AUTOSTRADE/ In morte di un operaio: soldi pubblici prosciugati a scapito della sicurezza

Il 21 gennaio moriva Costanzo Palmo, operaio di origine calabrese, 50 anni, schiacciato da un masso staccatosi nella galleria dei lavori dell’autostrada Pedemontana durante i lavori di stabilizzazione del tunnel. Il cantiere si trova nel Varesotto e fa parte dei lavori di costruzione della nuova rete autostradale lombarda in vista dell’Expo 2015. Nello stesso cantiere – a Lozza per la precisione – a ottobre c’era stata una violentissima esplosione che fortunatamente non lasciò danni permanenti ai lavoratori.

 

di Maurizio Bongioanni

Ma perché lo stesso cantiere, nel giro di pochi mesi, è stato interessato da due gravi incidenti? Pare che per i lavori del primo lotto siano stati “prosciugati” tutti i finanziamenti pubblici a disposizione. Mancano ancora 3 miliardi di euro per completare l’opera, da reperire attraverso investimenti privati, di cui però non c’è traccia. «Tutto ciò ricade inevitabilmente sulla sicurezza dei lavoratori nei cantieri» è l’amaro commento di Massimo Gatti, capogruppo in Provincia di Milano per Lista un’Altra Provincia, che da mesi critica il finanziamento del progetto.

La Pedemontana, insieme alla BreBeMi, alla Teem e alla Tangenziale Est Esterna di Milano è il progetto di punta per lo sviluppo delle infrastrutture lombarde. Il presidente della Provincia di Milano Guido Podestà ha da poco spiegato che “purtroppo le difficoltà di circolazione creano un nodo che riduce la capacità competitiva del sistema Milano e del sistema Lombardia. Proiettandoci nei prossimi tre anni noi avremo, invece, ultimato Pedemontana, Brebemi, e Teem e le altre arterie di completamento. Sarà l’occasione, quindi, per far crescere le nostre imprese e creare maggiore occupazione, tutti strumenti necessari al rilancio della crescita economica del nostro Paese”. Intanto si cancella un comparto di 200 aziende agricole e si prosciugano soldi pubblici che potrebbero essere usati a favore dell’occupazione. Altro che favorire la crescita.

Queste nuove arterie regionali andranno a formare un nastro di asfalto lungo 800 km, a cui se ne aggiungono altrettanti di viabilità complementari. I costi solo per BreBeMi, TEEM e Pedemontana, hanno già superato i 10 miliardi di euro considerando IVA e oneri finanziari. Finora sono stati impiegati solo fondi pubblici contrariamente alle premesse, secondo le quali avrebbero dovuto essere le prime autostrade finanziate dai privati.?Così, dove oggi sorgono i campi dell’agricoltura più produttiva d’Italia si snoderanno strisce d’asfalto per oltre 10mila ettari, ed almeno il doppio sarà la campagna devastata da cave, cantieri, capannoni, lottizzazioni, centri commerciali a ridosso degli svincoli. La sola BreBeMi è progettata per iniettare nel traffico di Milano una botta di 70.000 veicoli al giorno (fonte Altreconomia).

pedemontana_fallimentoLe ditte coinvolte nei lavori? Ovviamente sempre le stesse. Per quanto riguarda Tangenziale Esterna Spa troviamo questi azionisti: la Provincia di Milano, la famiglia Benetton, la famiglia Gavio, Intesa Sanpaolo, Impregilo, la Pizzarotti, Coopsette (i cui vertici sono al momento indagati per l’affare Tav di Firenze) Cmb, Unieco, Cmc (coinvolta nel Tav di Torino). Per quanto riguarda la Teem, i lavori, che ammontano a più di 1 miliardi di euro, saranno realizzati dal Contraente Generale “Consorzio Costruttori TEEM” e costituito dai soci costruttori della Concessionaria, cioè Impregilo (34%), Pizzarotti (23%), Coopsette (11%), Unieco (10,7%), Cmb (10,7%), Cmc (8,5%), Itinera (1%) e Pavimental (1%). Al Consorzio i lavori sono stati affidati senza gara, come ha rivelato il mensile Altreconomia nel marzo 2012.

Tra le banche chiamate in causa una posizione rilevante la ricopre Biis – la Banca infrastrutture innovazione e sviluppo del gruppo Intesa Sanpaolo, fino all’autunno scorso amministrata dall’ex viceministro dello Sviluppo economico con delega alle Infrastrutture Mario Ciaccia- e Cassa depositi e prestiti, controllata al 70% dal ministero del Tesoro.

Secondo uno studio del 2007 commissionato dalla stessa Regione Lombardia, la Teem porterà un aumento del 50% del traffico sulle provinciali Cassanese e Rivoltana, che non sarà compensato dal calo ipotizzato sulle altre strade – ha scritto Roberto Cuda, promotore della campagna “Ferma la banca che distrugge il territorio”. “Anche la contrazione di traffico sulla Tangenziale Est e sulla A4 sarà marginale, contro un incremento intorno al raccordo di Agrate e l’aumento fisiologico di veicoli che normalmente si registra sulle grandi arterie. In compenso aumenterà il cemento e l’inquinamento atmosferico, che ogni anno causa 7000 morti nella Pianura padana”.

Nell’affare anche Serravalle Spa di cui Legambiente Lombardia ha chiesto il commissariamento. Infatti la società partecipata da Gavio ed enti pubblici, già coinvolta in indagini dalla Corte dei Conti, è chiamata a finanziare i circa 2.5 miliardi di costo e oneri dell’opera generale, essendo il maggior azionista con il 38% di Tem, insieme a Benetton, Gavio e Banca Intesa.

Non solo: ma Serravalle è impegnata anche nel finanziamento di Pedemontana (dove controlla il 68% delle azioni) e con il 7,2% anche nella Brebemi. Da dove arriveranno tutte le risorse necessarie?

«La manifesta incapacità di gestione di beni pubblici – conclude Massimo Gatti – dovrebbe portare  al commissariamento di Milano Serravalle SpA e Autostrada Pedemontana Lombarda SpA, a capo della quali siede l’Avvocato Marzio Agnoloni, fedelissimo di Podestà, a cui si deve la nomina rispettivamente come Presidente e Amministratore delegato».

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