BERLUSCONI/ “Aboliremo Imu ed Equitalia”. Peccato che sia stato lui stesso a istituirle.

Berlusconi riscende in campo. No, forse, sì. Un attimo. Ritratto. Ho finito. No, continuo. Ora pare che sia certo: il Cav torna. E lo fa in grande stile con un’intervista nientepopodimeno che su Chi, la sua rivista di gossip, rilasciata ad Alfonso Signorini, il suo direttore gossipparo. E promette: con me via Imu e Equitalia. Populismo allo stato puro. Lo sa, caro Cavaliere, che Imu ed Equitalia le avete volute (e votate) proprio Lei e il suo partito?

di Antonio Acerbis

b_imu_equitalia1Silvio Berlusconi. Aboliremo l’Imu ed Equitalia”. È Chi il megafono prescelto da Silvio Berlusconi per rilanciare con forza e populismo la sua ri-discesa in campo. Forte del suo cerchio magico di maîtresse, analfabeti e faccendieri, il Cavaliere ha superato ogni indugio: con una nota ufficiale di ieri, infatti, ha confermato che sarà proprio lui il candidato premier nel 2013. Niente Alfano, dunque, niente ricambio generazionale. Ecco il vecchio che avanza. L’evergreen Berlusconi.

E come rilanciarsi se non attraverso le pompose promesse Cavaliere style? E così, se nel 2001, campeggiavano i manifesti “Meno tasse per tutti”; se nel 2006, in chiusura di confronto televisivo con Romano Prodi si affrettò a dire, senza numeri né spiegazioni, “per noi la prima casa è sacra come è sacra la famiglia. Per questo aboliremo l’Ici. Avete capito bene: aboliremo l’Ici su tutte le prime case, e quindi anche sulla vostra”; per il 2013 prepara un nuovo (vecchio) grande rilancio degno del Berlusconi chiacchierone, burlone e barzellettiere. Ed ecco, allora, la promessa: se mi voterete – dice il Cav – via Imu ed Equitalia. Onda di applausi. Standing ovation. Ole. Baci e abbracci.

Peccato, però, che il Berlusca dimentichi un particolare non da poco. Le sue promesse, infatti, cozzano con la storia che è stata. Con il passato suo e del suo partito. Iniziamo dall’Imu. L’imposta sull’immobile – remake della defunta Ici – è stata, come molti sapranno, una delle prima norme attuate dal governo Monti per fare cassa. E indovinate chi ha votato a favore? Udc, Pd e proprio il Pdl. Insomma, Berlusconi si farebbe promotore di un cambio di regime voluto, votato e attuato dal suo stesso partito, di cui lui, peraltro, è e rimane presidente (Alfano, lo sappiamo bene, altro non è che segretario-manichino).

Ma attenzione. Ancora più interessante la seconda abolizione promessa dallo smemorato Berlusconi: via anche Equitalia. Un po’ di storia degli ultimi anni. Trenta settembre 2005. Con un decreto legge l’esecutivo di allora costituisce Riscossione spa, appunto il servizio nazionale di riscossione. Nel 2007 altro decreto, altro cambiamento importante: Riscossione spa si trasforma in Equitalia spa. Domanda: chi era in quell’anno – 2005 – presidente del consiglio? Ancora lui, Silvio Berlusconi.

Non solo. Come dimostrato sapientemente da Paolo Spiga in un’inchiesta ripresa da Infiltrato.it, il mondo della riscossione (anche prima di Equitalia) è strettamente legato agli uomini del Popolo delle Libertà: da Sergio De Gregorio fino a Claudio Scajola. Passando per l’avvocato di sempre Nicolò Ghedini. Insomma quando nacque l’agenzia, B. pensò bene di non scontentare nessuno.

Vuoi vedere, allora, che la memoria più veloce del west abbia parlato, in preda ad un raptus populista, solo per raggranellare qualche votarello perso dal partito in sua assenza? Domanda retorica, si sa.

Fino al 31 dicembre 2016 puoi attivare una copertura per il rischio terremoto con sconti fino al 50%.