Berlusconi condannato: plaudono solo M5S e Di Pietro. La strategia politica? Uccidere gli alleati

Dopo sei ore di Camera di Consiglio la condanna in appello a quattro anni di reclusione e cinque anni di sospensione dai pubblici uffici per falso in bilancio, frode fiscale e appropriazione indebita compravendita dei diritti televisivi Mediaset. Tre anni sono stati condonati dall’indulto. Diecimila euro sono da donare all’erario costituitosi parte civile. E in rete già si grida alle dimissioni. La sentenza non sarà definitiva fino al pronunciamento della Corte di Cassazione: alla cui Presidenza Berlusconi è riuscito a piazzare il suo candidato, Giorgio Santacroce.

 

di Viviana Pizzi

berlusconi_sbarre_salutasTecnicamente però l’effetto della sentenza non è immediatamente esecutivo. Tutto questo perché è la condanna emessa dalla seconda sezione della Corte d’Appello di Milano a non essere definitiva. Per presentare la richiesta di arresto al Senato infatti bisogna attendere il pronunciamento della Corte di Cassazione, il cui Presidente – eletto ieri – è Giorgio Santacroce. Il Candidato di Silvio Berlusconi. Come bisogna aspettare quel verdetto anche per veder decadere tutti gli incarichi pubblici del Cavaliere. Per ora, quindi, nulla di fatto.

E c’è da scommetterci che i legali di Berlusconi presenteranno ricorso al palazzaccio romano per non rendere definitiva la condanna dopo le motivazioni del secondo grado. Per Nicola Ghedini, che si attendeva un “verdetto politico” si tratta di una condanna ingiusta.

In mattinata avevano presentato un’istanza di rinvio del procedimento che i giudici della Corte d’Appello di Milano hanno detto no procedendo in serata alla sentenza.

LA RICOSTRUZIONE DELLA VICENDA MEDIASET E IL COINVOLGIMENTO DI BERLUSCONI

Come si è arrivati alla sentenza di condanna a quattro anni per Berlusconi? I pm di Milano lo hanno fatto collezionando 50mila pagine di atti con rogatorie in 12 paesi.

Gli indagati rinviati a giudizio erano Silvio Berlusconi, Fedele Confalonieri, Frank Agrama, David Mills, Daniele Lorenzano, Paolo Del Bue il cugino di Berlusconi Candia Camaggi e altri dirigenti di Fininvest e Mediaset.

Il presidente di Mediaset Fedele Confalonieri è stato assolto sia in primo che in secondo grado. Confermate le condanne per tutti gli altri imputati. Le posizioni di Piersilvio e Marina Berlusconi, accusati di riciclaggio di denaro saranno giudicate in un processo a parte.

Il filone di inchiesta nasce dall’indagine All Iberian nato su due società estere collegate al Cavaliere: la century one e la universal One.

La cresta sulla compravendita dei diritti di film made in Usa avveniva, secondo l’ipotesi accusatoria, in modo illegale: Mediaset non li comprava direttamente ma da società offshore (Century One e Universal One e altre come la Wiltshire Trading e la Harmony Gold) che a loro volta li cedevano ad altre società gemelle, facendo lievitare il prezzo ad ogni passaggio. La differenza tra il valore reale e quello finale consentiva di mettere da parte fondi neri.

Berlusconi avrebbe intascato 280 milioni di euro in dollari, lire, franchi francesi e svizzeri e fiorini olandesi senza pagare le tasse e frodando gli azionisti. La difficoltà più grande che i magistrati hanno incontrato è stata capire come avvenivano le operazioni visto che l’ex premier aveva lasciato le sue cariche nel 1993 continuando però ad occuparsi di tutto tramite prestanomi.

Le accuse sono state costruite con le testimonianze di  Carlo Bernasconi (capo della Silvio Berlusconi Communications), Oliver Novick (responsabile della Direzione Corporate Development) e Marina Camana (segretaria di Bernasconi che, secondo le rivelazioni dell’Espresso, ha raccontato proprio che le indicazioni per gli acquisti venivano da Arcore).


LE REAZIONI DEL PDL: ENNESIMO VERGOGNOSO ATTACCO DALLA MAGISTRATURA

ghedini_berlusconi_condannatoIl primo a parlare è stato naturalmente l’avvocato e senatore Pdl Nicolò Ghedini il quale annunciando di andare in Cassazione e farsi assistere anche dal collega Franco Coppi (quello della condanna all’ergastolo di Sabrina Misseri nel processo di Avetrana) ha dichiarato: “La forza della prevenzione è andata al di là della forza dei fatti. Avevamo la consapevolezza che sarebbe andata così. Per questo avevamo chiesto lo spostamento a Brescia dei suoi processi“.

Ci va pesante il capogruppo alla Camera Renato Brunetta: ” Si tratta di un accanimento disgustoso. La sentenza contro Silvio Berlusconi è politica, anzi antipolitica, perché colpendo lui si favoriscono i disegni disgregatori del nostro Paese. L’ingiustizia è così ripetuta e palese che per fortuna la grande maggioranza dei cittadini capisce benissimo che una parte della magistratura non ha nessuna credibilità.La condanna non colpisce Berlusconi ma chi l’ha pronunciata“.

Alle sue parole si aggiungono quelle del capogruppo al Senato Renato Schifani: “Continua la persecuzione giudiziaria nei confronti del presidente Berlusconi, leader politico che ha il consenso di dieci milioni di elettori. Evidentemente, per una certa magistratura la stagione della pacificazione è ancora lontana, e forse non arriverà mai. Soprattutto quando si nega con tanta ostinazione la verità dei fatti e ancor di più il buon senso“.

Come volevasi dimostrare – ha detto in un nota Enrico Costa, capogruppo Pdl in commissione Giustizia della Camera – a Milano siamo passati dal rito ambrosiano al rito ‘antiberlusconiano’. Purtroppo, questo atteggiamento di una parte della magistratura fa male al Paese e punta a provocare una reazione che procuri il cedimento di quel fragile equilibrio che, grazie all’azione di Silvio Berlusconi, si è individuato. Con l’obiettivo di sottomettere il potere legislativo e quello esecutivo a quello giudiziario”.

LE REAZIONI DELL’OPPOSIZIONE: BERLUSCONI DIMETTITI

La primissima reazione l’ha postata su twitter il capogruppo di Sel alla Camera Gennaro Migliore. Le sue parole sono secche ma cariche di significato: Confermata condanna a Berlusconi in appello per frode fiscale. Ora si dimetta.

In attesa di quello che dirà Beppe Grillo sulla questione si è espresso Luca di Gianantoni dal meetup di Perugia del Movimento Cinque Stelle dichiarando: “Buffone! Quando ti processano sei colpevole! Altro che prescrizione!”.

I parlamentari pentastellati quando hanno accolto la notizia della sentenza erano con Stefano Rodotà. Hanno salutato i giudici di Milano con un lungo applauso e Vito Crimi, capogruppo al Senato ha aggiunto: “La sentenza prevede anche la sospensione dai pubblici uffici per 5 anni”.  “C’è chi vuole impedire la pacificazione che volete fare” ha aggiunto invece Stefano Rodotà.

“Non commento vicende giudiziarie” ha detto invece Massimo D’Alema, a margine di una iniziativa a Firenze.  Dal resto del Pd e Scelta Civica invece un silenzio assordante.

Nonostante sia fuori dal Parlamento non tace però chi ha combattuto Berlusconi dall’inizio e si tratta di Antonio Di Pietro dell’Italia dei Valori.

Finalmente anche Berlusconi – ha sottolineato-  ha i titoli per diventare un salvatore della patria come molti dei politici che lo hanno preceduto: da Craxi ad Andreotti. Rimane l’amarezza che, nonostante una condanna a quattro anni per frode fiscale, confermata in Appello, a personaggi come lui venga poi affidato il compito di risanare i conti dello Stato. E’ un po’ come affidare ad un rapinatore il controllo di una banca. Purtroppo, le conseguenze già le conosciamo: anche stavolta la colpa, invece di essere addebitata a chi non rispetta le leggi e, addirittura, va al governo per frodare il fisco, sarà addebitata alla magistratura”.


I RISVOLTI POLITICI: TUTTO RIMANDATO A DOPO LA CASSAZIONE

corte_suprema_cassazioneIl primo dato certo è che Berlusconi non si dimetterà dalla carica di Senatore e attenderà il verdetto della Corte di Cassazione. Fino ad allora continuerà a tessere la sua strategia politica in vista di una pronuncia negativa da parte degli ermellini del Palazzaccio romano.

Farà quindi di tutto per far approvare qualche legge che gli permetterà di trovare l’estremo salvacondotto possibile.

La sentenza di terzo grado, che qualora confermasse la condanna gli addebiterà anche i cinque anni di sospensione dai pubblici uffici e quindi anche dalla carica di senatore, dovrebbe arrivare nell’inverno prossimo. Allora non toccherebbe a lui scegliere se dimettersi o no ma decadrebbe direttamente da quello che è ora il suo posto a Palazzo Madama.

Infatti nella definizione legislativa l’interdizione priva il condannato al diritto di elettorato attivo e passivo; di ogni pubblico ufficio e di ogni incarico non obbligatori di pubblico servizio; della qualità di tutore o di curatore; dei gradi e delle dignità accademiche, nonché della possibilità di esserne insignito.

La sua perdita dei diritti civili di certo indebolirà il Pdl come partito che potrebbe perdere punti dopo la decapitazione conseguente dei suoi vertici.

In caso di annullamento della sentenza da parte della Cassazione invece Berlusconi si rafforzerebbe ancora di più e i sondaggi potrebbero crescere in maniera esponenziale. Al Cavaliere ora , in vista di questa ultima tegola giudiziaria e considerando i sondaggi recenti per salvare il suo partito dal baratro converrebbe far cadere il governo prima del dispositivo della Cassazione e accelerare l’omicidio politico di un Pd che non interviene ufficialmente nemmeno dopo la sua condanna in secondo grado. Come fare? Inanellando una strategia politica adeguata che conosceremo nelle prossime puntate della Berlusconi story.

Fino al 31 dicembre 2016 puoi attivare una copertura per il rischio terremoto con sconti fino al 50%.