Berlusconi condannato, quali scenari politici si aprono sul Paese?

La tenuta del Governo Letta prima di tutto, anche prima della dignità politica del Pd che chiede le dimissioni del ministro Josefa Idem e nulla dice su quelle eventuali del Cavaliere condannato a 7 anni di reclusione per concussione e prostituzione minorile. Ne chiedono le dimissioni da senatore soltanto il Movimento Cinque Stelle e Sel. I suoi lo difendono a spada tratta in attesa della riunione prevista per domani all’interno del Pdl. Mentre il Pd si limita a “rispettare l’operato dei giudici”. Il Pdl: è stupro politico.


DI Viviana Pizzi

Silvio Berlusconi è ormai un pugile suonato. La sua condanna a sette anni di reclusione per concussione e prostituzione minorile lo mette in graveberlusconi_condannato_7_anni difficoltà nei confronti del mondo intero. Negli Stati Uniti un politico con una condanna del genere sarebbe stato costretto alle dimissioni da tutte le cariche istituzionali. Lui però no: il Cavaliere attenderà che le sentenze diverranno definitive e che sarà la condanna all’interdizione dei pubblici uffici (o quella perpetua del Rubygate oppure quella del processo Mediaset di cinque anni) lo tireranno fuori dal Senato della Repubblica.

Per ora di dimissioni non ha ancora parlato mentre era già programmata una direzione del Pdl mercoledì prossimo. Gli argomenti all’ordine del giorno sarebbero altri ma non si può non parlare di una condanna in cui il reato di prostituzione minorile ha portato l’Italia al centro del mondo giudiziario per un pomeriggio intero. Il Pdl non può non fare i conti con questa nuova realtà anche se lo farebbe ben volentieri.

PDL: UNA SENTENZA DA STUPRO POLITICO, FERRARA PRONTO ALLA MANIFESTAZIONE DI PIAZZA

Il Pdl non ci pensa minimamente ad attaccare il leader Silvio Berlusconi che resta l’unico riconosciuto e dal quale non ci si può separare. 

Per Renato Brunetta e Gianfranco Rotondi questa è una sentenza che va ai limiti del Colpo di Stato. Un vero e proprio stupro del diritto.

Non lo ha messo in discussione nemmeno Daniela Santanchè che si è recata ad attendere la sentenza al tribunale di Milano sostenendo che il dispositivo fosse una vergogna.

L’ex direttore del Tg1 il senatore  Augusto Minzolini sostiene che “In Italia c’è un regime, che non vuole opposizione, di cui una certa magistratura è lo strumento militare. L’obiettivo è l’eliminazione politica del Cavaliere. Siamo arrivati alla criminalizzazione dei testimoni della difesa, proprio come accade nei regimi” . Mentre per Mariastella Gelmini questa sentenza porta dunque un’altra pietra al monumento della magistratura come contro potere giudicante di chi sia titolato o meno a governare il nostro Paese. Berlusconi è, nonostante tutto, più forte di prima. Certa magistratura, a Milano, nel silenzio generale, non amministra la giustizia, bensì l’etica, nonostante le smentite di decine di testimoni e l’assenza di una prova: come accade in ogni teocrazia che si rispetti” .

Chi ci va giù pesante è però Lucio Malan per il quale “una condanna senza prove e senza reato contro il maggiore protagonista della politica italiana degli ultimi 20 anni è un vero attentato alla democrazia e allo stato di diritto che pone l’Italia tra i paesi con la democrazia a rischio”.

Una sentenza che però potrebbe provocare uno scontro tutto interno al Pdl. Perché se da un lato c’è il vicepremier Angelino Alfano che invita Berlusconi a tenere duro dall’altro c’è l’ex capogruppo Fabrizio Cicchitto che ne potrebbe approfittare per chiedere di terminarla qua con la pacificazione con il Pd.

PARTITO DEMOCRATICO A UN BIVIO: DA UNA PARTE CHIEDONO E OTTENGONO LE DIMISSIONI DEL MINISTRO IDEM DALL’ALTRO SI SCHIERANO BLANDAMENTE CONTRO BERLUSCONI

Ancora una volta è il Partito Democratico è il soggetto politico al centro dello scandalo. Perché mentre Silvio Berlusconi veniva condannato si svolgeva un incontro tutto interno con l’ormai ex ministro per le pari opportunità e lo sport Josefa Idem e il Premier Enrico Letta.

E mentre il Pdl difendeva a spada tratta il proprio leader allo stesso momento l’ex canoista era costretta alle dimissioni dal suo incarico. Tutto questo peberlusconi_condannato_7_anni._2jpegr non aver pagato l’Imu sulla sua casa palestra di Ravenna per ben quattro anni. E’ la stessa Idem che sostiene che “come persona si sarebbe dimessa da tempo a causa del clima di violenza che le si era creato intorno e che come politica ha resistito anche troppo”.

Questo è il Pd nei confronti di un suo ministro. Perché è chiarissimo che le pressioni per sollecitarla a lasciare l’incarico sono state davvero tante. Come un Paese civile vuole se si pensa che in Svezia qualche anno fa un ministro si dimise per non aver pagato il canone della Tv di Stato.

E sul caso Berlusconi come si sono espressi? Ve lo diciamo subito: “Il Pd prende atto della sentenza pronunciata dai giudici della quarta sezione del Tribunale penale di Milano nei confronti di Silvio Berlusconi. Come sempre, il Pd esprime rispetto per le decisioni, di qualunque segno siano, che la magistratura prende nella propria autonomia”. http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/13_giugno_24/sentenza-processo-ruby-berlusconi-verdetto-concussione-prostituzione-minorile-interdizione-2221814964415.shtml

Una dichiarazione incolore che parla di rispetto per le sentenze della magistratura ma in cui non si chiedono le dimissioni di Silvio Berlusconi né come senatore e né come dirigente del Pdl. Si limitano però soltanto a rispettare le decisioni dei giudici. In perfetto stile “larghe intese” per continuare in assoluta tranquillità l’azione del Governo Letta.

LE OPPOSIZIONI IN PARLAMENTO: MOVIMENTO CINQUE STELLE, E’ INELEGGIBILE. VENDOLA: NON VOGLIO BATTERE L’AVVERSARIO IN TRIBUNALE

E’ il Movimento Cinque Stelle e Sel sono le uniche forza parlamentare che chiede a Berlusconi di farsi da parte.

Il senatore Vito Crimi ci è andato pesante sostenendo “lo abbiamo detto e lo ripetiamo, Berlusconi è ineleggibile”. Il deputato Alessandro Di Battista ha rincarato la dose affermando “Berlusconi deve andare in galera, che deve fare per andarci ammazzare una vecchietta per strada?”.

Più morbide le dichiarazioni di Nichi Vendola leader di Sel: “Non auspico la rovina giudiziaria di un avversario. Ma questa sentenza getta un’ombra sulla vita politica. In nessuna parte del mondo un leader politico dopo una sentenza scritta con questo inchiostro rimarrebbe al suo posto. Sarebbe un atto di decoro da parte di Berlusconi abbandonare la vita pubblica”.

GLI AVVOCATI  E I SUOI PROSSIMI APPUNTAMENTI CON LA GIUSTIZIA

Il suo difensore di fiducia il senatore Niccolò Ghedini ha commentato la sentenza con una secca dichiarazione: la sua condanna è fuori da ogni logica. Addirittura i giudici siano andati al di là delle richieste dei pm. Lo diciamo da due anni e mezzo, tre anni, che qua, a Milano, questo processo non si poteva fare“.

Peccato che Silvio Berlusconi non ha soltanto processi con giudici che risiedono nel tribunale del capoluogo lombardo.

Domani la terza sezione Civile della Corte di Cassazione esaminerà il ricorso di Fininvest contro la sentenza di secondo grado con cui era stata condannata a versare oltre 560 milioni alla Cir per la vicenda del Lodo Mondadori.

Il giorno successivo i suoi avvocati dovranno affrontare per lui l’udienza preliminare a Napoli. Dopo che la Procura partenopea il 9 maggio scorso ha chiesto il rinvio a giudizio con l’accusa di corruzione. Sarebbe accusato di aver versato tre milioni di euro a Sergio De Gregorio, allora Idv, per farlo passare al Pdl e far cadere il governo Prodi.

E’ ancora aperto anche il caso Unipol per il quale i giudici della quarta sezione penale di Milano lo hanno condannato in primo grado a un anno di reclusione. I legali hanno 45 giorni di tempo per presentare appello ma allora il procedimento sarà già prescritto.

Eppoi c’è il famoso processo Mediaset per il quale si attende il verdetto della Cassazione che può annullare la condanna a 4 anni di reclusione e 5 di berlusconi_condannato_7_anni._3jpeginterdizione dai pubblici uffici emessa l’8 maggio scorso dalla Corte d’Appello di Milano. Il ricorso al terzo grado di giudizio è già stato presentato e la sentenza definitiva dovrebbe arrivare nel prossimo inverno.

Andrà in carcere Berlusconi?  Per ora  no perché le condanne non sono definitive.  La  legge lo considera ancora innocente e la pena è sospesa.   Gli unici che potrebbero chiedersene l’arresto sono i senatori e solo se i giudici ravvisassero pericolo di fuga o d’inquinamento delle prove. E c’è da giurarci che per ora nessuno lo farà.

Anche l’interdizione dai pubblici uffici non è definitiva. Se cadesse il governo e si tornasse al voto prima della sentenza della Cassazione potrebbe addirittura ricandidarsi per poi decadere a condanna definitiva. Avverrà questa ipotesi? Considerando che nessuno, nemmeno il Pd,  gli chiede di dimettersi la troviamo davvero remota. Più probabile invece che le larghe intese durino fino alla condanna definitiva del processo Mediaset.

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