un tempo. Verrebbe da ridere, da farsi una grassa risata se non fosse tutto vero: Silvio Berlusconi – proprio lui – sta pensando realmente di tornare in politica.

Scriveva infatti il Cav sulla sua pagina facebook lo scorso sabato: “Torno in pista per salvare il Pdl, senza di me sprofonda. Il 38% é la percentuale che abbiamo preso alle politiche del 2008, ma se alle prossime dovessimo scendere per assurdo all’8%, che senso avrebbero avuto diciotto anni di impegno politico?”. Insomma, per il bene del Pdl il Cavaliere riscende in campo perché, senza di lui, il partito non ha ragione di esistere. Cosa che, nei fatti, è assolutamente vera: sebbene Berlusconi abbia rassicurato che Alfano rimarrà fulcro del nuovo partito, c’è poco da credergli. L’ex ministro della Giustizia, infatti, si è dimostrato incompetente, amorfo, senza arte né parte. Inutile. Meglio tornare – avrà pensato Berlusconi – alle vecchie garanzie. Già a partire dal nome: con grande probabilità, infatti, si ritornerà al progetto del 1994, alla discesa in campo (ora “ri-discesa”) e, dunque, a Forza Italia (Ri-Forza Italia).

Tanto che, secondo quanto sta trapelando in questi giorni, Berlusconi sta già preparando una campagna mediatica asfissiante. Una campagna, chiaramente, ferma anche questa al ’94. Prepariamoci, dunque, a spot televisivi, videomessaggi, programmi concepiti ad hoc, bordate ai nemici. Insomma, al vecchio Berlusconi di sempre, incapace e ignorante con i nuovi media (che saranno lasciati alla gestione di Antonio Palmieri, responsabile area Internet del partito), ma un leone nell’old style della televisione. D’altronde lo sappiamo: Silvio Berlusconi rigetta il confronto in tutte le sue forme. Da buon padre-padrone meglio la comunicazione esclusiva e verticale del mezzo televisivo.

In questo torbidume di vecchio, impolverato e infracidito, qualcosa però cambierà. La squadra che si sta costruendo attorno il Cavaliere, infatti, è ancora più grottesca dello stesso progetto che vorrebbe portare avanti (o, meglio, ri-portare avanti). È mai possibile fare peggio di quanto già fatto con un team che annoverava, tra i tanti, Capezzone, Cicchitto e Gasparri? Certamente sì se stiamo parlando di Silvio Berlusconi. Un cerchio magico che conta su vecchi fidati, ma anche e soprattutto su nuovi. O, meglio, su uomini e donne da tempo vicini al Cav, ma rimasti nelle retrovie sino a questo momento. E allora accanto al faccendiere per ogni stagione Denis Verdini, ne spuntano di nuovi come Diego Volpe Pasini, fondatore in Friuli del movimento – anche questo farlocco – Sos Italia, già finito in carcere per non aver pagato gli alimenti alla ex moglie e al figlio, salito alla ribalta per aver scritto il dossier-bufala che voleva Matteo Renzi candidato del centrodestra.

E poi, manco a dirlo, tante donne. A cominciare da Micaela Biancofiore, altoatesina da sempre vicina a Berlusconi, deputata Pdl con gravi problemi con l’ortografia. Ne ha dato alta dimostrazione scrivendo di un animale sconosciuto quale “l’amantide religiosa” e rispondendo per iscritto a L’Espresso in seguito ad un articolo realizzato “senza sentire n’è i dirigenti del Pdl n’è verificare la sensibilità dei nostri elettori”. Si spera che non sia lei ad occuparsi di comunicati e comunicazione.

Fedelissima di Silvio anche Maria Rosaria Rossi, una delle sempre-presenti alle feste di Arcore, anzi secondo l’accusa sarebbe addirittura l’organizzatrice delle “Crescentine”, le onorevoli del Pdl che organizzavano cene e feste per il premier nel castello di Tor Crescenza. È nel 2008 l’incontro fatale con Berlusconi, a un banchetto a una festa del Pdl. Quanto scrive Libero a riguardo è imbarazzante: la pasionaria pidiellina ”incontrò lo sguardo del Cav, arrossì e si guadagnò un casto bacio da Berlusconi. Da lì all’ascesa in Parlamento e oggi il rischio della caduta”. Da allora la Rossi è diventata ultrafedelissima di Berlusconi: basti pensare all’ultimo giorno di governo Berlusconi. A Palazzo Grazioli, con il Cavaliere, Verdini e Alfano c’era proprio lei. Tutti si chiedevano chi fosse. Ora sappiamo bene quale sia il suo ruolo.

E poi Daniela Santanchè (l’unica, si dice, ad avere entrata libera anche ad Arcore), Renato Brunetta e Guido Crosetto (due dei pochi Pdl che hanno mantenuto un atteggiamento di forte critica nei confronti del governo Monti). Più tanti nomi sconosciuti. Bisogna ripartire da zero, questa è l’idea. E quale modo migliore di farlo se non quello di ripresentare il vecchio-stravecchio-vecchissimo? Come se Berlusconi fosse un nuovo della politica o avesse assistito inerme a vent’anni di politica dissennata, marcia, personalistica, gretta.

E non finisce qui. Nella squadra dei fedelissimi potrebbe entrare anche un altro parlamentare verso cui Berlusconi deve (ancora) sdebitarsi. Stiamo parlando del peone Domenico Scilipoti che tanto vorrebbe entrare nelle grazie di Berlusconi. Non ci vuole un genio per capirlo. Da giorni è monotematico, in veneranda attesa che arrivi la chiamata. Dodici luglio: “Se l’indiscrezione sul possibile ritorno in campo di Berlusconi dovesse essere confermata, sarebbe un’ottima notizia. La ricandidatura di Berlusconi ricompatterebbe il centrodestra intorno ad un progetto comune ponendo fine ad inutili e dannosi personalismi”. Tredici luglio: “Il ritorno in campo di Berlusconi è una bella notizia, la sua personalità ed il suo carisma sono insostituibili”. Sedici luglio: “L’idea di Silvio Berlusconi (quale?, ndr) è vincente a prescindere da quale sarà il nome che vorrà scegliere per il nuovo partito, non sono i nomi che determinano il successo elettorale ma le idee (quali?, ndr) che si propongono agli elettori e credo che Berlusconi abbia le idee molto chiare su cosa serve al nostro Paese per ripartire”.

Se anche Signor Trenta Denari dovesse entrare nel Fantastico Mondo del Cav sarebbe cosa buona e giusta: la ciliegina sulla torta per un progetto grottesco, strampalato, incredibilmente ridicolo. Morto ancor prima di cominciare.

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