ANTIMAFIA/ Le agevolazioni? Secondo Monti non dipendono dalla “pulizia” ma dal fatturato delle aziende

Se anche le agevolazioni antimafia non dipendono più (soltanto) dalla “pulizia” delle imprese, ma anche (e soprattutto) dal fatturato, significa che qualcosa non sta andando come dovrebbe. Significa che anche ciò che dovrebbe in qualche modo esulare dal tecnicismo degli economisti viene piegato a interessi meramente economici. Eppure è proprio quello che sta succedendo: secondo la bozza dell’Autorità garante nella concorrenza e del mercato le imprese per accedere alle agevolazioni antimafia non devono solo essere pulite, ma anche avere un fatturato minimo di due milioni di euro. Ergo: le piccole e medie imprese sono abbandonate a loro stesse. Senza aiuti dallo Stato, sarà la mafia a intervenire.

 

di Carmine Gazzanni

the-goldman-sachs1L’economia non può essere al di sopra di tutto. Non può essere al di sopra della politica. Non può essere al di sopra della morale. Non può essere al di sopra della società civile. Il rischio, se così fosse, è che ci ritroveremmo in una realtà antipolitica (quella vera. Altro che Grillo), immorale e incivile. Da quando però a Palazzo Chigi è arrivato Mario Monti quello che sembrerebbe essere stato impiantato è proprio questo: con la scusa dello spread e del “ce lo chiede l’Europa”, l’economia ha preso il sopravvento su tutto il resto.

Basta guardarsi indietro, agli undici mesi di governo trascorsi, per rendersene conto. Ma anche guardandosi avanti le cose non vanno meglio. È quanto accaduto, infatti, anche poco tempo fa con le agevolazioni antimafia messe in palio per premiare le imprese che si mantengono “pulite” resistendo alle pressioni malavitose. Sembrerà assurdo, ma la bozza dell’Autorità garante nella concorrenza e del mercato fa un discorso anche e soprattutto economico: ti premio se hai un certo fatturato. Che poi tu non abbia collusioni, ben venga.

Ma andiamo con ordine. Già perché è stato proprio il governo Monti a introdurre un meccanismo di premialità per le aziende virtuose sotto il profilo della legalità con una norma inserita nel “decreto liberalizzazioni” (decreto-legge n. 1 del 2012, convertito con modificazioni dalla legge 24 marzo 2012, n. 27). Cosa prevede questa norma? In pratica, per le aziende che dimostrano di sfuggire a qualsiasi collusione con le organizzazioni criminali si mette a disposizione una sorta di regime economico agevolativo: dalla maggiore facilità di accesso al credito ad una via preferenziale nei rapporti con la pubblica amministrazione, specie in caso di commesse e appalti. Agevolazioni volte a compensare eventuali costi esterni (tra cui racket e concorrenza sleale) riconducibili alla presenza delle organizzazioni criminali nei loro mercati di riferimento e a rendere preferibile per le aziende stesse la scelta di un’attività onesta. Per stabilire quali aziende premiare e quali no si è deciso di introdurre una sorta di “rating di legalità”, una vera e propria classifica determinata da alcuni parametri.

Ma ecco che arriviamo allora al punto. Il 13 agosto 2012 l’Autorità garante nella concorrenza e del mercato ha pubblicato sul sito una bozza di regolamento al fine di raccogliere le valutazioni dei soggetti interessati in vista dell’emanazione definitiva dello stesso. Secondo l’articolo 5-bis del decreto-legge le aziende interessate a richiedere l’assegnazione del rating di legalità dovrebbero essere in possesso, tra gli altri, dei seguenti requisiti: sede sul territorio nazionale e – attenzionefatturato minimo di due milioni di euro riferito alla singola impresa o al gruppo di appartenenza. Come dire: la tua legalità la misureremo anche dal tuo fatturato.

Il rischio, semmai la bozza dovesse restare così com’è, è evidente: diverse piccole e medie imprese avrebbero difficoltà ad accedere alle agevolazioni e, soprattutto in un periodo di austerity come quello che stiamo vivendo, molte di queste potrebbero fallire nella nobile volontà di restare “pulite”. Oppure – peggio ancora – potrebbero decidere di “piegarsi” a questo o quel mafioso. Nella semplice ragione di dover sopravvivere.

È evidente che non si possa qualificare un rating di legalità anche su basi economiche. Ma si è arrivati anche a questo. Tutto ha un costo.

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