TENDENZE/ Omaggio al Tricolore: quando la bandiera diventa fashion.

Tra le iniziative per celebrare il centocinquantesimo anniversario dell’Unità d’Italia troviamo quella di ventiquattro celebri stilisti nazionali, ognuno dei quali ha reinterpretato il Tricolore secondo il proprio stile. Al Sacrario troverete i modelli realizzati da Albino, Laura Biagiotti, Byblos, Enrico Coveri, Salvatore Ferragamo, Frankie Morello, Gattinoni, Krizia, Emilio Pucci, Roccobarocco e Luciano Soprani.

In occasione del 4 novembre, “Giorno dell’Unità Nazionale”, è stata inaugurata a Roma la mostra Omaggio al Tricolore.

tricoloreL’esposizione,voluta dal Ministero della Difesa e realizzata in collaborazione con l’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano, è stata allestita nel Sacrario delle Bandiere delle Forze Armate, presso il Complesso del Vittoriano. Il tutto si snoda in tre sezioni che si propongono di raccontare la storia e l’evoluzione della nostra bandiera. La più originale è senza dubbio Espressioni di stile sul tema della bandiera italiana, con cui anche la moda vuole festeggiare i 150 dell’Unità. Infatti all’inaugurazione, oltre al ministro della Difesa Ignazio La Russa, era presente anche Mario Boselli, presidente della Camera Nazionale della Moda Italiana. Questo evento è soprattutto un’occasione per ricordare l’importanza del Made in Italy, distintosi da sempre per l’attenzione ai dettagli e alla qualità dei materiali, nonché per la sua creatività.

Le opere dei ventiquattro stilisti chiamati ad omaggiare il Tricolore mostrano una vasta eterogeneità di stili, tessuti e particolari. C’è chi è rimasto fedele all’originale, almeno cromaticamente parlando, e chi invece è voluto uscire dagli schemi con creazioni che, apparentemente, non mostrano alcuna connessione con la bandiera nazionale.

Tra i fedelissimi abbiamo Alberta Ferretti e Francesco Scognamiglio, i quali puntano sulla ricercatezza dei materiali. Missoni non rinuncia alla maglia, prerogativa della maison. Max Mara sceglie l’emblema di San Marco, riprodotto in tonalità scure ma calde. Blumarine gioca con i dettagli e opta per un Tricolore con logo arricchito da cristalli Swarovsky tono su tono. C’N’C Costume National non rinuncia al suo stile minimal e sceglie un fondale  bianco  con due sottili bande verdi e rosse. Iceberg si rifà alla Pop Art con la sovrapposizione di tre bandiere in seta che richiamano esplicitamente “Three Flags” di Jasper Johns. Etro punta sul patchwork declinato in tre  diverse zone cromatiche. Moschino gioca con i cuori, i simboli della pace e le nuvole, alcune delle sue icone di sempre, e realizza una bandiera a motivi tridimensionali. Roberto Cavalli esprime tutto il suo amore per l’animalier raffigurando addirittura un leopardo. Trussardi si diverte ad usare vari tipi di pellame. Brioni non abbandona la tradizione sartoriale e adorna la classica bandiera con tre revers (colli di giacche) con tanto di asole. Si contrappone a quest’opera dall’aria maschile quella di Ermanno Scervino, il quale gioca con metri di chiffon, seta, organza e pizzo come se stesse vestendo una delle sue modelle.

Al Sacrario inoltre troverete i modelli realizzati da Albino, Laura Biagiotti, Byblos, Enrico Coveri, Salvatore Ferragamo, Frankie Morello, Gattinoni, Krizia, Emilio Pucci, Roccobarocco e Luciano Soprani.

Invito tutti voi a visitare la mostra,  aperta fino al 6 gennaio 2011 e ad ingresso libero, in quanto è un’ottima occasione per ripassare (o conoscere) la nostra storia, che per l’evento è mirabilmente fusa con l’arte e la moda.

 

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