Ballottaggi 2012: vincono le storie individuali, non solo Grillo

Chiusi i ballottaggi, sono partiti i commenti. Su siti importanti troviamo Grillo in auge, col suo candidato Federico Pizzarotti, certamente bravo, capace di ribaltare il risultato del primo turno a Parma. Due settimane fa, infatti, stava sotto lo sfidante, Vincenzo Bernazzoli. Non di rado, però, c’è una stampa italiana miope o fuorviante. Ossessionata dal clamore, pilotata, complice dei forti, che con sufficienza possiamo chiamare anche «partiti», se pigri togliamo gli agganci ai media.

di Ernesto Caputo

leoluca_orlando_sindaco_di_palermoMerito sì a Pizzarotti, al Movimento 5 Stelle, ai suoi ragazzi e attivisti, che hanno saputo cogliere, alimentare, tradurre l’esigenza popolare di ricambio e rinnovamento; per anni opponendosi all’indecenza e degrado a palazzo: con azioni nei territori e un’infinità di clic, link e commenti in rete.

C’è, però, un punto incontestabile: se va raccontato che da qui il M5S governa una città importante come Parma, il dato, alquanto taciuto, è che Leoluca Orlando ha preso 158.010 voti a Palermo, Marco Doria 114.245 a Genova e Pizzarotti 51.235, tutti sindaci appena eletti. Eppure, in giro gli onori sono prevalentemente per il candidato di Grillo. E Grillo è il “cavallo” con cui, rispettando e stimando i ragazzi del M5S, temiamo che i vecchi poteri si rigenerino, abilmente occultando fenomeni interni alla politica: legati a scelte, storie e battaglie specifiche contro lobby, mafie, prenditori.

marco_doria_genovaLa stampa, non tutta per vero, ha poi dimenticato il Sud, che esiste solo per scandali, assassini, mafie, atrocità. Il Mezzogiorno non conta, invece, per le reazioni del popolo. Il quale, pur nel grave astensionismo nazionale, ha risposto col voto alle proposte della politica. A Palermo c’era l’esigenza di battere un sistema che ha ridotto all’osso le risorse pubbliche, privandola del proprio spessore culturale e dell’eredità lasciata dal sacrificio di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. C’era bisogno di un segnale deciso, di una rottura netta con i poteri che hanno prodotto sprechi, clientele, rassegnazione. E, come si è visto, nello scontro politico fra Orlando e Ferrandelli è emerso l’orgoglio vivo dei palermitani, che ha bocciato quella destra lì con coraggio, entusiasmo e speranza. Il risultato di Orlando è stato un trionfo: sindaco per la quarta volta, a dispetto dell’equazione che vuole i neofiti migliori per legge naturale.

A Isernia, invece, la vittoria imprevedibile di Ugo De Vivo, candidato del centrosinistra alla prima esperienza, sarà letta con altre lenti rispetto al successo di Pizzarotti. Benché l’avversario fosse Rosa Iorio, sorella del satrapo molisano Michele.

In sostanza, nessun teorema della modernità politica post-berlusconiana può applicarsi in generale, alla cieca. Bisogna guardare le persone, va considerato il loro passato, il loro impegno, la fiducia che riescono a trasmettere in questo tempo drammatico. Dove la disoccupazione galoppa, la tecnocrazia impera, i diritti e il lavoro sono cancellati dai responsabili della crisi. Col dubbio del terrore complice all’angolo e il pericolo di una informazione confusa, appiatita, superficiale.

LEGGI ANCHE

BALLOTAGGI 2012/ Parma, la Stalingrado del M5S. Rivoluzione sia.

BALLOTTAGGI 2012/ In gioco le sorti del Governo. E nel Palazzo già si parla di elezioni a ottobre

BALLOTTAGGI/ Isernia è storica: vince De Vivo, gli Iorio’s perdono il feudo

Fino al 31 dicembre 2016 puoi attivare una copertura per il rischio terremoto con sconti fino al 50%.