Acque reflue e depuratori, l’UE contro l’Italia per 10 anni di inadempienze

In Italia ci sono 18 milioni di abitanti senza depuratore. In Molise, nonostante le stime ufficiali parlino di una copertura dell’80%, la situazione non è certo delle migliori, a causa dei cattivi funzionamenti degli impianti (Isernia su tutti) che sfruttano la scappatoia del “troppo pieno” per sversare nei corsi d’acqua reflui non depurati. Questo comporta una violazione della normativa UE in merito e un conseguente rimborso ai cittadini

 

acque_reflueBisogna infatti ricordare agli amministratori locali e alla cittadinanza che “con proprio parere n. 24 del 2008, la Corte dei conti della Campania ha preso atto di quanto affermato dalla Corte costituzionale (sentenza n° 335 del 2008) ed ha ritenuto che le tariffe per il servizio di depurazione e di fognatura non debbono essere riscosse quando le utenze siano ubicate in zone prive di depuratore e quando esse non siano allacciate alla fognatura comunale.”

Casi del genere, purtroppo, in Molise – così come nel resto d’Italia – abbondano, spesso le campagne diventano fogne a cielo aperto e i fiumi si riempiono di reflui non depurati. Conseguenza? Tanti contadini che innaffiano i campi coltivati con l’acqua di questi fiumi, si trovano costretti a “concimare” frutta e verdura con inquinanti pericolosi, ingeriti poi dagli inermi cittadini che acquistano quei prodotti “genuini della terra”.

Nell’articolo che riportiamo di seguito, tratto da EcQuo, viene fuori che “l’Italia è stata convocata davanti alla Corte di Giustizia Europea per la violazione della normativa Ue sul trattamento delle acque reflue.”


Come spiega una nota della Corte di giustizia dell’Unione europea, “il ricorso e’ volto a far dichiarare l’inadempimento dell’Italia rispetto ai suoi obblighi”, ai quali era tenuta “gia’ dal 31 dicembre 2000?.  La direttiva 91/271/Cee, ricorda la Corte del Lussemburgo, sul trattamento delle acque reflue urbane detta una disciplina organica ed unitaria sulla raccolta, il trattamento e lo scarico delle acque reflue, urbane ed industriali, al fine di proteggere l’ambiente dall’inquinamento. Il ricorso ha ad oggetto gli agglomerati con un ‘numero di abitanti equivalente’ (’a.e.’) superiore a 15mila che non scaricano in zone sensibili. Questi agglomerati devono essere dotati di un sistema di reti fognarie che rispetti determinati requisiti, assoggettate ad un trattamento secondario o ad un trattamento equivalente e soggetti a controlli secondo le prescrizioni della direttiva.

”La Repubblica italiana _ sottolinea la Corte _ era soggetta a questi obblighi, per gli agglomerati con piu’ di 15.000 abitanti equivamnenti gia’ dal 31 dicembre 2000?. Ma in molti casi ha fatto finta che la norma non ci fosse. La Commissione europea ha effettuato un’analisi su base regionale, agglomerato per agglomerato, e riguarda agglomerati situati in 12 regioni. L’analisi ha constatato che “un gran numero di agglomerati non disponevano (al febbraio 2009) di sistemi di trattamento secondario delle acque reflue urbane che permettesse di trattare, in modo completo ed in ogni momento dell’anno, tutti i reflui prodotti”. Tali agglomerati, pertanto, “non garantiscono un trattamento completo di tutto il carico inquinante generato in condizioni normali e, a maggior ragione, non garantiscono un trattamento sufficiente del carico che tenga conto delle variazioni stagionali”.
Dall’Ue non sono per ira richieste sanzioni pecuniarie, trattandosi del primo procedimento su questi fatti. Ma in caso di ulteriore inadempienza arriveranno pure quelle.

“E’ imbarazzante che il settimo Paese piu’ industrializzato al mondo abbia una situazione cosi’ disastrosa rispetto al trattamento delle acque reflue. Per il 30% degli italiani, circa 18 milioni di cittadini, non esiste depurazione e la situazione d’inquinamento che Goletta Verde e quella dei Laghi hanno riscontrato anche nel loro ultimo viaggio l’estate scorsa, conferma il quadro della Commissione europea”. Cosi’ Stefano Ciafani, responsabile scientifico di Legambiente commenta la notizia della convocazione dell’Italia davanti alla Corte di Giustizia Europea per la violazione della normativa Ue sul trattamento delle acque reflue.

”E’ una situazione che va avanti da troppo tempo – aggiunge Ciafani – rischiamo pesanti multe che l’Europa non ci condonera’. Servono 30 miliardi di euro nei prossimi 30 anni, per completare la rete di fognatura e depurazione, una grande opera pubblica assolutamente necessaria anche per evitare di spendere inutilmente i soldi dei contribuenti per imperdonabili sanzioni comunitarie”.  In particolare, secondo una elaborazione Legambiente su dati Rapporto Blue Book 2009 di Anea e Utilitatis in Italia sono 17.860.737 gli abitanti non serviti da depurazione; si attesta all’84,7% la copertura del servizio di fognatura sul territorio nazionale, mentre si ferma al 70,4% la copertura del servizio di depurazione.

Nella classifica regionale dei servizi di depurazione maglia nera va alla Sicilia con appena il 53,9% di copertura, mentre tra le piu’ virtuose risultano Molise (84,5%), Piemonte (82,5%), Veneto (78,7%) ed Emilia Romagna (78,7%).

Come lamentarci se la l’Unione europea ci chiede conto dei nostri ritardi?

 

Tratto da EcQuo


Fino al 31 dicembre 2016 puoi attivare una copertura per il rischio terremoto con sconti fino al 50%.