Abbazia florense: Astorino lascerà la rsa. Interviene Corcioni, presidente dell’Ordine dei Medici

Sulla complessa vicenda dell’Abbazia florense di San Giovanni in Fiore (Cosenza) abbiamo sentito Luigi Astorino (Pdl; in foto, ndr), presidente del Consiglio comunale e medico presso la residenza socio-sanitaria all’interno del monumento. C’è una causa civile fra Comune ed rsa: nel 2007 l’ente pubblico chiese al giudice il rilascio degli immobili, di sua proprietà. L’opposizione in Consiglio ha da poco presentato una mozione di sfiducia, ritenendo incompatibile la carica istituzionale di Astorino con il suo lavoro alla casa di riposo. Il Consiglio la discuterà e voterà nei prossimi giorni con scrutinio segreto. A riguardo, è intervenuto anche Eugenio Corcioni, presidente dell’Ordine dei Medici di Cosenza e Provincia.

di Carmine Gazzanni

Luigi_AstorinoSi terrà il 21 settembre il Consiglio comunale di San Giovanni in Fiore sulla sfiducia al suo presidente, Luigi Astorino. La notizia è stata appresa e riportata ieri da Infiltrato. Al massimo sarà anticipato di qualche giorno per evitare polemiche tra opposizione e maggioranza, lascia intendere lo stesso Astorino, visto che la stampa ha informato della data prima della decisione in conferenza dei capigruppo. Il politico è finito nel mirino della minoranza dopo un dibattito pubblico organizzato sul posto dal nostro direttore, Emiliano Morrone, che nella circostanza ha reso noto e distribuito un parere contenente il falso, firmato dall’allora dirigente dell’Ufficio legale del municipio, Gaetano Pignanelli. Sulla base dell’atto, la Regione Calabria accreditò nel 2007 una residenza socio-sanitaria della San Vincenzo De’ Paoli srl, ubicata in locali dell’ente pubblico interni all’Abbazia florense, monumento del XIII secolo.

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Nel documento è scritto che la srl esercita la sua attività dal 1946, mentre la sua costituzione è del maggio 2006. Sessant’anni di differenza sono troppi da giustificare come svista. Soprattutto perché la srl porta il nome dell’ospizio tenuto fino al maggio 2006 dalla parrocchia Santa Maria delle Grazie-Monastero, beneficiaria di un comodato gratuito degli stessi locali da parte del Comune. Poi l’allora parroco don Franco Spadafora, in seguito condannato per una vicenda di truffa e appropriazione indebita di beni parrocchiali, cedette causa debiti l’opera pia, che i privati trasformarono in attività di lucro. Pignanelli non sapeva? Lo spiegherà. Sulla questione il nostro direttore ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica e alla Corte dei conti.

Abbiamo sentito Astorino, medico presso la stessa residenza socio-sanitaria. L’opposizione in Consiglio comunale ha presentato una mozione di sfiducia ritenendo incompatibile la carica istituzionale di Astorino con il suo lavoro alla residenza socio-sanitaria. Sarà discussa a breve e votata con scrutinio segreto.


Come si esprime sul parere di Pignanelli?

Non ho elementi per dire se è un atto legittimo o illegittimo. Ci sono delle carte di cui, pur essendone venuto a conoscenza durante il dibattito organizzato da Morrone, non posso dire nulla. Certamente sosterrò la linea della chiarezza. Il mio doppio incarico di presidente del Consiglio e medico nella rsa politicamente potrebbe essere una situazione imbarazzante. Credo in una politica di trasparenza, di lealtà. Che cosa uno è nella vita è nella politica.


Insistiamo su quel documento. Le responsabilità si tramandano. Se ce n’erano della precedente amministrazione, ora tocca all’attuale rispondere, risolvere. Ma anche a lei, che comunque rappresenta tutto il Consiglio comunale.

Inutile farmi mettere in un sentiero dove non cadrò in qualche buca.

 

C’è un documento che adesso è noto anche fuori regione. Il documento dice una cosa per un’altra, sì o no?

Io non lo posso dire.


C’è scritto che la San Vincenzo De Paoli srl esercita l’attività dal ’46. Questo è vero o falso?

Queste disquisizioni giuridiche non cambiano la sostanza.


Paolo Borsellino diceva che l’impegno individuale per la giustizia viene prima dell’azione dei magistrati. Bisognerebbe, dunque, esprimersi nello specifico.

Se fosse vero quello che sento, è un atto presumibilmente falso. In linea di logica mi verrebbe da dire che è falso, ma non posso dirlo per certo.


C’è un altro aspetto della vicenda. Le carte parlano di un’agibilità della casa di riposo per uso uffici. È vero o non è vero?

Dicono che è così.


Crede di non dover prendere delle posizioni in proposito?

Prenderò delle posizioni politiche.


In altri termini, lei fai il medico in una struttura che ha l’agibilità per uso uffici. Che dice a riguardo?

Dobbiamo distinguere: lì faccio il medico in una struttura che attualmente è accreditata. Tutto il resto è un discorso di cui sono venuto a conoscenza adesso. Per quanto riguarda la mia professione e tutto il resto sono fatti collaterali. Sulla faccenda ci sarà un consiglio comunale, dal quale ordine del giorno emergeranno delle posizioni. In quella sede ci sarà una risposta chiara, netta, anche da parte mia.


C’è stata una prima inchiesta di Infiltrato, il 17 luglio 2012. Poi un dibattito pubblico e successivi articoli sulla vicenda. Se ciò non fosse avvenuto, i fatti sull’Abbazia florense non sarebbero usciti fuori dalla bocca dei consiglieri?

Sarà la storia a giudicare quello che sta facendo Morrone, se è un esaltato o un benefattore. In questa vicenda il sindaco Barile si sta muovendo. Il documento non era a conoscenza del sindaco. Da oggi in avanti mi devo preoccupare se l’attività amministrativa, l’attività politica non faccia quei passi istituzionali giusti per dirimere questo dilemma.


La nostra è una domanda precisa. Siccome non sembra che sul documento l’attuale consiglio si sia mai pronunciato, ci voleva la stampa per tirarlo fuori?

Prima di quel giorno non eravamo a conoscenza del documento. La preoccupazione della domanda è legittima.


Un elettore vota dei rappresentanti perché facciano l’interesse comune. Il cittadino esprime un voto per essere rappresentato. Ci vuole la stampa per salvaguardare l’interesse pubblico?

La provocazione l’accetto fino a un certo punto. Devo confermare quello che dice il sindaco: quando mi si equipara a persone della vecchia politica m’indispettisco. Da politico faccio di tutto per stare vicino ai problemi della gente.


Quando la politica compie degli errori, deve riconoscerli. Qui ci si riferisce all’intero consiglio, fatto di maggioranza e di opposizione. Possibile che l’intero consiglio non sapesse?

Non lo sapeva nessuno dei consiglieri.


Ma si sapeva che lì c’era una rsa in locali del Comune.

Io so che c’è in corso una causa. Si sta cercando di stabilire di chi è la proprietà. Ad oggi mi auguro che sia del Comune. Mi sembra logico pensare che sia così. Se avessi questa certezza, non faremmo il consiglio comunale. Io faccio il medico: se devo valutare casi di mia competenza, non ho problemi. Sarebbe veramente strumentale e di cattivo gusto dire: “Sì, la proprietà è del Comune, o no, non lo è”.


Che differenza c’è fra il Palazzo comunale dello sport – per cui in autotutela l’attuale amministrazione ha annullato l’affidamento alla società sportiva presieduta da uno dei soci della San Vincenzo De’ Paoli – e la casa di riposo, che il Comune ritiene essere in suoi locali, dalla Regione Calabria accreditata con un atto del municipio contenente il falso e con un’agibilità per uso uffici?

Sulla casa di riposo il sindaco non ha mai lesinato critiche alla rsa, che cosa non avrebbe fatto per tutelare il presidente del Consiglio (lì medico, ndr)? Questa è pura strumentalizzazione. Il punto è un altro, il contenzioso è nato con il governo di centrosinistra. Ora il sindaco Barile (Pdl, ndr) da bravo investigatore si sta muovendo. Presumo che il sindaco Nicoletti (ex primo cittadino; socialista, ndr) doveva imporsi.


Se fosse stato sindaco lei?

Mi sarei incazzato. Il problema non me lo pongo, in quanto non lo sono.


Che dice di Atteritano (Giuseppe, socio della San Vincenzo De’ Paoli srl, ndr) come persona?

Qualcuno sta cercando di mettermi contro Emiliano Morrone, ma so che mi stima. Non ho niente contro di lui. Potrei avercela se si accanisse in modo sproporzionato contro di me.


Andiamo ad Atteritano, però.

Un momento, io non riesco a scindere i rapporti professionali da quelli umani, per questo parlo di Morrone. Atteritano e Ferrarelli (altro socio della San Vincenzo De’ Paoli srl, ndr) sono persone corrette. Mai mi hanno imposto qualcosa per il mio ruolo di presidente del Consiglio.


Quanto prende per i suoi tre incarichi: presidente del Consiglio, medico alla San Vincenzo De’ Paoli e guardia medica dell’Azienda sanitaria provinciale?

Che facciamo, ci mettiamo a sindacare sul lavoro?


No, ma chi occupa una carica pubblica è tenuto a rendere conto della sua situazione patrimoniale. Lo ribadisce anche lo statuto del Comune.

Fra tutti e tre arrivo intorno a 3.200, 3.300 euro. Ci pago le tasse.


L’opposizione sostiene che ci sia un’incompatibilità anche fra il suo incarico di medico dell’Azienda sanitaria provinciale e quello alla rsa.

Alla rsa emetto fattura, non vedo incompatibilità. Sono una persona per bene, la mia storia personale è nota. E, comunque, qui il problema principale è l’Abbazia florense.


Si discuterà in consiglio comunale dell’Abbazia florense?

Ci sarà modo di farlo, anche perché nella conferenza dei capigruppo, che precede il consiglio, si parlerà di questa necessità.


Si dimetterà dalla rsa?

Secondo il sindaco ci potrebbe essere un imbarazzo e quindi mi ha suggerito di andarmene. Questo è emerso nel suo intervento al dibattito pubblico di Morrone. Il sindaco Barile ha detto semplicemente che dovevo allontanarmi dalla casa protetta. Ma è una mia scelta, politica, personale, che sto valutando in coscienza. Intendo dare un segnale di trasparenza, di correttezza come politico. Perché la politica ha bisogno di esempi. Ma se mi dimetto non significa che ho un’incompatibilità, un conflitto d’interessi.


Quando si dimetterà?

Ci vogliono i tempi tecnici, non posso abbandonare gli anziani che curo.


Poi c’è un parere, quello firmato da Pignanelli, che fa scricchiolare l’accreditamento. E l’agibilità della residenza socio-sanitaria è, dicono le carte, per uso uffici.

Si dovrà vedere se sarà così. Ci sono interrogazioni parlamentari, sono interessati enti e organi pubblici. La vicenda è in corso. Ricordo che ci sarà anche un consiglio comunale.


È vero che alla casa di riposo sono stati effettuati dei lavori senza l’autorizzazione delle soprintendenze?

Non so. Ripeto, io lì faccio il mio lavoro di medico. E da prima che mi votassero presidente del Consiglio comunale.


Adesso anche testate calabresi stanno seguendo l’intera vicenda dell’Abbazia florense. Il mensile Il Quindicinale se n’è occupato con ampio approfondimento, nel numero di settembre. Sulla questione dell’incompatibilità di Astorino, sollevata formalmente dall’opposizione in Consiglio, abbiamo sentito Eugenio Corcioni, presidente dell’Ordine dei medici di Cosenza e Provincia. Secondo Corcioni, per Astorino non c’è incompatibilità tra il ruolo di presidente del Consiglio e quello di medico presso la residenza socio-sanitaria. Poiché Astorino non ha funzioni di governo, ha precisato Corcioni, non lo si può ritenere incompatibile. “Non si può toccare il lavoratore, l’incompatibilità ci sarebbe stata qualora il collega fosse stato socio della rsa. Non vedo nemmeno incompatibilità morale”. Corcioni ha poi spiegato che è certamente incompatibile l’esercizio della professione medica in continuità assistenziale, ove vi sia il raggiungimento dei massimali orari, con quello presso strutture convenzionate con il Sistema sanitario nazionale.

Ora, Astorino è medico in continuità assistenziale che raggiunge i massimali orari, secondo quanto appreso da Infiltrato. Poi è medico presso la residenza socio-sanitaria della San Vincenzo De’ Paoli srl, accreditata dalla Regione Calabria. La quale precisa per iscritto che “l’accreditamento è il provvedimento attraverso il quale le strutture pubbliche e private ed i professionisti già autorizzati possono erogare prestazioni sanitarie e socio-sanitarie per conto del Sistema sanitario nazionale. (L.R. n. 24/08).”.

A questo punto, se così stanno le cose, al di là della contrapposizione della politica, delle polemiche e della maldicenza, Astorino ha l’obbligo di dimettersi dalla rsa.

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