BALLOTTAGGI 2012/ Campane a morte per Pdl e Lega. Virata a sinistra, Doria e Orlando su tutti: caro Bersani…

Pdl e Lega, game over. Benchè Maroni e Alfano abbiano auspicato in questi giorni una rifondazione dei loro partiti, le campane elettorali per loro suonano e morte. Una morte buia. Stravince, oltre al M5S, la coalizione di centrosinistra. Ma il segnale di queste amministrative è forte e chiaro: caro Bersani, guarda a sinistra e dimenticati Casini. Dappertutto, infatti, si assiste a una virata a sinistra. Doria e Orlando docent.

di Carmine Gazzanni

umberto_bossi_e_berlusconi_a_piccoUna fine senza appello. Lega Nord e Pdl sono, praticamente, partiti morti. Presenti sì in Parlamento, ma assolutamente inesistenti fuori dai palazzi del potere. Un verdetto tragico per Maroni e Alfano.

LEGA NORD: 7 BALLOTTAGGI SU 7 PERSI – Il dato della Lega è a tratti imbarazzante: il partito di Maroni, dopo la batosta del primo turno (vince solo a Verona, ma lì la vittoria più che leghista è di Flavio Tosi), andava al ballottaggio in sette comuni con un proprio candidato. A Senago (Milano), Cantù (Como), Meda (Monza e Brianza), Tradate (Varese), Palazzolo sull’Oglio (Brescia), Thiene (Vicenza) e San Giovanni Lupatoto (Verona). Ebbene, nessuno dei comuni è andato ad un sindaco leghista. Uno schiaffo politico enorme per un partito che solo un anno fa era il più in forma. Alcuni epiloghi, poi, sono stati clamorosi: a Meda il candidato di centrosinistra Gianni Caimi ha vinto con il 50,01% dei voti, contro il 49,99% del leghista Giorgio Taveggia. Un solo voto di scarto: 3.867 a 3.866. Oltre il danno, insomma, la beffa.

CAMPANE A MORTE PER IL PDL – Altro partito, altro requiem. Questa volta nella tomba politica cade il Pdl, che si affossa definitivamente dopo la batosta del primo turno. Alcuni dati: su 26 comuni capoluogo chiamati al ballottaggio, il centrodestra ne aveva 17 e il centrosinistra 9. Situazione completamente ribaltata: il centrodestra ne conserva soltanto 6 (Trani, Frosinone, Gorizia, Catanzaro, Lecce e Trapani) mentre il centrosinistra sale a 14 (senza contare, per giunta, Palermo e Belluno i cui candidati, pur appartenendo alla stessa area, erano outsider). Un’ecatombe, insomma. Checché ne dicano i pidiellini, pronti a difendere anche l’indifendibile.

Già, perché alcuni dei risultati dei ballottaggi fanno male al Pdl. E non poco. Come, ad esempio, aver perso città come Monza, Como, Isernia e Rieti, storiche città di centrodestra, ora finite in mano al centrosinistra. Con vittorie, per giunta, che non ammettono la benché minima replica. Andrea Mandelli, candidato Pdl a Monza, non è andato oltre il 36% al ballottaggio, contro Roberto Scanagatti. A Rieti Antonio Perelli si arrende a Simone Petrangeli: solo un 32% per lui. A Isernia la sorella del Governatore Michele Iorio, Rosa, viene sonoramente sconfitta, a dispetto di ogni previsione, dall’outsider Ugo De Vivo: 57 a 42. A Como Laura Bordolli riesce a fare anche peggio ottenendo solo il 25% contro Mario Lucini. Insomma, sconfitte imbarazzanti in terre che, fino a ieri, conoscevano solo e soltanto un dominio targato Pdl.

Ad Alfano resta un solo successo (una sola amministrazione importante conquistata al centrosinistra): è Frosinone che prende la direzione opposta a Rieti. Poi, come già detto, Trapani in Sicilia, Trani in Puglia e le quattro conferme del primo turno: Catanzaro, Gorizia e Lecce. Magra consolazione per un partito che non esiste più.

LE VITTORIE DI DORIA E ORLANDO: UNA EVIDENTE VIRATA A  SINISTRA – Pierluigi Bersani, nella conferenza stampa post voto, ha dichiarato: “Il Pd ha vinto le amministrative 2012”. Vero, non c’è che dire. I numeri danno ragione al segretario del Partito Democratico. È anche vero, però, che le elezioni hanno dato importanti indicazioni che, d’ora in avanti, non possono essere sottaciute. Basti pensare alle vittorie di Marco Doria e Leoluca Orlando, due vittorie che dicono innanzitutto la volontà, da parte dell’elettorato di sinistra, di cambiare rotta, di dire basta all’idea del partito-padrone e di aprire, ora più che mai, alla società civile. Leoluca Orlando ottiene non a caso una vittoria bulgara contro il candidato ufficiale del Pd Fabrizo Ferrandelli. L’uomo dell’Idv, come De Magistris a Napoli, ha portato avanti una campagna elettorale contando sulle forze sociali di Palermo, sconfessando l’establishment dei partiti. Così anche Doria, per il quale vale il modo in cui ha appreso la sua vittoria: gliel’ha riferito un cittadino. Non aveva seguito lo spoglio perché impegnato in una lezione all’Università.

COSA FARA’ ORA IL PD? – Il Partito Democratico, dunque, non può chiudere occhi e orecchie. C’è stata in questa tornata un’evidente virata a sinistra, segnata dalla crescita dell’Italia dei Valori e di Sinistra e Libertà. Sarà il caso allora che Bersani rifletta sulle sue alleanza e sulla sua vicinanza anomala a Casini?

In gioco, a conti fatti, c’è il futuro del Governo. Come reagirà il Pdl per cercare una ripresa? Come si muoverà il Pd dopo questa evidente ripresa delle forze di sinistra, di quelle stesse forze da sempre critiche con il governo Monti?

L’elettorato, insomma, ha parlato: è ora di dire basta ad alleanze fumose formate solo per convenienza. È invece il momento di osare, di schierarsi in maniera chiara ed evidente. Il Pd ci ha abituato, in questi anni, a impressionanti strafalcioni. Non gli si perdonerebbe di perdere anche questo treno.

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