AMMINISTRATIVE 2011/ Province e comuni al voto, qual è il bilancio?

Questa tornata elettorale è stata determinante non solo perché, come abbiamo visto, coinvolge centri politici importanti, ma anche perché saranno chiamati a votare cittadini di diverse città e province e, dunque, è possibile tirare un bilancio abbastanza verosimile anche su quelli che potrebbero essere gli scenari per le prossime politiche.

di Carmine Gazzanni

elezioni_2011_15_16_maggioIniziamo dalle provinciali. La situazione a riguardo è abbastanza equilibrata, pochi sono stati i colpi di scena. In alcuni casi, infatti, il centrosinistra ha riportato vittorie schiaccianti, come ad esempio, a Gorizia dove Gherghetta vince al primo turno contro la sfidante Vecchi, riconfermandosi Presidente della Giunta provinciale; stessa situazione si profila a Trieste dove la Presidente uscente Poropat probabilmente dovrà affrontare il ballottaggio, ma non dovrebbero esserci grossi rischi per la sua riconferma. E ancora Lucca e Ravenna: il centrosinistra riporta risultati straccianti, rispettando le previsioni pre-elettorali.

In altri casi, però, a stravincere è la coalizione di centrodestra: è il caso di Campobasso, dove De Matteis si impone facilmente al primo turno, favorito certamente da una gestione a tratti discutibile del presidente uscente D’Ascanio e dalla divisione tra Pd e Idv che si presentano con due candidati diversi. Muraro, candidato del centrodestra a Treviso si riconferma con una vittoria schiacciante contro la candidata del centrosinistra Casellato che non va oltre un povero 33%.

A Reggio Calabria, invece, il centrodestra ribalta il risultato delle precedenti amministrative: nel 2006 vinse il candidato di centrosinistra Giuseppe Morabito già al primo turno; ora si va al ballottaggio con in testa il candidato pidiellino Giuseppe Raffa che dovrebbe vincere facilmente. C’è da precisare, a tal proposito, che certamente il test reggino va seguito con un occhio di riguardo; nelle liste in appoggio di Raffa, infatti, troviamo personaggi poco invidiabili: tra i candidati ritroviamo Gaetano Rao, denunciato nel 1983 per associazione mafiosa e nipote del boss deceduto Giuseppe Pesce; Michele Marcianò, che aveva documentati rapporti con il latitante Cosimo Alvaro, boss di Sinopoli; Francesco Barbieri, ex sindaco di San Ferdinando sciolto per infiltrazioni mafiose; Roy Biasi, rinviato a giudizio per peculato.

Altre situazioni, invece, si preparano ad essere decisamente incandescenti: a Vercelli, ad esempio, Vercellotti (centrodestra) e Bobba (Pd) si preparano al ballottaggio in un clima assolutamente caotico. Nella provincia laziale, infatti, in perfetta ottica bellum omnium contra omnes, sono andati tutti contro tutti: Idv con un proprio candidato, Udc con un proprio candidato, Fli con un altro proprio candidato. Sarà interessante, dunque, vedere quali saranno le alleanze che si stipuleranno e per le quali si comincerà a trattare sin da domani. Stessa situazione “babelica” anche nelle Province di Mantova e Macerata, dove i candidati di centrodestra e centrosinistra si sono spalleggiati fino all’ultimo divisi da pochi punti percentuali e, dunque, lasciando i giochi ancora aperti.

Passiamo ora ad altre città profondamente importanti. Anche qui andiamo incontro a risultati schiaccianti, com’è quello riportato da Vincenzo De Luca che arriva a toccare quasi la soglia del 75%, mentre l’Idv, dopo l’appoggio alle regionali, ha deciso di correre con una lista autonoma dalla coalizione che appoggia De Luca e ha fatto una magrissima figura raccogliendo neanche un 3%. Schiaccianti risultati del centrosinistra anche – come ci si poteva aspettare – a Arezzo, Siena e Olbia dove a sostenere il sindaco uscente Giovannelli, infatti, c’era il primo “Cln antipremier” come l’hanno definito in molti: nella coalizione i partiti di centrosinistra, ma anche Udc, Fli e Api.

Il centrodestra, invece, che certamente non può sorridere ai risultati di questa tornata, riporta comunque importanti successi soprattutto in Calabria con le vittorie di Catanzaro e Reggio. A Catanzaro, infatti, il candidato Michele Traversa supera il 60% delle preferenze strappando in questo modo al centrosinistra la città calabrese; anche nel capoluogo di regione il candidato del centrodestra Demi Arena stravince al primo turno. E qui si ripresenta la stessa situazione di cui parlavamo prima: così come per le provinciali, infatti, anche alle comunali abbondano indagati e candidati poco raccomandabili. Lo stesso Arena, infatti, è indagato per smaltimento illegale di rifiuti quando era amministratore unico dell’Atam.

Si andrà, invece, al ballottaggio a Grosseto, dove comunque il centrosinistra parte da una posizione privilegiata (al primo turno Sel e Rifondazione hanno corso da soli); a Trieste, dove inaspettatamente è la coalizione di centrosinistra a guidare i giochi ribaltando così i risultati delle precedenti amministrative.

A Rimini e Crotone, invece, la situazione è assolutamente indecifrabile. Nella città romagnola si andrà al ballottaggio con in testa il candidato del centrosinistra Andrea Gnassi, ma il candidato pidiellino Renzi potrebbe contare sull’appoggio sia dell’Udc che di Fli che hanno corso con due liste autonome. Si registra, ancora, un risultato sorprendente del Movimento 5 Stelle che supera addirittura il 10% di preferenze. Per quanto invece riguarda la città calabrese sono le liste civiche che sorprendono e che, probabilmente, saranno determinanti: Pasquale Senatore, con tre liste civiche che lo appoggiano, ha raggiunto il 18%; Giuseppina Regalino, invece, il 17%. Sarà importante vedere a chi andrà il loro appoggio nel ballottaggio che vedrà contrapposti Dorina Bianchi, candidata di centrodestra, e Peppino Vallone, sindaco uscente di centrosinistra, che per ora conduce i giochi con un vantaggio percentuale abbastanza rassicurante (+ 15%).

Insomma, il quadro è abbastanza equilibrato, ma certamente pende a sfavore di Berlusconi: la coalizione di centrosinistra ha certamente perso città importanti, soprattutto in Calabria, ma ne ha acquistate diverse altrettanto determinanti, soprattutto al Nord. Ciò che colpisce è la magra figura che in molte città hanno fatto Idv e Lega: i partiti più in crescita negli ultimi anni sono andati incontro ad una pesante battuta d’arresto e, stando da quanto si legge sul web, pare che ciò sia dovuto per i primi ad un’organizzazione interna gerarchica che non convince soprattutto i giovani; per i secondi ad un’alleanza con Berlusconi che, dopo i fatti di Libia, rassicura sempre meno. E infine il Movimento 5 Stelle, che si conferma in ottima salute: non più “outsider”, ma forte realtà che comincia ad essere presa sul serio – finalmente – anche da media e politici.

Ultima curiosità: anche ad Arcore, a casa del Cavaliere, il Pdl non tiene e si presenterà al ballottaggio sconfitto al primo turno dal Pd. C’è chi vince e c’è chi perde, dunque. Ma un solo certo sconfitto: Silvio Berlusconi, il quale aveva giocato tutto sulla sua persona, promuovendo una sorta di referendum pro-anti Silvio. Bene, hanno vinto gli anti.


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