Adolescenza e pubertà: problemi, mutamenti e pericoli.

La tua adolescenza è qualcosa di unico perché in essa c’è una coloritura che dipende esclusivamente da te…

Adolescenza e pubertà: problemi, mutamenti e pericoli.

di CR

Vittorino Andreoli nel suo libro “Lettera a un adolescente” scrive:

“Nessuno meglio di te sa cosa sia l’adolescenza, perché la vive, ne ha esperienza diretta, anche se ti deve apparire un fenomeno, anzi una vita, che sfugge dalle definizioni tanti sono i suoi aspetti e le sue contraddizioni. […] La tua adolescenza è qualcosa di unico sia in quanto fenomeno del tempo presente, sia, naturalmente perché in essa c’è una coloritura che dipende esclusivamente da te e dalle persone che hai attorno e che la vivono, direttamente o indirettamente, con te”.

Il termine “adolescente” deriva dal latino adolescere, traducibile con “crescere”.

L’adolescente si potrebbe definire “una persona che sta crescendo, una persona che non è più…ma che non è ancora…”Non più bambino, non ancora adulto, soffre una crisi d’identità che lo porta a brancolare alla ricerca di appigli che gli diano sicurezza e che gli offrano delle certezze in cui credere.

L’adolescenza è il periodo di vita di un individuo che si interpone tra l’infanzia e la vita adulta, collocata mediamente tra i dodici e i ventidue anni, anche se è piuttosto difficile darne un’indicazione anagrafica precisa per via delle differenze individuali. Nei manuali di psicologia evolutiva gli autori fanno un’ ulteriore distinzione tra una prima adolescenza collocata tra i dodici e i sedici anni, in cui predominano i mutamenti corporei, l’organismo attraversa un rapido sviluppo, che contrasta con il precedente periodo stazionario della fanciullezza, e che raggiunge la forma definitiva dei propri organi e la maturità sessuale. Questo periodo è accompagnato da mutamenti psicologici legati allo sviluppo dell’affettività e della personalità, e l’attaccamento al gruppo degli amici.

Trascorrendo diverso tempo con ragazzi dai 16 ai 18 anni, e chiedendo loro di definirsi adolescenti o adulti, c’è stato chi con molta spontaneità ha detto: “cosa c’è prima dell’adolescenza?”; chi si dichiarava “ragazzo”, altri ancora “adolescenti”.

Bisogna fare, quindi, un’ulteriore distinzione tra adolescenza e pubertà.

L’adolescenza diversamente da quanto si crede non è un tema sovrapponibile a quello di pubertà: la pubertà infatti è solo un fenomeno biologico che annuncia l’adolescenza, che è invece un processo più ampio della semplice crescita biologica.

Non è semplice quindi in quel periodo della vita identificarsi, è come se si vivesse in un limbo, uno stato o una condizione non ben definita, di incertezza; la stessa cosa che ho provato io alla loro età. Il passaggio dall’adolescenza all’età adulta non è così semplice, a volte può essere un vero e proprio dramma.

Per quanto riguarda la sessualità, l’adolescente sperimenta l’abbandono del corpo infantile per acquisirne uno adulto. Per alcuni ragazzi tutto ciò può essere sconvolgente perché impreparati e impotenti di fronte all’esplosione del loro corpo. Il legame preferenziale con il “migliore amico” è molto forte in questa fase della vita; questo è espresso attraverso il contatto fisico, è tipico per le ragazze camminare mano nella mano o baciarsi sulle labbra.

Tale gesto assume caratteristica di rituale sia nel momento dell’incontro sia nel momento del saluto; ma come nasce il “bacio”? E quand’è che questo non viene più dato? Le ragazze ne parlano prima o ad un certo punto si baciano e basta? Credo che sia un atto che nasce e muore naturalmente ed è assolutamente normale per le ragazze che lo praticano, diversamente invece per coloro che lo osservano.

Per i ragazzi invece i contatti sono caratterizzati da maggiore aggressività. E’ tipico vedere le cosiddette “spallate” o “spintoni” accompagnati da parole volgari.

Più avanti assume rilevanza la figura del fidanzatino/a con cui si possono avere le prime esperienze che inizialmente possono essere dettate più dal desiderio di provare qualcosa a se stessi, di essere “capaci”, più che dal vero sentimento. Per questo, a volte, i rapporti possono essere deludenti: essere pronti fisicamente non vuol dire esserlo anche mentalmente.

L’aggettivo più bello per indicare l’adolescente è la semplicità, il prendere la vita con entusiasmo, non li vedi mai tristi, sorridono sempre e trasmettono una forte energia, a volte anche un po’ superficiali, non curanti del pericolo. Infatti la percezione del rischio nell’adolescente è diversa da quella dell’adulto. E’ un periodo in cui si è esposti a pericoli di ogni tipo, interni ed esterni, forse a causa della propria inesperienza della vita.

In questo periodo della vita diventano fondamentali gli amici che non sono più i compagni di giochi ma dei veri e propri confidenti, ognuno vive per l’altro, ed ogni esperienza è condivisa con l’amico.

La figura dell’amico/a del cuore ha grande importanza, ci si sente più sicuri quando si è con lui, una persona da imitare, da cui trarre spunto per formarsi una propria identità.

Forse l’amicizia in questo periodo è molto più forte del sentimento stesso che si prova verso la famiglia, vista come una prigione da cui fuggire per trovare rifugio tra gli amici, gli unici in grado di capire i tuoi stati d’animo. Infatti l’adolescente sente l’esigenza di far parte di un gruppo di coetanei, con cui trascorrere il tempo libero, condividere interessi. Aumenta il tempo libero fuori casa, con gli amici con cui si intrattiene una relazione intensa, fondata sulla condivisione di esperienze.

E’ comunque difficile vivere da adolescenti, come pure riuscire a capire un mondo così variabile e mutevole.

Come ha sottolineato Jung: “l’adolescenza è una disposizione della mente che non dovrebbe mai abbandonare la persona adulta e nemmeno anziana, e che conferisce alla psiche quell’apertura al nuovo quella duttilità, quella flessibilità, quella creatività, che costituiscono uno dei patrimoni più preziosi di ogni essere umano”.

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