Assemblea Pd, il solito caos: tutti contro tutti. Speranza favorito, Civati possibile sorpresa

Quello di domani sarà l’ennesimo sabato di fuoco per la politica italiana. Se da una parte ci sarà il Pdl, che manifesterà a Brescia contro la sentenza di condanna a Silvio Berlusconi nel processo Mediaset ,dall’altra c’è il Partito Democratico alle prese con l’assemblea che si svolgerà dalle 10 presso la Nuova Fiera di Roma. Al centro della discussione non soltanto l’elezione del nuovo segretario ma anche l’appoggio al governo Letta, con Laura Puppato che rimette tutto in discussione e rilancia: Pd con Sel e  Movimento Cinque Stelle.

 

di Viviana Pizzi

assemblea_pd_caosGli argomenti che verranno messi sul piatto della bilancia sono davvero tanti: il primo riguarda l’appoggio al Governo Letta e il secondo l’elezione del nuovo segretario dopo le dimissioni di Pierluigi Bersani.


LO SVOLGIMENTO DELL’ASSEMBLEA: PRIMA REGOLA TRASPARENZA

I lavori potranno essere seguiti in tempo reale in diretta streaming sulla web tv del Partito Democratico.

Il primo obiettivo dell’assemblea è eleggere il nuovo segretario con la più ampia condivisione. Si deve trattare di una figura che porti il partito al congresso nei tempi previsti dallo Statuto del Partito.

Una persona che ci guidi – ha dichiarato il coordinamento del Pd – rilanciando l’iniziativa del Partito Democratico in questa fase di grandi e nuove responsabilità. Sono state definite le modalità e le procedure per garantire il corretto, democratico e trasparente svolgimento dei lavori”.

Le dichiarazioni sono da attribuire ai vicepresidenti dell’Assemblea nazionale, Marina Sereni e Ivan Scalfarotto, i capigruppo della Camera dei Deputati e del Senato, Roberto Speranza e Luigi Zanda, il capodelegazione democratico al Parlamento europeo David Sassoli e il coordinatore dei segretari regionali Enzo Amendola, componenti del gruppo nominato dal coordinamento del Partito Democratico.

PRIMA IPOTESI: REGGENTE ESPERTO

In primo luogo il Pd esce dal silenzio su Berlusconi condannando la manifestazione di Brescia. Poi cerca di seguire le due vie proposte da Pierluigi Bersani segretario dimissionario. La prima è quella del “reggente esperto” che svolga il ruolo di “leader di transizione” in vista del nuovo congresso. In questo ruolo è possibile vedere il nome del capogruppo alla Camera, il bersaniano Roberto Speranza. A sostenere questa linea è quella parte di partito che, a ventiquattro ore dal congresso non aveva ancora pensato a un nome da sostenere. Con Speranza alla guida del partito ci potrebbe essere uno scambio di ruoli: Speranza segretario e Pierluigi Bersani che non uscirebbe definitivamente dai giochi andando a ricoprire il ruolo di capogruppo alla Camera.

Contrario invece il senatore Nicola Latorre. In diretta su Omnibus la 7 ha spiegato anche i motivi del suo dissenso verso questa proposta.

“Penso che la cosa più saggia – spiega – sarebbe eleggere un segretario che abbia l’autorevolezza e la forza per diventare da subito protagonista del dibattito pubblico”.

Altra figura che potrebbe ricoprire questo ruolo è la senatrice siciliana Anna Finocchiaro, la stessa che in un primo momento era stata pensata anche come figura spendibile per il Quirinale. Come in quel caso però rischia di entrare Papa e uscire Cardinale.

Possibile però anche la scelta dell’ex sindaco di Torino Sergio Chiamparino, che piace anche ai renziani, lo stesso attuale primo cittadino del capoluogo piemontese Piero Fassino che però dovrebbe dimettersi dalla sua carica istituzionale.


SEGRETARIO SUBITO: SPERANZA IN POLE POSITION

renzi_civati_insiemeLa seconda via proposta dal coordinamento del partito è quello di assicurarsi il sostegno incondizionato al Governo Letta e poi procedere all’elezione del segretario.

A ventiquattro ore dall’elezione un nome preciso e dichiarato non è stato ancora fatto. Tuttavia i giochi di forze che ci sono all’interno di un’assemblea eletta nel lontano 2009 quando i nuovi fenomeni di Matteo Renzi e Pippo Civati non erano ancora contemplati nel novero dei personaggi forti del partito democratico.

I rapporti di forza restano come quelli del 2009 quindi con i bersaniani rappresentati al 53%, i seguaci di Dario Franceschini al 34% e quelli di Ignazio Marino al 12%. Tutto questo però solo in teoria perché alcune frange di allora si sono staccate dagli equilibri pregressi passando tra i renziani e i civatiani. In quanti saranno lo sapremo domani ad elezioni avvenute.

Considerando comunque che il bersaniano doc è Roberto Speranza si può ipotizzare che il suo nome possa essere l’anello di congiunzione con i renziani che ambiscono anche loro a un segretario condiviso e possibilmente giovane. Il lucano ha infatti 34 anni e ha ben figurato come numero uno della segreteria della Basilicata.  Il  nome in grado di mettere d’accordo tutti? Lo vedremo domani.

IL PARERE DEI RENZIANI E DEI DALEMIANI: SUBITO UN SEGRETARIO POSSIBILMENTE GIOVANE

Prima di arrivare a una conclusione bisogna tenere presente che molto peseranno le opinioni dei renziani e dei d’alemiani.

Quelli che seguono il sindaco di Firenze, come emerge anche dalla pagina facebook Renzi2.0, sostengono che un nome condiviso ancora non c’è nonostante le trattative continueranno ad essere serrate per trovarlo.

Per i seguaci del primo cittadino questo nome condiviso  dovrebbe essere possibilmente “di nuova generazione”. I d’alemiani invece insistono su un nome forte che sia in grado di traghettare il Pd fuori da questa impasse politica nata dopo le dimissioni di Bersani e il tiro al bersaglio contro Franco Marini e Romano Prodi durante le puntate di Romanzo Quirinale.

Su Roberto Speranza nessuna delle due correnti si sbilancia più di tanto. Prima di uscire allo scoperto si aspetta probabilmente l’esito della task force parallela prevista nel pomeriggio. Un incontro preassemblea che servirà a salvare il Pd da eventuali attacchi delle correnti Occupy e di Laura Puppato che, al di fuori di ogni schema, si presenterà in assemblea con una mozione volta a rompere il patto governativo con il Pdl.


LAURA PUPPATO PUNTA AL DISSENSO: ALLEARSI CON I CIVATIANI CONTRO L’ALLEANZA GOVERNATIVA CON BERLUSCONI

Laura_PuppatoPREMIERNel bel mezzo del discorso per la segreteria scoppia anche l’elemento caos. Si chiama Laura Puppato, ex competitor delle primarie per la premiership. Il suo obiettivo è uno: raccogliere tutti i dissensi e mettere in discussione l’alleanza con il Pdl nel sostegno del governo Letta.

La sua nuova forma di partito punta ai civatiani e ai prodiani. L’obiettivo è rilanciare l’antiberlusconismo portato avanti in campagna elettorale anche dai bersaniani e l’alleanza di governo naturale con Sinistra Ecologia e Libertà insieme al Movimento Cinque Stelle di Beppe Grillo.

Nel documento che sarà presentato dalla Puppato il punto fondamentale all’ordine del giorno è quello dell’ineleggibilità del Cavaliere. Un elemento che potrebbe portare alla frantumazione definitiva del partito che potrebbe non reggere a questa onda anomala e dividersi una volta per sempre in due sottopartiti.

Tra i sostenitori più accaniti della proposta c’è infatti proprio Sandra Zampa, ex braccio destro di Prodi, secondo la quale “il disagio su questa strana alleanza è destinato a crescere”.

A cosa pensano i ribelli? A inseguire l’onda di Occupy Pd per racimolare voti da spendere per la segreteria e rafforzare la posizione antiPdl.

Chi potrebbe trarre beneficio da questo caos? Proprio Pippo Civati che già a novembre si era detto disponibile a guidare il partito e che viene indicato con un plebiscito in un sondaggio lanciato dal quotidiano on line “Europa”.

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