ABUSIVISMO/ Nuovo condono edilizio in Campania? Ecco la proposta di Nitto Palma: le mafie ringraziano

L’emendamento è a firma dell’ex Guardasigilli Francesco Nitto Palma e punta a riaprire i termini del condono del 2003. Insomma, la proposta riguarda un nuovo condono edilizio in Campania. Il motivo? Imbarazzante: impedire l’esecuzione delle migliaia di demolizioni di immobili abusivi disposte dalla magistratura. In realtà, la proposta altro non è che un favore all’illegalità e alla criminalità. Basti leggere alcuni dati per rendersene conto. Ma l’assurdo è che, in due anni questo è il sedicesimo tentativo di applicare un nuovo condono dopo quello del 2003.

di Carmine Gazzanni

abusivismo_edlizio_campania_felixSe ne discuterà la prossima settimana in Aula e, a vedere i parlamentari che già ieri sono stati molto critici con la proposta presentata dall’ex Guardasigilli Francesco Nitto Palma (Pdl), non si dovrebbe nemmeno correre il rischio che il provvedimento possa essere approvato. Stiamo parlando di un condono edilizio (l’ennesimo) in Campania riaprendo i termini di quello del 2003 (l’ultimo che c’è stato). Secondo l’ex ministro della Giustizia sarebbe necessaria una misura del genere perché così si limiterebbero le demolizioni degli immobili abusivi disposte dalla magistratura. Come se demolire case ed edifici irregolari, senza i dovuti certificati, casomai costruite in riva al mare o su una montagna, fosse più grave del reato stesso di abusivismo. E l’assurdo è che a pensare questo e a tradurlo in un emendamento sia stato proprio Nitto Palma che fino a pochi mesi fa era il titolare del ministero della Giustizia.

Ma d’altronde non ci sarebbe nemmeno da sorprendersi. Come ricordato dal presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza, da gennaio 2010 questo sarebbe il sedicesimo tentativo di riaprire i termini del condono edilizio del 2003 in Campania. Il sedicesimo. A presentarli sono stati sempre parlamentari campani (come nel caso di Nitto Palma, ndr) e, peraltro, sempre con la stessa giustificazione. Commenta infatti Cogliati Dezza: “Il movente dei senatori campani è sempre lo stesso: intervenire sulla legge nazionale, prorogando i termini del condono del 2003 per aggirare la legge regionale campana del 2004 che rende insanabili gli immobili abusivi in aree vincolate e impedire le demolizioni disposte dalla magistratura”. Insomma, il copione, da due anni a questa parte, è sempre lo stesso.

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Peccato, però, che nessuno di questi parlamentari si renda conto che l’emendamento, semmai dovesse essere approvato, altro non andrebbe che a vantaggio di illegalità ed ecomafia. Sono i dati raccolti da Legambiente a confermarlo. Basti solo pensare che secondo il rapporto Ecomafia 2012 sono almeno 258.000 gli immobili abusivi sorti tra il 2003 e il 2011, per un fatturato complessivo stimato in 18,3 miliardi di euro. Il rapporto di Legambiente riporta inoltre 6.662 infrazioni nel ciclo del cemento nel 2011, cioè 18 reati accertati al giorno, e 1964 sequestri effettuati tra immobili e pertinenze. Nelle Regioni Campania, Puglia, Calabria e Sicilia si registra il 45,7% delle infrazioni complessive. Senza dimenticare, peraltro, che “il territorio campano – aggiunge il presidente di Legambiente – è notoriamente ad alto rischio idrogeologico e paga quasi ogni anno un triste tributo, anche in termini di vite umane, alla pesante e irresponsabile cementificazione. E’ ora di mettere la parola fine a questa storia”.

Decisamente imbarazzante è anche l’abusivismo campano costiero: con 476 infrazioni accertate è la seconda regione dietro solo alla Sicilia (629 infrazioni). Ma è quanto si scrive nel rapporto “Mare Magnum 2012” che lascia allibiti, anche dopo aver parlato della proposta di Nitto Palma. “Qui da alcuni anni – si legge – il Pool Ambiente della Procura della Repubblica di Napoli si scontra oltreché con il popolo degli abusivi anche con i sindaci e con i maggiorenti nostrani della politica nazionale (vedi proprio Nitto Palma, ndr). Per salvare dalle demolizioni le migliaia di case abusive sparse tra Ischia, Procida e la provincia partenopea ci si è messo un gruppo di parlamentari eletti in quel collegio a suon di tentativi – finora naufragati – di far passare per legge un quarto condono nazionale”. Questo sarebbe allora il fine di una norma tanto scellerata: assicurarsi i voti del “popolo degli abusivi” che senz’altro occupa un’importante fetta dei collegi nei quali Nitto Palma & co. sono stati eletti. Fa niente se poi si vada a delegittimare la magistratura offrendo uno scudo più che protettivo alla malavita organizzata e, in generale, all’illegalità. Basti pensare, ancora, ad un altro dato sconvolgente raccolto da Legambiente: la città di Napoli detiene il record di case sconosciute al catasto. Ben 6.891. Numeri, insomma, spaventosamente alti.

Ma allora una domanda. Di chi sono le responsabilità? Oltreché – ovviamente – del popolo degli abusivi, non si può tacere nemmeno sulle responsabilità delle amministrazioni. A dirlo, d’altronde, anche il presidente del Tar Campania Antonio Guida durante l’inaugurazione dell’anno giudiziario 2012: “L’inefficienza e la tolleranza degli enti locali nel controllo e nella gestione del territorio e l’abusivismo dilagante e talora irresponsabile contribuiscono, oltreché la distruzione di un patrimonio naturale unico al mondo, risorsa essenziale per attività economiche, investimenti e occupazione, le conseguenze disastrose che puntualmente si sono verificate nello scorso anno”. Accanto alle colpe delle amministrazioni locali aggiungiamo – ça va sans dire – anche quelle della politica nazionale. Basti pensare ad un altro aspetto non secondario: se l’emendamento Nitto Palma dovesse passare, sarebbe il quarto condono della storia italiana dopo quello Craxi-Nicolazzi (1985), Berlusconi-Radice (1994) e Berlusconi-Lunardi (2003). Particolare: i tre condoni si sono avuti ognuno a distanza di nove anni. Dopo il 2003 sarebbe la volta del 2012. Nitto Palma ha lanciato il dado. Ora si spera che nessuno lo raccolga. Ma camorra e mafia attendono fiduciosi.

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