MODA/ The Obscur side of fashion

Il pensiero emergente, profondo e talvolta ermetico, di alcuni giovani e talentuosi creativi, ridisegna le coordinate in cui l’industria della moda si pone rispetto a un pubblico sempre più desideroso di immergersi in mondi cerebrali, piuttosto che essere assimilato a prototipi e stereotipi del mercato.

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Spedizione in artico tra le silhouette glaciali di  Richard Södeberg.

In quest’ottica il lavoro di Richard Södeberg, designer svedese creatore della giovane label Obscur, si impone all’attenzione come espressione potente della capacità di traslare e imprimere saperi e significati fortemente radicati nella fisionomia del territorio, tanto da un punto di vista geografico quanto sotto il profilo culturale, nei materiali, nei tessuti e nello sviluppo della costruzione tecnica, all’opera in ogni singola collezione.

L’estensione degli spazi aperti e la potenza dell’elemento naturale, tipici del crepuscolare paesaggio svedese, si cristallizzano nella tensione acromatica e nei tagli rigidi e intensi dei tessuti e dei materiali, impiegati per le collezioni firmate Obscur. La tradizione scandinava nella conciatura delle pelli, percorse da cerniere, incorniciate da collari rimovibili e inserti metallici, rivive, trattata alla luce dei moderni processi chimici e di lavaggio, assumendo i tratti austeri e allo stesso tempo solenni, misticheggianti, tipici delle culture metal e neofolk del Nord Europa.

La lezione stilistica di Ann Demeulemeester e Rick Owens si anima di nuova linfa, seguendo percorsi spirituali e creativi inediti, che inducono Södeberg a confrontarsi con la personalità e il vissuto peculiari di materiali e tessuti naturali; dalla lana alle pelli, dal cachemere al lino. Il dialogo osmotico tra esposizione e introiezione, slancio avanguardistico e sapienza artigianale, costruzione tecnica e destrutturazione concettuale, diviene il motivo dominante che percorre l’intero processo creativo, dalla creazione del lookbook alla realizzazione degli shooting fotografici, prodotti a supporto  della comunicazione per le collezioni marcate Obscur.  La filiazione diretta con topoi provenienti dalle arti plastiche e figurative, mai celata dallo stesso  Södeberg, si palesa appieno nella collezione A/W ’10, ispirata all’attività artistica di Günter Brus, in cui la stratificazione dei materiali e i tagli dei capi, ripercorrono  la trama oscura del lavoro di Brus, traslando nel lessico della moda il leitmotiv della moltiplicazione e della dissoluzione identitaria, che ha informato incisivamente l’esplorazione intellettuale e la prassi operativa del performer austriaco.

In Narratif, collezione S/S ’11, presentata lo scorso Giugno a Parigi in anteprima, Södeberg forgia l’intreccio impenetrabile tra arte e vita, natura e cultura, per indagare le superfici e l’interno dei capi come fossero materia scultorea cui imprimere vita.


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