ABBAZIA FLORENSE/ L’opposizione sfiducia il presidente Astorino, ma tutti scordano legalità e monumento

Una mozione di sfiducia al Presidente del Consiglio Comunale di San Giovanni in Fiore. Ecco la nuova puntata dopo l’inchiesta di Infiltrato.it sulla vicenda dell’Abbazia florense, monumento del XII secolo, i cui locali sono finiti illecitamente in mano ad una società privata che ha usufruito – senza averne diritto, secondo gli atti pubblici da noi reperiti  – anche dell’accreditamento della Regione Calabria. Ora arriva, come detto, la mozione di sfiducia rivolta a Luigi Astorino (Pdl): un palese conflitto d’interessi dato che Astorino lavora nella Casa di Riposo e il Comune ha giocato un ruolo determinante negli illeciti. Il rischio, però, è che si faccia della vicenda soltanto una guerra di contrapposizione politica …

di Carmine Gazzanni

2656007606.25Ennesimo capitolo del sequel Abbazia Florense a San Giovanni in Fiore dopo l’inchiesta di Infiltrato.it, unico organo di informazione a occuparsi della questione nell’imbarazzante silenzio di media e politica, locale e nazionale. Questa volta, però, la vicenda si tinge di politico. Dopo che tanti e tanti esponenti sono rimasti in ombra, arriva finalmente una mozione di sfiducianei confronti del Presidente del Consiglio, dott. Luigi Astorino” e si chiede ”che su tale mozione possa esprimersi l’intero Consiglio Comunale affinché venga stabilita la immediata rimozione dalla carica di Presidente del Consiglio nei confronti del dott. Luigi Astorino”. A presentarla sono stati i consiglieri di minoranza del comune di San Giovanni in Fiore Giuseppe Belcastro, Domenico Lacava, Antonio Nicoletti, Giovanni Marra, Salvatore Lopez e Monica Spadafora. Ora si aspetta solo che se ne discuta in consiglio.

Gli estremi per la sfiducia ci sono tutti, come documentato da Infiltrato.it. Ma facciamo rewind e ricapitoliamo quanto accaduto nelle puntate precedenti.

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Era il 17 luglio. Il direttore di Infiltrato.it Emiliano Morrone svelava in un’inchiesta  particolari inquietanti di una vicenda dai contorni tutt’oggi poco chiari: trame di potere che praticamente investono tutti. Dai privati, fino alle istituzioni, politiche e religiose. È la storia, appunto, dell’Abbazia florense di San Giovanni in Fiore. All’interno la Chiesa vi ha gestito per decenni un’opera pia, assistendo e curando anziani bisognosi. Ecco il passaggio importante: dal 1946 i locali, del Comune di San Giovanni in Fiore, sono dati in comodato d’uso alla parrocchia. Nel 2006, per debiti d’importo fin qui sconosciuto, la parrocchia cede l’attività a privati, che ovviamente la riorganizzano per lucro.

Ed è proprio su questo passaggio che si addensano dubbi pesanti, proprio sul Comune di San Giovanni in Fiore: quando c’è stata la cessione al privato, infatti, nessuno dall’amministrazione ha alzato la voce o si è ricordato che quelle stesse strutture fossero (e siano) proprietà del Comune. Salvo il consigliere comunale dei Socialisti di Zavettieri, Angelo Gentile, l’unico ad aver interrogato l’allora sindaco, il solo ad aver indagato sulle anomalie. Nei fatti, dunque, la privata San Vincenzo De’Paoli srl è rimasta per anni nei locali dell’Abbazia. Gratis. Senza versare un solo soldo ai proprietari, cioè al Comune. Ovvero, a ben vedere, ai cittadini.

Non finisce qui. Capiamo perché: la srl, venuta in possesso dei locali per la casa di riposo, aveva infatti chiesto l’accreditamento alla Regione, la quale, per concederlo, aveva a sua volta chiesto parere al Comune, allora guidato da Antonio Nicoletti (centrosinistra). L’amministrazione, che ha citato la De’ Paoli in giudizio per il rilascio degli immobili, ha espresso parere positivo. Dimenticandosi, come detto, che la società già operava in assoluta gratuità in locali non suoi.  Una concessione, peraltro, a cui si è giunti commettendo pesanti irregolarità: il comune avrebbe infatti detto il falso dato che si legge che la “ditta San Vincenzo De’ Paoli srl” esercita “l’attività ricettiva di assistenza agli anziani fin dal 1946”, quando in realtà la società è stata fondata nel maggio del 2006. Altro illecito consisterebbe – come ci ha confermato l’avvocato Domenico Monteleone, del Comitato pro Abbazia florense – nel nome stesso della srl, poiché “i nomi di origine storica, geografica, religiosa, che rappresentano comunque un sentimento popolare non sono appropriabili perché creano confusione”. Come successo, appunto, per la casa di Riposo.

Arriviamo ad oggi e alla mozione di sfiducia. L’atteggiamento decisamente accomodante (per usare un eufemismo) da parte del Comune, infatti, potrebbe essere letto (ma il condizionale è assolutamente d’obbligo, e infatti attendiamo azioni concrete del sindaco Barile a difesa della legalità e del bene comune) come un piccolo favore fatto al Presidente del consiglio comunale Luigi Astorino che lì, alla casa di riposo, ci lavora. Ergo, è un dipendente della srl. Di quella stessa srl che ha ricevuto importanti benefici dal Comune di San Giovanni in Fiore, in cui – e il cerchio si chiude – Astorino ricopre una delle cariche più importanti.

Un più che possibile conflitto d’interessi, dunque. Tanto che anche il sindaco Antonio Barile, durante il convegno sull’Abbazia florense tenutosi il 23 agosto, ha chiaramente fatto intendere che, per ragioni di opportunità, Astorino dovrebbe dimettersi da una delle due cariche.

Una mozione di sfiducia che deve molto a quanto scoperchiato da Infiltrato.it sulla vicenda. Nessuno fino ad ora ha mosso un dito, nonostante – è bene ricordarlo – il Comune sia in causa con la srl  dal 2007 (come detto, perché occupa locali di proprietà comunale gratuitamente). Sono passati cinque anni. Intanto è cambiata legislatura ed è arrivato, appunto, Astorino a presiedere il Consiglio comunale.

Ora si aspetta di vedere che cosa accadrà nella prossima seduta, quando sarà votata la mozione. Si spera solo che la questione non si riduca soltanto a un’occasione di guerra e di contrapposizione politica. Di mezzo c’è ben altro. Ci sono poteri forti, ci sono pesanti irregolarità (non solo del Comune, ma anche responsabilità della Curia). E, soprattutto, c’è un monumento che, ancora una volta, cade nella trappola degli interessi dei singoli. Privati e non.

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