MODA/ L’effetto “Rinascimento” secondo Mario Boselli (CNMI)

di Francesca Di Iullo

Giovedì primo dicembre, presso l’Università “La Sapienza” di Roma, si è tenuto il primo seminario del ciclo  de “I professionisti della moda”, a cui ha partecipato Mario Boselli, Presidente della Camera Nazionale della Moda. Un incontro con i giovani per spiegare il made in Italy, la partnership con la Cina e quello che sarà ilRisorgimento della moda italiana.

Mario Boselli, presidente della Camera Nazionale della Moda

Mario Boselli, presidente della Camera Nazionale della Moda

Anche per quest’anno il più grande ateneo d’Europa ospiterà il ciclo di conferenze “I professionisti della moda”, organizzato dal Corso di Laurea di Scienze della Moda e del Costume, per consentire agli studenti di conoscere alcune delle più grandi personalità del fashion system. Lo scorso anno, infatti, sono intervenuti, tra i tanti, Roberto Capucci e Frida Giannini. Questa edizione vedrà protagonisti Matteo Marzotto, Giuseppe Zanotti e Santo Versace, solo per citarne qualcuno.

Tutto ciò è stato e sarà possibile grazie all’impegno del Presidente del Corso Alessandro Saggioro, della collega e giornalista Fabiana Giacomotti, all’approvazione della Preside della Facoltà di Filosofia, Lettere, Scienze Umanistiche e Studi Orientali Marta Fattori, oltre che ovviamente all’entusiasmo e la buona volontà dei ragazzi. A supportare l’iniziativa sono numerosi sponsor come Fullsix, Havas Media, Levi’s, PwC, UnoHolding e Wind, partner storico dell’università.

Il primo dicembre scorso è stato inaugurato il nuovo ciclo di seminari da Mario Boselli, a capo della Camera Nazionale della Moda da quattro mandati.

L’imprenditore ha voluto focalizzare l’attenzione del pubblico su quello che è una delle più grandi ricchezze del Bel Paese: il prêt-à-porter alto. Prima di addentrarsi in tale ambito, ha spiegato velocemente quali sono le caratteristiche, i compiti e gli obiettivi della Camera della Moda, un’associazione senza scopo di lucro che rappresenta, tutela e valorizza i più alti valori dello stile e della moda italiani.

«Il Made in Italy, “il bello ben fatto e orgoglio italiano”, è il frutto dell’unione tra sapiente tradizione artigianale, qualità estetica, creatività e tecnologia, a loro volta indissolubilmente legate al patrimonio storico-artistico italiano. Proprio quest’ultimo produce – secondo Boselli – un “effetto Rinascimento” che influenza tutt’ora la nostra cultura e il nostro senso del bello».

Il  prêt-à-porter alto degli stilisti è ciò che, nonostante una perdita del 15% del fatturato nel 2009 a causa dello scoppio della crisi e l’attuale situazione economica, cresce costantemente. Infatti, secondo le stime, il 2011 si chiuderà con un incremento del 4%, segno che le imprese sono diventate più snelle e veloci, aumentando i rendimenti.

I punti su cui il Presidente si è soffermato più a lungo, anche a seguito delle domande dei partecipanti, riguardano gli accordi commerciali con l’estero e le prospettive dei giovani che vogliono farsi strada nel settore moda. La Camera della Moda ha stipulato due importantissimi accordi, rispettivamente con Francia e Cina. Proprio quest’ultimo, firmato il 27 marzo 2011, sancisce come la Cina non sia più un semplice luogo dove delocalizzare la produzione, ma anche un paese in fortissimo sviluppo con cui stringere partnership per rafforzare la nostra economia e sbaragliare la concorrenza. Secondo Boselli, però, la Cina non rappresenta un vero e proprio “nemico”, nonostante la crescita qualitativa dei suoi prodotti, perché è presente un enorme divario con l’Italia rappresentato dall’uso di ottimi materiali e dalla manifattura. Rispetto alla Francia, il Presidente ha dichiarato: “Il lusso è più francese che italiano, ma i numeri (in termini di aziende e fatturato) sono dalla nostra parte”.

Per quanto riguarda i giovani, Boselli ha affermato che si dividono in due categorie: quella dei “non tanto giovani”, sulla quarantina, e quella dei più acerbi, come Aquilano e Rimondi, che saranno ospiti delle conferenze. Sebbene la Camera gestisca tre progetti per aiutare i giovani designer, il problema sta nel fatto che tutto è concentrato nella sola città di Milano, che “per i giovani stilisti è il tritacarne”. Infatti il Presidente ha ribadito la necessità di istituire a Roma una settimana della moda dedicata esclusivamente a loro, e a cui siano presenti giornalisti di rilievo.

Detto ciò, Boselli ha concluso facendo i suoi più sinceri auguri agli studenti, “il futuro”, e affermando: “Ricordiamoci di amare la moda che è la manifestazione più bella della globalizzazione, vera democrazia per tutti”.

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