TENDENZE INVERNO 2012/ Python-mania!

di Francesca Di Iullo

Se lo scorso anno sono state le fantasie animalier più disparate a farla da padrone, l’ormai vicina stagione fredda vede protagonista indiscusso il pitonato insieme alla sua incredibile versatilità e originalità..

 

Il pitone sfila sulle passerelle da diverso tempo, ma da un paio d’anni la sua presenza è stata sempre più incombente.pitonepradaOltre alle pelli e gli chiffon stampati di Roberto Cavalli da sempre grande amante delle fantasie animalier – nella scorsa stagione invernale abbiamo assistito all’inaspettato successo dei cuissardes pitonati di Burberry Prorsum. Tale è stato l’entusiasmo della critica e degli spettatori da spingere il marchio britannico ad osare ancora proponendo mini abiti elasticizzati, chiodi e trench per la primavera-estate 2011. Poi è toccato a Lanvin con i suoi costumi da bagno e i suoi accessori.

Pian piano ogni stilista ha iniziato a disseminare tocchi sparsi di pitonato qua e là, fino all’ “esplosione rettile” avutasi sulle passerelle dell’inverno 2012.

Una vera esplosione fatta di colori, materiali e tessuti è stata quella della sfilata di Miuccia Prada, che ha definitivamente incoronato il pitonato must-have. Seguendo lo stile anni Sessanta, la designer nostrana ha proposto calzature dalle linee morbide ed innovative, come gli stivali-calza trompe l’œil. Simbolo della sfilata il soprabito in pelle pitonata verde e nera, adatto a personalità audaci e sicure di sé.

Sulla stessa linea cronologica si sono mossi Pier Paolo Piccioli e Maria Grazia Chiuri da Valentino, che hanno realizzato abiti  leggeri dai colori tenui, ricchi di bon-ton Sixties. L’assoluta sofisticatezza dei capi viene contrastata e, contemporaneamente, arricchita dalle pochette e dagli stivali in rettile.

Sono avanti di un decennio Gucci e Chloé, che scelgono gli anni Settanta con i loro pantaloni a zampa d’elefante, le ampie gonne al ginocchio e le camicie stampate.

Stessa ispirazione diverso risultato. Frida Giannini da Gucci ha giocato molto con la pelle colorata insieme alle pellicce, creando silhouette da donna misteriosa. Mentre da Chloé, l’ora ex direttrice creativa Hannah MacGibbon (sostituita da Claire Waight Keller) ha preferito usare sete e tessuti impalpabili per i suoi chemisier e le sue bluse con foulard, per una donna estremamente femminile.

Da Missoni, invece, la parola d’ordine è extra-large: dagli storici pullover fino alle gonne e ai cappotti. Il pitonato è allegro e colorato sui biker-boots e sui tessuti, stranamente, si accorda molto bene alle fantasie floreali e al pied de poule, a patto che siano delle stesse tonalità.

Un ultimo consiglio: il pitonato è estremamente versatile e, in quanto tale, non esita a cadere nella volgarità. Se non siete pronte ad osare, mixatelo in piccole dosi ad un abbigliamento essenziale o più classico. Per le indecise: recatevi in qualche catena low-cost, dove con un piccolo investimento capirete se il pitone vi si addice oppure no.

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