ANNA FINOCCHIARO/ Un senatore un perché. Arriva l’ennesima sparata: “Viva la Tarantola in Rai!”

Anna Finocchiaro è incredibile. È una di quei pochi parlamentari che, appena apre bocca, riesce a creare il caos. Dentro e fuori il partito. E così, dopo aver espresso pareri sindacabili sulla legge elettorale, torna alla ribalta sull’elezione a presidente Rai di Anna Maria Tarantola. La senatrice si dice felice perché “ai vertici della più grande impresa culturale del Paese sia chiamata una donna” e perché con lei “si mette finalmente in condizione l’azienda di operare per il proprio rilancio”. Fa niente se la Tarantola non sappia niente di televisione (è vicedirettore generale di Bankitalia) e se questa stessa elezione era stata criticata anche da Bersani. E i suoi fan su facebook la tartassano.

di Antonio Acerbis

anna_finocchiaroÈ il 12 luglio, quattro giorni fa. È appena stata eletta Anna Maria Tarantola alla presidenza della Rai. Scrive Anna Finocchiaro su facebook: “Il voto in commissione di Vigilanza che ha completato l’assetto dei vertici Rai è doppiamente positivo. Innanzitutto si mette finalmente in condizione l’azienda di operare per il proprio rilancio, ma cosa ancor più significativa è che ai vertici della più grande impresa culturale del Paese sia chiamata una donna. La presidenza di Anna Maria Tarantola è caratterizzata inoltre da una forte presenza femminile all’interno del consiglio d’amministrazione e questo segna indubbiamente un importante cambio culturale per il nostro Paese. Mi auguro che questa novità si faccia sentire nelle scelte e nella gestione operativa affinchè un patrimonio culturale e industriale del nostro Paese trovi nuovo slancio e sia motore propulsivo di una cultura moderna e affacciata sul futuro”.

Insomma, meglio di così, secondo la Finocchiaro, non poteva andare. Innanzitutto perché la Tarantola è donna. E poi perché ora “si mette finalmente in condizione l’azienda di operare per il proprio rilancio”. Fa niente se la Tarantola non sappia granchè di televisione, dato che fino ad oggi ha lavorato in banca: da anni in Bankitalia e dal 2009, addirittura, vicedirettore generale. Non solo. Lo stesso Bersani era stato molto critico sull’elezione del nuovo cda in Rai: “Mentre la gente sta vivendo i problemi che sappiamo – aveva detto intervenendo alla Camera – ho visto che il gruppo dirigente del Pdl si è mosso verso palazzo Chigi, è stato ricevuto per discutere di Rai. Pesi e misure. Se il Pdl ritiene di essere il padrone della tv pubblica, vorrà dire che il canone lo pagano loro”.

Niente. Per la Finocchiaro non c’è Bersani che tenga. D’altronde non è nemmeno la prima volta che il capogruppo Pd al Senato incorre in dichiarazioni poco felici. Era maggio quando il Pd decide di bocciare l’emendamento presentato dall’Idv sul taglio delle pensioni d’oro ai manager pubblici. La democratica commenta: “Ce l’aveva chiesto il Governo”. E giù critiche. Passa qualche mese e solo pochi giorni fa Anna Finocchiaro si pronuncia sulle modifiche alla nuova legge elettorale: “Il Pd vuole che i cittadini scelgano gli eletti, ma se qualcuno vuole una legge elettorale con le preferenze sappia che non siamo disponibili”. Pioggia di insulti.

E ora l’elezione della Tarantola a presidente di mamma Rai. Ed anche questa volta le critiche non sono mancate. Su diciotto commenti al post, non ce n’è uno in cui si dica “grande Anna” o anche un semplice “hai ragione”. Nulla. Scrive invece Gennaro: “Veramente una gran bella notizia, soprattutto in questo momento storico in cui il paese, grazie alle vostre politiche, sta precipitando disastrosamente ed inesorabilmente verso il baratro economico”. Si chiede Domenico: “Ma che c’entrano gli organi riproduttivi con le capacità intellettuali o manageriali?”. E poi Ettore: “ora posso dormire tranquillo tranquillo, grazie senatrice Finocchiaro, grazie per averci ricordato questo passaggio importante per il nostro futuro. Rimango in trepidante attesa del prossimo suo comunicato”.

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