Omaggio a Isabella Blow, tra Philip Treacy e Alexander McQueen

Tre libri, una pellicola e un’opera teatrale per celebrare Isabella Blow, la musa di Philip Treacy che ha scoperto e inspirato Alexander McQueen.

 

isabella-blowMusa, icona di stile e talent scout. Isabella Delves Broughton nacque a Londra il 19 novembre del 1958. La sua vita non è definibile come un’esistenza felice, nonostante la sua fama di fashion icon e il grande successo ottenuto nel campo lavorativo. La sua vita è stata una tragedia greca. La prima ferita le fu inferta dalla morte del fratello John, annegato a due anni. Il colpo mortale lo ha ricevuto dalla depressione e dal disturbo bipolare che hanno messo fine alla sua esistenza.

Il suo lunghissimo percorso nel mondo della moda è iniziato nel 1983, a New York, quando venne presentata ad Anna Wintour, che l’assunse come sua assistente, fino a quando non farà lo stesso Andre Leon Talley, attuale redattore capo di Vogue. Nel frattempo strinse rapporti di amicizia con Andy Wahrol, Jean-Michel Basquiat e Roy Liechtenstein. Trasferitasi a Londra per lavorare con Michael Roberts, l’allora fashion director del Tatler e del Sunday Times, Isabella conobbe l’uomo che sarebbe diventato il suo secondo marito, Detmar Blow. Il matrimonio segnò l’inizio della collaborazione di Issy con Philip Treacy, avendo indossato una creazione del “cappellaio matto” londinese. Da allora non rinunciò mai ai suoi stravaganti cappelli. Affermò lei stessa di sentirsi protetta portandoli.

A lei deve il suo successo l’hooligan della moda, Alexander McQueen (morto suicida l’11 febbraio scorso). Nel 1994, la Blow acquistò tutta la prima collezione dello stilista, ovvero la sua prova finale per il diploma, per 5000 sterline. Negli anni consecutivi i drammi si sarebbero susseguiti l’uno dopo l’altro. Fu devastata dalla sterilità, dalla separazione con Detmar e dai problemi economici. Non appena venne risolta la crisi matrimoniale, Isabella scoprì di avere un cancro alle ovaie. Da qui la depressione e l’inizio di una lunga serie di tentati suicidi. Ingerì sonniferi, si gettò da un cavalcavia rompendosi entrambe le caviglie, guidò contro un tir,  assunse tranquillanti per cavalli, tentò di affogarsi e andò in overdose. Invano.

Il 6 maggio del 2007 venne ritrovata senza sensi sul pavimento del bagno, dopo aver bevuto dell’erbicida. Il giornò successivo morì, scioccando l’intero fashion system.

Come primo riconoscimento l’istituzione dell’Isabella Blow Award for Fashion Creator, categoria dei British Fashion Awards che premia i professionisti della moda per il loro lavoro.

Ora, a più di tre anni dalla sua scomparsa, Issy viene ricordata e celebrata dal teatro, dal cinema, dalla moda, dalla letteratura e dall’arte.

A New York, in luglio, è stato messo in scena Blow by Blow scritta da Jean Bergantini Grillo e diretta da Jen Forcino. Gli abiti sono stati realizzati dalla costumista Susan Voelker, la quale ha cercato di ricreare lo stile eccentrico di Isabella.

Qualche mese più tardi la sua erede in fatto di moda, Daphne Guiness, ha comprato l’intero guardaroba della Blow. E’ riuscita ad aggiudicarsi novanta capi di McQueen, cinquanta cappelli di Treacy e una collezione di scarpe firmata Manolo Blahnik. Il tutto prima dello svolgimento dell’asta, previsto per il 15 settembre da Christie’s.

Sembra che anche il cinema sia deciso ad omaggiarla. A confermare le indiscrezioni sulla presunta realizzazione di un film biografico è stato lo stesso Treacy. Nelle insolite vesti di produttore ci sarà lo stilista John Galliano, il quale inoltre reciterà la parte di se stesso. Nel frattempo si è alla ricerca della perfetta “Issy” e sembra che la scelta di Treacy sia ricaduta sul premio Oscar Rachel Weisz. A interpretare il ruolo del “cappellaio matto” forse sarà Brad Pitt. Al momento purtroppo, non sono disponibili ulteriori dettagli.

Novembre sarà il mese di uscita di tre libri-omaggio. Il primo è un tributo fotografico di Martina Rink, assistente della Blow fino alla sua scomparsa. Edito da Thames  & Hudson, Isabella Blow è una raccolta di 120 immagini, accompagnate dalle testimonianze scritte dei suoi amici più celebri come Anna Wintour e Mario Testino.

Il 9 sarà la volta di Isabella Blow: a Life in Fashion e di Blow by Blow, due biografie. La prima, scritta dalla giornalista Lauren Goldstein Crow per Thomas Dunne Books, racconta tutte le sfaccettature dell’incredibile vita dell’icona con tanta maestria da ricevere recensioni entusiastiche da alcuni dei più grandii personaggi della moda, tra cui Valentino.

L’ultima è forse l’opera più importante in quanto scritta da Detmar, suo marito per diciotto anni. La biografia, edita da It Books, racconta la vita della Blow in maniera profonda e penetrante. Viene descritto ogni momento della sua esistenza: dall’infanzia alla semplice vita domestica. L’insieme di tutti questi frammenti costituisce un ritratto unico e perfetto di Isabella.

Infine vi è il contributo da parte dell’arte. I celebri scultori della luce Tim Noble e Sue Webster hanno creato un’installazione che potrà essere ammirata presso la National Portrait Gallery di Londra fino al 13 febbraio 2011. Come per ogni lavoro del duo, l’opera necessita di essere proiettata su una parete per  essere compresa. La parte materiale consiste in una palla di piume e animali imbalsamati, tra cui ratti, gazze e serpenti. L’ombra denota chiaramente il profilo della donna, a cui non poteva mancare un copricapo in perfetto stile “Treacy”. Nonostante l’opera sia stata realizzata nel 2002, solo ora viene esposta.

Isabella Blow è stata una donna dalle straordinarie capacità e dall’aspetto inimitabile. Non è un caso che tutti siano rimasti sconvolti dalla sua tragica fine.

 

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