Airola (M5S): “Diciamo solo no? È Napolitano che ha respinto l’ipotesi di grandi personalità”

Alberto Airola, neoparlamentare a 5 Stelle, rintuzza – in un’intervista a Linkiesta.it – gli attacchi che negli ultimi giorni provano a travolgere il Movimento, addossando loro la colpa della situazione in cui ci troviamo. Non siamo mai stati grillini, e le nostre inchieste al vetriolo su Casaleggio&Co. lo dimostrano, ma francamente la situazione in cui ci troviamo, questo Truman Show degli orrori, in cui riusciamo ad accettare tutto e il contrario di tutto, merita forti chiarimenti. Che Airola fornisce senza esitazione.

 

airola_alberto_m5sAlberto Airola è sul tram, di ritorno dalle celebrazioni romane per il 25 aprile: «la Resistenza e la Costituzione sono patrimoni da salvaguardare». Il senatore del M5s sa bene che nelle stesse ore si gioca la partita del nuovo esecutivo guidato da Enrico Letta, ma la posizione del Movimento è chiara: «andremo all’opposizione, d’altronde la nostra carta era Rodotà».

Niente barricate in Parlamento, ribadisce Airola a Linkiesta, «voteremo le cose utili al paese, che comunque ha bisogno di un’opposizione seria». Stavolta i grillini non sono soli, al loro fianco viaggiano i vendoliani di Sel, con cui già condividono le battaglie di politica estera, Tv e diritti civili, nel solco di un dialogo destinato a crescere. «Ci accusano di essere sfascisti, ma noi abbiamo rotto questo sistema senza fare nulla di particolare, siamo rimasti coerenti al programma, la gente mi ha votato perché io non facessi alleanze».

Senatore, porte chiuse al Pd e a Letta?

Di certo non faremo il governo con Pd, con loro avremmo aperto un dialogo se avessero votato Rodotà presidente della Repubblica.

In quel caso che avreste fatto?

Rodotà sarebbe stato una garanzia di altissimo valore. Avremmo potuto valutare una collaborazione per il nuovo esecutivo, magari decidendo di non entrare in aula e far insediare il nuovo governo o magari votando la fiducia. Ma oggi c’è un altro punto.

Quale?

La giunta parlamentare per le elezioni avrebbe potuto affrontare il caso dell’eleggibilità di Berlusconi, ma non è stato fatto per la resistenza dei partiti. Un segno eclatante della volontà che c’era in gran parte del Pd di voler arrivare alla situazione di oggi.

Berlusconi non va battuto politicamente?

Certo, ma qui ci sono leggi da rispettare. Nella fattispecie parliamo di una che è stata ignorata per tanto tempo.

Vi sentiti garantiti da Napolitano?

Ho molti dubbi sul suo operato, soprattutto ora che non ha seguito strade condivisibili. È il presidente della Repubblica, siamo rispettosi della sua figura, ma non delle sue scelte politiche. A cominciare dalle primissime consultazioni al Colle avute con Crimi e Lombardi.

Si spieghi meglio.

Oltre a proporre un governo a cinque stelle, il Movimento si disse disponibile a permettere la formazione di un governo di alte figure di rango istituzionale. Ma Napolitano si è opposto, ha detto che voleva un esecutivo politico.

Voi all’opposizione: farete le barricate?

Le assicuro che non dormo la notte pensando allo stato in cui versa l’Italia. Non voglio causare danni al mio paese, dunque non farò mai un’opposizione dannosa a prescindere. Faremo proposte e vedremo come si muoverà il governo.

Però adesso non avete più il monopolio dell’opposizione alla casta. C’è anche Sel.

Sui punti su cui saremo d’accordo faremo una valutazione compatta anche con loro, come è successo col voto a Rodotà, pur mantenendo le distanze politiche. Sono curioso di vedere come verranno divise le commissioni, soprattutto quelle che storicamente vanno date all’opposizione, penso Copasir e Vigilanza Rai. Sarà una prova del nove.

airola_no_tavCon Sel avete trovato convergenze su politica estera, Tav e diritti civili. Ci sono in serbo altre iniziative?

Airaudo è anche venuto in Val Di Susa per la visita al cantiere di Chiomonte, portino fino in fondo queste scelte. Comunque con loro c’è confronto, vedremo anche quando comincerà il lavoro nelle commissioni. L’importante è andare nel concreto e iniziare a prendere decisioni, vogliamo lavorare.

 

LEGGI DALLA FONTE ORIGINALE – Linkiesta.it 

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