Alleanza Monti-Berlusconi? Il piano del Cav. per riprendersi l’Italia spacca Scelta Civica

Nonostante il Governo Letta sia ancora nella culla, c’è già chi si organizza per andare oltre. Come confermato dallo stesso Monti, la prossima alleanza elettorale tra Pdl e Scelta Civica è nell’ordine naturale delle cose, ancor più oggi che i due dinosauri della politica si trovano a braccetto per sostenere il governo di Letta jr. Prospettive future? Per l’Italia drammatiche: solo immaginare quel che potrebbero combinare insieme mette i brividi. E “Sciolta Civica” (copyright Dagospia) si spacca di fronte all’abbraccio col Caimano. Anche perché, visto l’esempio del Pd, c’è poco da stare allegri.

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Un sospetto che diventa quasi certezza, e che rischia ulteriormente di far implodere Scelta civica: la prospettiva di un accordo, una vicinanza, una stretta con Silvio Berlusconi, ora più facile nel nome delle larghe intese al governo. Sospetto che tra le diverse anime del movimento è nato negli ultimi giorni, quelli della trattativa sul governo, e che la stessa composizione della squadra Letta porta a confermare, oltre alle dichiarazioni dello stesso Monti a Otto e mezzo, venerdì. Oggi poi, durante l’assemblea del gruppo pre-voto di fiducia, il Professore avrebbe ribadito il concetto. E allora, apriti cielo.

Un’alleanza con Berlusconi potrebbe esserci, diceva Monti su La7, “dipenderà dalle politiche fatte nel frattempo, dalla credibilità conseguita e dalle alternative; la cosa di cui il paese ha bisogno è andare avanti con le riforme”. Concetto ribadito oggi davanti ai parlamentari: quello che nei mesi scorsi era impensabile, avrebbe detto Monti, per il futuro non si può escludere. Tutto, molto, dipende dalle politiche del governo Letta, da quanto il nuovo esecutivo – dove Monti ha fortemente voluto che fosse riconfermato Enzo Moavero, ministro a lui vicinissimo, protagonista di tutta la partita montiana dell’Italia in Europa – riuscirà a coniugare la crescita con il rigore. Soprattutto sul terreno fiscale, smorzando l’azione sull’Imu, non cedendo al Pdl sulla restituzione – per il Professore una follia -, ma agendo con gradualità.

Argomenti che hanno trovato Casini e la pattuglia centrista naturalmente d’accordo ma che non hanno convinto, anzi, gran parte dei parlamentari, scettici se non apertamente contrari. Pesa ancora, tra deputati e senatori di area montezemoliana provenienti da Italia futura, la rappresentanza di Scelta civica al governo (oltre a Moavero voluto da Monti, Mario Mauro, ex Pdl): nessuna delle “forze migliori”, per dirla con Andrea Romano. E nessuno nei ministeri strategici per i temi dei Civici: economia, università, scuola, lavoro, sviluppo. Scelte che scontentano anche i cattolici, in primis l’ala che fa capo ad Andrea Riccardi, che pure puntava su una riconferma.

Malumore quindi, che non dovrebbe sfociare in sorprese sulla fiducia al Governo Letta essendo aperta la partita su sottosegretari, vice ministri, presidenze di commissioni. Ma che si rifletterà certamente sulle prossime scelte dentro Scelta civica, a partire dalla sostituzione di Mario Mauro per il capogruppo al Senato.

 

LEGGI DALLA FONTE ORIGINALE – Martina Rossi De Cecchi su Huffingtonpost.it

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