AMBIENTE/ Corrado Clini, il neo Ministro e un programma (in)sostenibile: nucleare, Ogm e inceneritori

di Andrea Succi

Se non ci fosse bisognerebbe inventarlo. Se gli altri tecnici chiamati a risollevare l’Italia sono furbi e lungimiranti come lui, il neo Ministro dell’Ambiente Corrado Clini, allora siamo veramente in ottime mani. E se del Passerotto di Banca Intesa si è occupato – benissimo – Travaglio nella puntata di ieri sera di Servizio Pubblico, noi preferiamo concentrarci su Clini. Perché ? Semplice: è un caso umano. Come definire altrimenti un Ministro dell’Ambiente favorevole a nucleare, Ogm e inceneritori?

Il neo Ministro all'Ambiente Corrado CliniNemmeno l’anziano Sabelli ci poteva credere. E dire che lui ne ha sentite tante. Ma una così grossa non l’ha sparata nemmeno Scilipoti. Quando nella puntata di ieri di “Un giorno da pecorail Ministro all’Ambiente Corrado Clini si è dichiarato favorevole per un ritorno al nucleare, ma solo “a certe condizioni” sia chiaro (quali?), quelli di Radio Due si stavano sfregando le mani. Pubblicità gratis assicurata, ne avrebbero parlato tutti. È chiaro: come si può essere talmente idioti da tirare fuori il nucleare dopo che oltre il 90% degli italiani ne ha sancito il definitivo affossamento? E il referendum si è tenuto a giugno scorso, mica nel ’48!

Povero Clini, nemmeno il tempo di insediarsi e già vuole scoprire tutte le sue carte. O meglio, svelare gli ordini che ha preso. E sì, perché non contento il Ministro ha espresso note positive per gli Ogm, “ma solo nelle zone dissestate”, e per gli inceneritori, “dove non ci sono servono”. Un idiota, appunto. Che però ha un curriculum lungo quanto la Salerno-Reggio Calabria e fa parte di quella schiera di Professori schierati da Monti (e chissà da chi altro…) per far uscire l’Italia dalla crisi.

Il problema dei rifiuti? No problem: inceneritori ovunque. L’energia? No problem: si torna al nucleare. La Liguria si sbriciola sotto la pioggia scrosciante? No problem: piantiamo gli Ogm.

Se queste boiate fossero uscite dalla carnosa bocca di Stefania Prestigiacomo a quest’ora ci sarebbe l’assedio degli Indignados sotto il Ministero. E invece, solo perché le ha pronunciate il tecnico Clini, sembra che la protesta si sia addolcita, che abbia assunto un aspetto caramellato e consono al rispetto che si deve nei confronti dei poteri forti: mieloso.

Vabbè, ma si può sempre barattare l’intellighenzia del Ministro Clini con la discontinuità messa in campo: nulla a che vedere con il Berlusconismo. Anche qui, doccia fredda. Chi si aspettava una rottura totale col passato rimarrà presto deluso: Corrado Clini è infatti Direttore Generale del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio dal 1990. L’italiano, amante deluso da B., si ritrova con uno che ha superato indenne non solo il trapasso da Prima a Seconda Repubblica, ma persino il ventennio di Arcore. Cambiamento quindi? Di ufficio, certo, visto che Clini passa dai piani inferiori ai piani alti del dicastero di Via Cristoforo Colombo. Come direbbe Ligabue, “chi si accontenta gode, così così..”.

Chi si preoccupa sbaglia, chi vede complotti ovunque è il solito italiano masochista, perché Clini ha inviato, nella serata di ieri, un comunicato di smentita che non lascia spazio a dubbi: “Non ho certo intenzione di riaprire una questione (il nucleare, ndr) già risolta in modo chiaro con il referendum e sono impegnato da anni nella promozione e nello sviluppo delle energie rinnovabili.” Si era scordato del referendum – può capitare a qualunque giovanotto di 64 anni – ed è stato bruscamente risvegliato con un pizzicotto. Ci ha preso tutti in giro quel burlone di Clini, impegnato da anni “nella promozione e nello sviluppo delle energie rinnovabili”.

Quali? Ma gli inceneritori, è chiaro. Sentite cosa pensa in proposito il neo-comico all’Ambiente: “Queste polemiche sulla mancanza di sicurezza ambientale degli impianti di termovalorizzazione non hanno alcun fondamento. Servono impianti di questo tipo in Campania, così come in Sicilia, in Puglia, nel Lazio, in Liguria: per essere chiari, dove non ci sono servono.

Nell’intervista, concessa nel 2008 all’Agenzia Giornalistica Italia (AGI Energia), Clini già guardava al futuro. Proponendo soluzioni cangianti:“Per risolvere la questione da un lato deve prevalere l’etica della responsabilità e dall’altro gli italiani che non vogliono gli inceneritori dovrebbero andare a Copenaghen, a Brescia o a Venezia per vedere che i termovalorizzatori funzionano e che non hanno determinato effetti ambientali o sanitari negativi per la popolazione.”

Capito: chi non vuole l’inceneritore vada in gita – a spese proprie, chiaramente – a Brescia o in Danimarca. Si accorgerà di quanto siano melliflui gli inceneritori. E chissenefrega se i problemi di salute e d’inquinamento siano stati accertati da più parti. L’importante è vedere con i propri occhi la modernità delle strutture, il luccichio dell’acciaio sotto il sole danese. Degli effetti a lungo termine importa ‘na sega (direbbero al Vernacoliere).

Ma il treno ad alta velocità Clini, nel senso che spara fregnacce a raffica, non è solo questo. No. C’è dell’altro. Gli Ogm ad esempio. Gli organismi geneticamente modificati che i contadini di tutto il mondo vedono come il fumo negli occhi, secondo il tecnico Clini “in molti casi fanno bene (quali?), in altri possono essere pericolosi (quali?)”. La chiarezza d’intenti non è il suo forte, tanto che – continua il Ministro – “in Italia sarebbero meno indicati, ma forse in alcune aree anche utili“. Il crac arriva quando spiega dove sarebbero utili: “Dove c’è dissesto, per esempio, come in alcune zone appenniniche, dove si potrebbero studiare piantumazioni ad hoc che possano conservare la sicurezza dei suoli e aumentare l’assorbimento del carbonio”.

Secondo l’insigne Professorone, chi crede che il dissesto idrogeologico si sconfigga con una corretta manutenzione del territorio si sbaglio di grosso. Se solo a Genova avessero coltivato Ogm…

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