Amministrative Sicilia, sono 141 i comuni al voto: M5S alla prova del nove, Pd e Pdl rischiano grosso

Domenica 9 e lunedì 10 giugno non sarà soltanto giornata di ballottaggi. C’è anche un primo turno importante e riguarda 141 comuni della Sicilia. Sarà un test cruciale sia perché è il primo dopo le consultazioni politiche di febbraio e sia perché arriva a soli otto mesi dalle regionali di ottobre 2012. Sorvegliati speciali non solo il Movimento Cinque Stelle, chiamato a confermare il clamoroso risultato delle regionali 2012, ma anche Pd e Pdl che invece rischiano l’ennesima figuraccia.

 

di Viviana Pizzi

amministrative_sicilia_dove_come_si_votaI partiti che saranno più sotto l’occhio del ciclone saranno quelli che sostengono la Giunta Crocetta: il Pd e l’Udc. Un test importante anche per il Movimento Cinque Stelle che, come è avvenuto nel resto d’Italia, non potrà avere un confronto diretto con le amministrative passate ma è reduce dal successo delle elezioni dell’ars.

Quali sono i comuni più grandi impegnati nel voto? I capoluoghi di provincia sono 4: Catania, Messina, Ragusa e Siracusa. Tutti governati finora dal Pdl che è chiamato anch’esso a una sfida importante.

Ora vediamo città per città chi sono i candidati e il confronto con l’elezione precedente.

CATANIA: STANCANELLI RIPROVA A FAR TRIONFARE IL PDL

La città di Catania è quella in cui il centrodestra ha conservato quasi intatta la sua sfera d’azione. Sarà comunque una corsa a sei dove Raffaele Stancarelli, sindaco uscente sostenuto dal Pdl e due liste civiche prova a riconquistare il Comune. Avversario eccellente nel centrosinistra: si tratta dell’ex senatore Pd Enzo Bianco. Sindaco di Catania dal 1988 al 1989 quando ancora il sindaco si votava in assemblea e riconfermato nel 1993 fino al 2000 ricoprendo due mandati.

 

Lo scontro tra di loro sarà di certo il più interessante ma non si può non tener conto degli altri avversari. II Movimento Cinque Stelle parla al femminile e presenta la docente Lidia Adorno. Il quarto avversario è Maurizio Caserta appoggiato da una lista Civica e professore universitario. Rifondazione Comunista candida Matteo Iannitti mentre Tuccio D’Urso ex dirigente del Comune ci prova con una formazione locale.

Cosa successe nel 2008? In una città già governata da Umberto Scapagnini, medico personale di Berlusconi, il centrodestra candida l’attuale primo cittadino che si aggiudica la partita al primo turno con il 54,59%. Secondo fu Nello Musumeci (candidato anche alle regionali 2012 con il Pdl) che allora si presentò con una lista civica federata e La Destra e ottenne il 25,16% delle preferenze. Terzo il centrosinistra con Giovanni Burtone che arriva a un misero 17,87%.

Per Stancarelli non sarà facile bissare il risultato di cinque anni fa vista anche la discesa in campo del Movimento Cinque Stelle. La partita è comunque aperta.

MESSINA: IN CINQUE PER IL POSTO DA PRIMO CITTADINO

messina_mare_sicilia_profumoQui non c’è nessun ex sindaco da eleggere. La città è infatti commissariata quando Giuseppe Buzzanca sostenuto dal Pdl si è dimesso ad agosto  dello scorso anno dopo due mandati provando a sedere in consiglio regionale. Tuttavia non gli è riuscita perché è stato trombato. Prima di questo però nella sua storia era decaduto dalla sua carica per peculato d’uso nel 2003 e per fatti relativi al 1995 quando era presidente della Provincia di Messina. Tuttavia la condanna in primo grado fu estinta e lui tornò al suo posto.

Nel 2008 vinse contro Francantonio Genovese del Pd decaduto anch’egli per irregolarità nella competizione elettorale. Buzzanca venne eletto con il 51,05%, appoggiato da una coalizione che comprendeva Pdl, Udc e numerose liste civiche. Il suo avversario oggi parlamentare Pd che si fermò al 38,42%.

Cinque anni dopo sono 5 i candidati che si giocheranno il tutto per tutto per la poltrona di sindaco: Renato Accorinti con “Cambiamo Messina dal Basso”, Gianfranco Scoglio di Nuova Alleanza, Felice Calabrò del centrosinistra, Enzo Garofalo del PdL, Maria Cristina Saija del Movimento 5 Stelle, Alessandro Tinaglia di Reset.

SIRACUSA: CORSA A  OTTO PER LA POLTRONA DI SINDACO, PDL SPACCATO

Sono otto i candidati alla poltrona di sindaco per la città di Siracusa. Si tratta di Paolo Ezechia Reale,  sostenuto da cinque liste civiche di stampo pidiellino. I berluscones ufficiali però hanno deciso di puntare  su  Edy Bandiera sostenuto anche da Centro Democratico, Italiani in Movimento e con Edy per Siracusa. Pd, e Il Megafono puntano  Giancarlo Garozzo. Il Movimento Cinque Stelle invece ha candidato Marco Ortisi. Tra gli altri c’e’ ancora una volta anche l’ex senatore Franco Greco, avvocato, 70 anni, alla guida della lista “Un volto pulito. Lista Franco Greco”. Si chiama “Siracusa risvegliati”, invece, il movimento dell’ex assessore provinciale Gianni Briante , Correranno da soli anche Santi Pane e Giuseppe ‘Pucci’ La Torre.

Alle amministrative del 2008 Roberto Visentin, appoggiato da Pdl e Udc fu premiato dal 56,64% degli elettori. Il candidato del Pd, Roberto De Benedictis, si fermò invece al 33%.

Ora che lo scenario politico si è adeguato a quello regionale e nazionale sarà difficile anche qui che i berlusconiani riescano a centrare nuovamente l’obiettivo della conquista del palazzo.

 

RAGUSA: SEI  CANDIDATI CHE CORRONO PER UN POSTO DI SINDACO

A  Ragusa la partita sarà giocata da sei partecipanti: si tratta di Federico Piccitto candidato con il Movimento 5 Stelle,  Giovanni Cosentini sostenuto da Megafono Lista Crocetta, Pd, Udc, Territorio e Ragusa domani.   Contro di loro anche Franco Antoci appoggiato da Pdl, Ragusa protagonista, Movimento civico ibleo, Enrico Platania di Movimento Città,  Francesco Barone con liste civiche Idee per Ragusa e Costruiamo il futuro e  Giovanni Iacono con lista civica Partecipiamo.

Fino al termine delle elezioni la città sarà retta dal commissario Margherita Rizzo che ha sostituito il primo cittadino uscente Nello Di Pasquale dimessosi dopo essere stato eletto alle regionali dello scorso anno a sostegno di Crocetta.

Il primo cittadino nel 2006 e anche nel 2011 (quando si è votato la scorsa volta) non era col centrosinistra ma col centrodestra sostenuto da Pdl, Udc e Fli. Il suo è stato quindi un vero e proprio salto della quaglia.

Nel 2011 Di Pasquale aveva ottenuto il 57,19% dei consensi al primo turno, mentre lo sfidante del Pd, Sergio Guastella, si era fermato al 38,26%.

ECCO TUTTI GLI ALTRI PICCOLI COMUNI DOVE SI VOTA

amministrative_sicilia_dove_come_si_vota_2013Si tratta di 141 comuni su 390. Quattro i capoluoghi di provincia, trentanove con più di diecimila abitanti e quindi per la legge elettorale siciliana soggetti a ballottaggio (al contrario del continente e della Sardegna dove ce ne vogliono 15 mila per il secondo turno ndr) e 102 con meno di diecimila abitanti.

Diciassette in provincia di Agrigento, sei in quella di Caltanissetta e 25 in quella di Catania. Nell’ennese si va alle urne in otto comuni e in provincia di Messina in 35 seguita da quella di Palermo con 26. Nel ragusano si vota in quatto comuni, nel siracusano in 8 e nel trapanese in 12.

Si tratta comunque di un terzo dell’isola mobilitata. Il turno di ballottaggio, nei comuni in cui non si raggiungerà il 50% più un elettore per l’elezione del primo cittadino è previsto il 23 e 24 giugno.

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