1° giorno di lavoro, 210 ddl presentati: il Pdl pensa a salvare B. , il Pd s’ingrilla, M5S fermo

I lavori della diciassettesima legislatura sono cominciati. Solo il primo giorno di lavoro (15 marzo) sono stati presentati ben 210 disegni di legge, la stragrande maggioranza dei quali a firma Pd. Tanti i temi trattati: dall’accanimento terapeutico alle unioni civili, dal falso in bilancio fino alla criminalità organizzata. Il Pdl si riconosce subito: l’ex Guardasigilli Nitto Palma chiede la “sospensione del processo nei confronti di imputati irreperbili” e Scilipoti presenta un testo contro le intercettazioni. Spuntano anche testi che lasciano sconcertati, come quello sul ripristino della festa di S. Giuseppe il 19 marzo, quello sulla tutela delle feste carnevalesche e quello per l’alimentazione vegetariana e vegana. Altro particolare non da poco: tra i 210 ddl presentati, nessuno è a firma Movimento 5 Stelle.

 

di Carmine Gazzanni

210 disegni di legge già presentati. Questo il bilancio dopo il primo giorno di lavoro a Montecitorio e Palazzo Madama. Neanche il tempo di entrare e subito i parlamentari hanno depositato i primi ddl (visibili sul sito del Senato). Decisamente attivi si sono mostrati i senatori di Pd e Sel che, in totale, hanno presentato ben 117 testi di legge. Il 47% del totale. Il Pdl e la Lega, invece, hanno depositato il 32% delle proposte.

Poco più del 4%, invece, la lista di Mario Monti. Il primato dei testi presentati spetta al senatore della Svp Karl Zeller, primo o unico firmatario di ben 31 dei 32 testi depositati dalla sua formazione politica. Segue Laura Bianconi (Pdl) con 18 ddl. Spazio, poi, ai democratici: undici proposte depositate rispettivamente da Luigi Zanda e Silvana Amati, dieci da Giuseppe Lumia. Infine, 8 dei 9 ddl finora presentati dai montiani sono stati promossi dalla senatrice Linda Lanzillotta.

Il dato che non ti aspetti è invece che i 54 senatori del Movimento 5 Stelle, per il momento, non hanno presentato ancora alcun ddl. Vero: molti dei 210 ddl sono certamente testi a cui già si era pensato nella scorsa legislatura e, dunque, solo ripresentati ex novo. Fatto sta che il bilancio dopo il primo giorno di scuola parla di un Movimento 5 Stelle ancora fermo a zero ddl presentati.

Un male? Non necessariamente. Se infatti molti dei testi presentati dal Pd e da Sel toccano questioni importanti (dall’accanimento terapeutico al numero dei parlamentari, dal falso in bilancio all’istituzione di commissioni d’inchiesta, dai matrimony gay fino agli infortuni sul lavoro), alcuni di quelli del Pdl lasciano perplessi e ci fanno immediatamente intravedere quale sarà la linea del partito nelle prossime settimane: difesa a spada tratta del Cav.

parlamento_primo_giorno_lavoroTanti infatti i disegni in ambito giudiziario: dalle intercettazioni alla responsabilità dei magistrati. Fino, appunto, alla “sospensione del processo nei confronti di imputati irreperibili”. Non mancano, infine, altri testi che lasciano decisamente perplessi. Come quello presentato da Karl Zeller sul ripristino della festa di San Giuseppe il 19 marzo.


LE RIFORME ISTITUZIONALI: DALLA RIDUZIONE DEI PARLAMENTARI ALLA SOPPRESSIONE DELLE PROVINCE (ANCORA) – Che il Movimento 5 Stelle sia entrato in Parlamento (sebbene come detto non abbia presentato alcun ddl) è un bene. Soprattutto perché ha “costretto” i partiti tradizionali ad occuparsi di questioni di cui, probabilmente, non si sarebbe occupato. Perlomeno non da subito.

E così ecco che la questione della riduzione del numero dei parlamentari è chiesta a gran voce. Tanti i ddl a riguardo. Il numero 4 presentato da Luigi Zanda (Pd), il numero 12 di Roberto Calderoli e il 125 di Linda Lanzillotta (Lista Monti). Interessante poi che la stessa montiana abbia presentato anche un ddl per la soppressione delle province: proprio una di quelle questioni che rimangono un nervo scoperto per il bocconiano, dato che sono cadute in un nulla di fatto dopo tredici mesi di governo tecnico.

Sul fronte delle modifiche alla Carta Costituzionale il più attivo è certamente il già citato Zanda, il quale propone, ad esempio, anche una revisione dell’articolo 21 della Costituzione in materia di pluralismo dell’informazione (ddl numero 66), dell’articolo 66 in materia di verifica dei poteri parlamentari (numero 67) e dell’articolo 68 in materia di autorizzazione parlamentare (numero 68).

Per quanto riguarda la Lega Nord, invece, facile immaginare le problematiche sollevate: a gran voce e in più testi si chiede maggiore autonomia per le Regioni. Il sogno della Padania continua.


GIUSTIZIA: DAL FALSO IN BILANCIO AL REATO DI TORTURA – Come detto, il fronte più attivo (e con merito) è quello del centrosinistra. Soprattutto nell’ambito della legalità. Tanti i ddl presentati e tutti importanti (semmai – ovviamente – dovessero arrivare ad essere approvati e convertiti in legge). Si potrebbe per esempio citare quello presentato dall’ora nuovo Presidente del Senato Pietro Grasso (il 15 marzo poteva presentare il testo, non essendo ancora eletto a seconda carica dello Stato) su “corruzione, voto di scambio e falso in bilancio e riciclaggio” (ddl 19).

Tra i firmatari attivi in quest’ambito troviamo ancora una volta Luigi Zanda, il quale ha presentato un testo sulle “norme per il contrasto alla corruzione nella pubblica amministrazione e nel settore privato” (ddl 71) e un altro, molto interessante, sul controllo delle società quotate per evitare il fenomeno tanto diffuso nella mala-finanza italiana, quello delle scatole cinesi (ddl numero 16).

Luigi Manconi, invece, con il ddl numero 10 ha chiesto che venga introdotto nel nostro codice penale il reato di tortura. Sarebbe un grosso passo in avanti: se ai tempi della Diaz avessimo avuto nel nostro ordinamento tale reato, i responsabili del “massacro” (come definito da Amnesty International) sarebbero stati condannati non solo per falso.


scilipoti_salva_b_2013LA GIUSTIZIA SECONDO IL PDL: NITTO PALMA E SCILIPOTI AL SERVIZIO DI B. – Probabilmente l’unico testo presentato senza doppi fini è quello di Sergio Divina il quale, con il ddl numero 149, chiede maggiori controllo sui minori e sul gioco d’azzardo. Per il resto, scorrendo la lista dei testi presentati dal partito di Silvio Berlusconi, si ha subito l’impressione che il tempo sia passato, ma l’impianto del Pdl rimanga lo stesso: salvare il Cav.

Soprattutto perché a breve arriveranno a sentenza il processo Ruby (primo grado) e quello Mediaset (appello). Ed ecco allora i testi che potrebbero essere utili a Berlusconi nel caso in cui dovessero essere approvati. A pensarci, su tutti, è stato l’ex Guardasigilli (non a caso) Francesco Nitto Palma, il quale ha presentato un testo (112) sulla responsabilità disciplinare dei magistrati e un altro, addirittura, per la sospensione del processo nei confronti di imputati irreperibili.

Più chiaro di così. Ad aver appreso la politica a firma Pdl anche Domenico Scilipoti. Cinque i suoi ddl. Uno – il numero 171 – è sulla “valutazione delle dichiarazioni acquisite mediante intercettazioni”. Insomma, un evergreen pidiellino.


CRIMINALITÀ ORGANIZZATA, ATTENZIONE ALTA (SI SPERA) – Nel suo discorso di insediamento Pietro Grasso ha preannunciato un’attenzione alta alla criminalità organizzata. A vedere alcuni dei disegni presentati si potrebbe essere molto speranzosi (sempre che, poi, come detto, vengano convertiti in legge).

Giuseppe Lumia, ad esempio, chiede l’istituzione di una “giornata della memoria e dell’impegno per le vittime della mafia”. Un gesto rappresentativo, certo. Ma che avrebbe un alto valore anche pedagogico per le nuove generazioni.

Ben più concreto il ddl 93, sempre presentato da Lumia, con il quale si chiede l’istituzione di una commissione d’inchiesta parlamentare “sul fenomeno della mafia e sulle altre associazioni criminali, anche straniere.

Ad occuparsi della questione anche la senatrice di Sel Loredana De Petris, la quale ha presentato un ddl sullo “scambio elettorale politico-mafioso” (ddl 200).


DOPO LA RIFORMA FORNERO, INTERVENTI MIRATI SUL LAVORO – Anche il lavoro, visti i danni della riforma Fornero, è uno dei temi più caldi in quest’inizio di legislatura. Non poteva non occuparsene, ad esempio Pietro Ichino.

Ddl numero 199: “misure per favorire l’invecchiamento attivo, il pensionamento flessibile, l’occupazione degli anziani e dei giovani e per l’incremento della domanda di lavoro”.

Ma è ancora il Pd a fare la voce da leone. Su tutti spicca un forte interessamento agli infortuni sul lavoro (tra gli altri, se ne occupa Silvana Amati, ddl numero 55) e al problema dell’amianto (Felice Casson, ddl numero 8).


SALUTE: ATTENZIONE ALL’ACCANIMENTO TERAPEUTICO – Interessanti anche i numerosi ddl avanzati ancora dal centrosinistra in tema di salute. A campeggiare su tutti i numerosi testi contro l’accanimento terapeutico, il numero 13 (primo firmatario Luigi Manconi) sulla “interruzione di cure” e il numero 5 di Ignazio Marino, ancora più specifico sulla questione.

Marino, però, che tanto si è occupato negli anni passati del disastro-sanità, ha chiesto anche l’istituzione di una commissione d’inchiesta per far luce “sull’efficacia e sull’efficienza del servizio sanitario nazionale(ddl n. 84).

ignazio-marino_dlE ancora Marino propone “disposizioni in materia di prevenzione cura e riabilitazione dell’obesità e dei disturbi alimentari” (ddl n. 88), della tubercolosi (ddl n. 89), norme in materia di “responsabilità professionale del personale sanitario e di qualità dell’assistenza sanitaria” (ddl n. 90), “sostegno della ricerca e della produzione di farmaci orfani e della cura delle malattie rare” (ddl n. 91).


DIRITTI CIVILI: IUS SOLI, UNIONI CIVILI E DIRITTI DELLE DONNE – Altro tema su cui ci potrebbe essere una svolta sono i diritti civili. Contrariamente a quanto si sarebbe potuto pensare, il Partito Democratico è partito con il piede giusto.

Il senatore Luigi Manconi, da sempre molto vicino all’Arci Gay, ha proposto la “disciplina delle unioni civili” (ddl n. 14). Salvo Lo Giudice, invece, ha presentato un testo contro la “discriminazione matrimoniale” (ddl n. 15).

Spazio, poi, anche per i diritti dei figli di stranieri nati in Italia (il cosiddetto ius soli). Della questione si è occupato, ancora una volta, Ignazio Marino (ddl n. 17). Nota al merito anche per il senatore Pdl Sergio Divina, il quale ha chiesto la ratifica di quanto stabilito nella Convenzione del Consiglio Europeo dell’ 11 maggio 2011 in merito al tema della violenza sulle donne.


CARNEVALI, SAN GIUSEPPE, VEGANI, SOVRANITÀ MONETARIA. I TESTI PIÙ INCREDIBILI – Non mancano, infine, proposte che lasciano più di un dubbio sull’opportunità di presentazione dei testi in un periodo di crisi e, soprattutto, al primo giorno di lavoro.

Lascia pensare, ad esempio, la proposta di Karl Zeller (Svp) che chiede il ripristino della festa di San Giuseppe il 19 marzo (ddl n. 47) o quella della democratica Manuela Granaiola sulla “tutela del Carnevale di Viareggio e di altre manifestazioni carnevalesche di rilievo nazionale” (ddl n. 189).

Spazio, poi,  anche per la “tutela delle scelte alimentari vegetariana e vegana” (testo presentato da Monica Cirinnà, Pd) e, dulcis in fundo, ancora Domenico Scilipoti, il quale chiede a gran voce il “ripristino della sovranità monetaria dello Stato italiano nel rispetto dei trattati internazionali”.

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